| Scialpinismo in Svizzera
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itinerari scelti
Fabrizio Scanavino, Fritz Gansser
Club Alpino Svizzero
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| La copertina |
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E' assai rara le pubblicazione di
guide alpine in lingua italiana riguardanti zone al di là
del confine, ma il Club Alpino svizzero, congiuntamente con
quello Italiano, ha voluto pubblicare questa guida dedicata
allo scialpinismo sul territorio alpino svizzero.
Scialpinismo in
Svizzera, con la collaborazione del CAI, ebbe la sua
prima edizione nel 1984 ad opera diel compianto Fritz Gansser,
che tradusse in italiano 340 itinerari proposti da Alpine
Skytouren volumi II-III-IV, pubblicata in francese e tedesco.
Il libro, che ebbe un
successo oltre ogni aspettativa e andò presto esaurito,
vede la sua seconda edizione curata da Fabrizio Scanavino,
già capo OG della sezione Ticino del CAS, che ha riveduto
completamente e aggiornato il materiale già pubblicato,
aggiungendo oltre 70 itinerari nuovi.
La Svizzera si presenta
come meta ideale anche per gli scialpinisti italiani, infatti
sia la vicinanza geografica, sia la bellezza e la varietà
delle gite, la rendono appetibile e desiderabile per ogni
appassionato, comprendendo difficoltà adatte ad ogni
capacità: dalle escursioni più semplici a quelle
più impegnative, senza dimenticare che il territorio
rossocrociato comprende il maggior numero di 4000 d'Europa
e molti di essi sono ambite mete di scialpinismo.
L'opera, anche se con
un formato leggermente maggiore, conserva lo stile delle Guide
delle Alpi Svizzere, profondamente rinnovate nella veste esteriore,
dopo avere abbandonato la ben nota copertina verde, per una
rilegatura bianca, con foto a colori. Ogni itinerario è
descritto in modo conciso ma con grande precisione, con riferimenti
alla scala delle difficoltà, alla cartografia, ai punti
di appoggio. Inoltre molti di essi sono illustrati con l'aiuto
di 113 fotografie, che rendono molto distanti i tempi degli
affascinanti schizzi descrittivi.
Le zone descritte da
Scialpinismo in Svizzera sono le Alpi Vallesane, Bernesi,
Urane, Ticinesi, Grigionesi, San Gallo e Appenzello.
© Filippo
Zolezzi |