| la parola alle maschere
Carnavals de la Vallée
d'Aoste
A cura del BREL, Bureau Régional
pour l'Ethnologie et la Linguistique
Priuli&
Verlucca Editori
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| La copertina, maschera del
Carnevale di Bosses, 1967 |
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In Valle d'Aosta i carnevali hanno
conservato una notevole vitalità.
Grande festa popolare
dai colori vivaci e dai rituali misteriosi, il carnevale stimola
la curiosità degli etnologi che in questi ultimi anni
ne hanno fatto, in più occasioni, l'oggetto dei loro
studi.
Questo libro cerca di spiegare come
vivono il carnevale le comunità che lo organizzano,
cosa pensano di questa manifestazione...
Nell'ambito delle celebrazioni
dell'Anno Internazionale delle Montagne, il BREL (ufficio
regionale per l'etnologia e la linguistica dell'Assessorato
istruzione e Cultura della Regione Autonoma Valle d'Aosta)
si è fatto promotore nel 2002 di diverse iniziative
tra cui una tavola rotonda dove per la prima volta si sono
ritrovati i rappresentanti dei gruppi carnevaleschi valdostani
e un colloquio scientifico internazionale che ha raggruppato
alcuni tra gli studiosi più esperti del settore, che
hanno dibattuto sulle tematiche relativa al carnevale dell'Arco
alpino e della montagna in generale.
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| La bénda di Saint-Oyen
1959 |
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I gruppi convenuti hanno
presentato e raccontato la propria storia e le proprie esperienze,
in modo ricco e dettagliato.
I Carnevali della Valle
sono fondamentalmente di due tipi: quelli della Coumba
Frèide e i carnevali storici, vediamoli
brevemente.
La Coumba Frèide
è il nome locale dato alla Valle del Gran San Bernardo
che comprende i cinque comuni di Gignod, Allein, Étroubles,
Saint-Oyen, Saint-Rhémy-en-Bosses e Doues che fa parte
della Valpelline.
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| Saint-Rhemy-en Bosses, 1967 |
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Questo carnevale ha radici antiche,
che risalgono al 1880 e trae origine dal passaggio delle truppe
di Napoleone che discesero dal Colle del Gran San Bernardo
nel Maggio del 1800; le maschere dette landzette
hanno costumi si ispirano alle divise di quell'esercito e
sono tutti ricoperti da specchietti, spalline, nastri, fiori
e sonagli, pailettes, frange e galloni , esse tengono in mano
una lunga coda di crine nero che avrebbe il compito di tenere
lontani gli spiriti maligni, alla cintura portano un grosso
sonaglio detto le gorgoillón.
Il corteo delle maschere,
detto Bènda, é quasi sempre composto
nello stesso modo e con lo stesso ordine dei personaggi: la
guida, i musicisti, le damigelle, gli arlecchini, l'orso,
i dottori, il diavolo, il toc e la tocca.
A questi gruppi piú
antichi si sono aggiunti successivamente quelli delle valli
limitrofe come: Ollomont, Valpelline, Bionaz, Roisan, Saint-Christophe.
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Verres:
Catherine de Challant e Pierre d'Introd scendono
dal castello omonimo. |
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Le maschere girano di casa in casa,
dove ottengono doni e... bevute! fino a radunarsi al centro
del paese dove si fa un gran ballo e una festa fino a tarda
notte, coinvolgendo tutti gli abitanti del luogo e i moltissimi
curiosi che arrivano da tutta la regione, da fuori e persino
dalla Savoia e dal Vallese.
La seconda tipologia
di carnevale è quella del corteo storico, che ha avuto
origine nella media e bassa valle, a sud di Aosta, da Nus
in giù e che trova il suo massimo svolgimento a Verres.
Anche questo carnevale ha un'origine
storica, un fatto realmente accaduto che coinvolse la famiglia
Challant, feudatari della Valle d'Aosta nel XV secolo.
Correva l'anno 1450 quando
Caterina di Challant dovette lottare contro Casa Savoia per
vedersi restituire i beni del padre defunto, si recò,
alla corte dei Savoia con colui che sarebbe poi diventato
suo sposo, Pierre d'Introd, nonostante la confisca dei beni,
il 31 Maggio 1450, festa patronale di pentecoste, Caterina
e Pietro scesero dal castello per danzare insieme ai sudditi,
un gesto democratico che colpí, il cuore del popolo.
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| Étroubles danza, 2002 |
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Oggi il carnevale vede ancora un grande
corteo con cavalieri, soldati, nobili e dignitari di corte
e si conclude con un grande e solenne ballo nello storico
castello che sovrasta il paese di Verres.
Questo libro è
uno straordinario documento raccontato con la memoria dei
protagonisti, che illustrano le tradizioni dei loro avi e
di quanto hanno fatto, é inoltre corredato da un grande
archivio fotografico di immagini attuali e di foto storiche
di carnevali della metà del secolo appena terminato,
anche prima.
Anche in questa occasione l'Editrice
Priuli & Verlucca ci offre un libro di grande valore
storico-culturale, proseguendo nella sua appassionata attività
di diffusione della cultura e delle tradizioni delle vallate
e delle popolazioni alpine.
© Filippo
Zolezzi |