STORIA CULTURA ETNOGRAFIA

Storia del Sudtirolo

Eventi cruciali del XX secolo

Collana: Storia, Arte, Cultura

Autore: Alfons Gruber

Euro 13,50

Formato: 13 x 19 cm

Pagine: 159

Editore: Athesia

 

 

STORIA DEL SUDTIROLO

Eventi cruciali del XX secolo

Alfons Gruber

Athesia

sudtirolo
La copertina

Con Storia del Sudtirolo inizia la nostra collaborazione con la Casa Editrice Athesia di Bolzano, sicuramente la più importante e ricca di storia di questa regione e iniziamo con questo libro, piccolo nel formato, ma grande nel contenuto.

"Un popolo che lotta per ottenere unicamente quanto gli spetta per diritto naturale, garantito anche per iscritto, avrà dalla sua parte Iddio stesso." Con queste parole del Canonico Michael Gamper si apre questa pubblicazione che in modo conciso, ma completo, illustra le vicissitudini, le sofferenze, le lotte e le conquiste del popolo sudtirolese nel XX secolo, a partire dalla fine della prima guerra mondiale allo scorso decennio.

La regione Alto Adige, Sudtirolo nella propria tradizione e storia, è insieme alla Valle d'Aosta una delle regione più alpine del nostro paese, ne condivide in parte i fermenti politici e le particolarità dello statuto politico, basato sull'autonomia dello statuto speciale, ma da essa si distingue per una storia molto differente e per un panorama di cultura e tradizioni avulso dalla nazione della quale fa parte, lo stesso non si può dire della Valle d'Aosta, che pur con molte particolarità è legata all'Italia sia per storia, cultura e legami con la ex-casa regnante dei Savoia.

La sconfitta dell'Austria nel 1918 e il successivo trattato di Saint Germain nel 1919 hanno portato l'annessione del Sudtirolo all'Italia, considerata dalla maggior parte del popolo sudtirolese come una deportazione in terra straniera.

L'avvento del fascismo ha peggiorato notevolmente le cose: bisognava eliminare gli "allogeni", "il Sudtirolo deve diventare l'Alto Adige italiano, meglio i sudtirolesi devono diventare italiani, sono le parole di Tolomei, il senatore fascista deciso a italianizzare il Sudtirolo.

La lingua tedesca fu abolita nelle scuole e fu incrementata l'industrializzazione di Bolzano, favorendo una forte immigrazione dal sud Italia, come una sorta di pulizia etnica ante-Milosevic', tutti i toponimi e i cognomi dovevano essere italianizzati.
Ma il massimo della crudeltà fu messo in atto dall'Asse Hitler-Mussolini, con l'Opzione, nella quale i sudtirolesi tedeschi venivano invitati a lasciare le proprie terre per raggiungere quella che i dittatori definivano loro terra originaria: l'Austria o la Germania; molti cedettero al violento ricatto e si trasferirono nel dolore, ma tanti resistettero, tra i quali uno dei piš convinti e valorosi fu appunto il Canonico Michael Gamper.

La sconfitta dei nazifascisti diede molte speranze ai sudtirolesi, che però furono delusi ancora una volta: i vincitori Alleati negarono loro il ritorno all'Austria, con la promessa però di un'autonomia sostanziale nei confronti del governo centrale italiano, ma tali accordi furono ben poco applicati.

Dopo Gamper, nella seconda metà del secolo si distingue la figura di Silvius Magnago, che lottando senza fine e strenuamente riuscì a creare un forte movimento di opinione e finalmente, con grandi lotte civili, a fare applicare integralmente quanto promesso e nel 1992, dopo tre quarti di secolo, il governo Austriaco poté rilasciare all'Italia la cosiddetta "Quietanza liberatoria", nella quale si riconosce al governo italiano di avere realizzato quanto previsto dagli accordi internazionali sottoscritti dopo la seconda guerra mondiale.

L'autore Alfons Gruber è un serio studioso della storia del proprio paese e con questo libro dà a chiunque la possibiltà di conoscere una porzione di storia importante e a volte drammatica sia per il Sudtirolo che per l'Italia stessa, a causa anche di fatti terroristici e violenti accaduti nel corso del dopoguerra, fatti che hanno scosso l'opinione pubblica nazionale, che per questi avvenimenti brutali ha spesso reagito con il sospetto e il pregiudizio nei confronti delle istanze legittime del Popolo Sudtirolese.

© Filippo Zolezzi