| STORIA DEL SUDTIROLO
Eventi cruciali del XX secolo
Alfons Gruber
Athesia
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| La copertina |
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Con Storia del Sudtirolo
inizia la nostra collaborazione con la Casa Editrice Athesia
di Bolzano, sicuramente la più importante e ricca di
storia di questa regione e iniziamo con questo libro, piccolo
nel formato, ma grande nel contenuto.
"Un popolo che lotta per ottenere
unicamente quanto gli spetta per diritto naturale, garantito
anche per iscritto, avrà dalla sua parte Iddio stesso."
Con queste parole del Canonico Michael Gamper si apre questa
pubblicazione che in modo conciso, ma completo, illustra le
vicissitudini, le sofferenze, le lotte e le conquiste del
popolo sudtirolese nel XX secolo, a partire dalla fine della
prima guerra mondiale allo scorso decennio.
La regione Alto Adige, Sudtirolo nella
propria tradizione e storia, è insieme alla Valle d'Aosta
una delle regione più alpine del nostro paese, ne condivide
in parte i fermenti politici e le particolarità dello
statuto politico, basato sull'autonomia dello statuto speciale,
ma da essa si distingue per una storia molto differente e
per un panorama di cultura e tradizioni avulso dalla nazione
della quale fa parte, lo stesso non si può dire della
Valle d'Aosta, che pur con molte particolarità è
legata all'Italia sia per storia, cultura e legami con la
ex-casa regnante dei Savoia.
La sconfitta dell'Austria nel 1918
e il successivo trattato di Saint Germain nel 1919 hanno portato
l'annessione del Sudtirolo all'Italia, considerata dalla maggior
parte del popolo sudtirolese come una deportazione in terra
straniera.
L'avvento del fascismo ha peggiorato
notevolmente le cose: bisognava eliminare gli "allogeni",
"il Sudtirolo deve diventare l'Alto Adige italiano, meglio
i sudtirolesi devono diventare italiani, sono le parole
di Tolomei, il senatore fascista deciso a italianizzare il
Sudtirolo.
La lingua tedesca fu abolita nelle
scuole e fu incrementata l'industrializzazione di Bolzano,
favorendo una forte immigrazione dal sud Italia, come una
sorta di pulizia etnica ante-Milosevic', tutti i toponimi
e i cognomi dovevano essere italianizzati.
Ma il massimo della crudeltà fu messo in atto dall'Asse
Hitler-Mussolini, con l'Opzione, nella quale i sudtirolesi
tedeschi venivano invitati a lasciare le proprie terre per
raggiungere quella che i dittatori definivano loro terra originaria:
l'Austria o la Germania; molti cedettero al violento ricatto
e si trasferirono nel dolore, ma tanti resistettero, tra i
quali uno dei piš convinti e valorosi fu appunto il Canonico
Michael Gamper.
La sconfitta dei nazifascisti diede
molte speranze ai sudtirolesi, che però furono delusi
ancora una volta: i vincitori Alleati negarono loro il ritorno
all'Austria, con la promessa però di un'autonomia sostanziale
nei confronti del governo centrale italiano, ma tali accordi
furono ben poco applicati.
Dopo Gamper, nella seconda metà
del secolo si distingue la figura di Silvius Magnago, che
lottando senza fine e strenuamente riuscì a creare
un forte movimento di opinione e finalmente, con grandi lotte
civili, a fare applicare integralmente quanto promesso e nel
1992, dopo tre quarti di secolo, il governo Austriaco poté
rilasciare all'Italia la cosiddetta "Quietanza liberatoria",
nella quale si riconosce al governo italiano di avere realizzato
quanto previsto dagli accordi internazionali sottoscritti
dopo la seconda guerra mondiale.
L'autore Alfons Gruber è
un serio studioso della storia del proprio paese e con questo
libro dà a chiunque la possibiltà di conoscere
una porzione di storia importante e a volte drammatica sia
per il Sudtirolo che per l'Italia stessa, a causa anche di
fatti terroristici e violenti accaduti nel corso del dopoguerra,
fatti che hanno scosso l'opinione pubblica nazionale, che
per questi avvenimenti brutali ha spesso reagito con il sospetto
e il pregiudizio nei confronti delle istanze legittime del
Popolo Sudtirolese.
© Filippo
Zolezzi |