| la terra dei padri
Storie di gente
e di paesi. Usi, costumi e tradizioni del Trentino - Alto
Adige
Alberto Folgheraiter
Curcu
& Genovese Editore
 |
| La copertina |
|
Quando é nata
l'idea del libro Imperdibile del mese pensavamo proprio a
libri come questo: libri che durante la lettura lasciano nello
spirito del lettore qualcosa di inedelebile, sensazioni e
sentimenti destinati a fissarsi nell'anima come graffiti scritti
da uno spirito invisibile...
La terra dei padri...,
definisce l'Autore nell'introduzione, sono "storie minime
di chi non ha storia", ma sono le storie che formano l'umanitá
del nostro passato, del nostro stesso esistere, sono la memoria
di un popolo che si sta, ahimé, via via cancellando,
come scritte scolpite su rocce abrase progressivamente dalle
troppe intemperie.
Sbaglia chi pensa che
ci troviamo semplicemente davanti a un libro di aneddoti,
simpatici e curiosi ma pur sempre storielle, che riguardano
qualche paesello sperduto e qualche enclave di gente oramai
semiestinti, insomma un grazioso album da sfogliare magari
meravigliandosi un po' : le "storie minime" sono le storie
dei nostri avi, della nostra civiltá che oggi sembrano
essere dimenticate tanto facilmente e con sciocca leggerezza...
 |
| Fine gennaio: la gerla
inseparabile
compagna di viaggio. |
|
Dall'introduzione dell'autore:
"...diventammo piú ricchi, piú autonomi, meno
precari ...le campagne si spopolarono e la montagna fu abbandonata.
Il bosco si riappropriò dei pascoli e dei casali alti....
Si persero molti punti di riferimento, ci fu una sorta di
ubriacatura.
Quella che per secoli era stata la stella polare pure della
vita civile, la Chiesa cattolica, divenne periferica. Negli
interessi e nelle richieste.
La secolarizzazione fece il vuoto di fedi radicate e di credenze
popolari. Al Dio cristiano si sostituirono altri dei: il dio
"golden" e il dio "consumo; il dio "privato" e l'edonismo.
Tutto finí: nel frullatore della globalizzazione. dei
mercati e delle coscienze..."
Alberto Folgheraiter
ci fa vivere il passato e le tradizioni del Trentino con un
viaggio lungo un anno, marcando e studiando il percorso appunto
delle stagioni e dei mesi, guardando e descrivendo i fatti,
i costumi, gli usi popolari, andando a ricercare ricordi magari
sepolti o quasi dimenticati, patrimonio forse solo di qualche
sparuto vegliardo.
 |
| Un gesto di tenerezza che fa
pensare a molte primavere passate insieme |
|
Si inizia con le notti
dell'attesa e i portatori di doni, Natale, San Nicola e Santa
Lucia,; il carnevale con i roghi e i processi; il Trato Marzo
e il risveglio della natura a primavera; la quaresima e l'anatema
dal pulpito; le quarantore; la settimana santa e i legni del
lutto; le tradizioni pasquali con il precetto pasquale e la
"pechenada"; poi l'estate con le rogazioni, i riti della terra;
le processioni e i gonfaloni al vento i patroni dei contadini
con Sant'Antonio dal porcellino, San Giobbe dei cavalieri.
Poi troviamo le usanze
e i racconti tradizionali, come la barca "de San Pero", il
furto del sole, i villaggi che furono , e i disastri; le epidemie
del '900 dalla TBC alla "Spagnola"; i trasporti, l' arrivo
della ferrovia; il commercio in piazza con fiere e mercati,
la crisi delle nascite; il matrimonio "finché morte
non vi separi" e infine proprio la morte, a conclusione di
tutto il ciclo, nella sua solenne maestá.
L'autore con pazienza certosina e
rigore di storico ha cercato documenti scomparsi, ascoltato
racconti antichi, ritrovato vecchi album fotografici, ricreando
su questo libro un'immagine di quelle radici che furono la
culla della civiltá di questa bella regione.
 |
| Trafoi: lunedi di Pentecoste,
processione con la Madonna |
|
Non se ne abbiano coloro che mal sopportano
le tradizioni religiose, ma le nostre radici affondano in
questo humus di fede, credenze e pietas popolari, che fanno
la parte del leone in questo interessantissimo libro.
Oggi, in un mondo che
vuole essere aperto a ogni stravaganza e idea che viene dal
di fuori della propria civiltá, spesso ci sono stolidi
individui che rifiutano le proprie radici, ci sono persino
vescovi che proibiscono ai parroci di suonare le campane perché
potrebbero urtare la suscettibiltá dei fedeli, ospiti,
di altre religioni o le virginali orecchie di certi non credenti.
Oppure viviamo i drammi di madri che accusano gli assistenti
sociali di non aver saputo risolvere i problemi dei loro figli,
suicidi, quando loro stesse non sono state capaci di farlo...
L'immagine qui accanto é stupendamente
emblematica: due anziani che affrontano il loro cammino tenendosi
affettuosamente per mano, uniti come i due piccoli campanili
accanto a loro, che rappresentano la forza immutabile dell'amore
e della continuitá.
"Questo libro recupera
la memoria del passato, che Alberto Folgheraiter ha sempre
alimentato dentro di sé come occasione di riscatto,
di incontro con affetti smarriti, sia nel suo impegno di giornalista
che nella sua vita di uomo, per rendere libero il futuro.
Libero per noi da chi vuole controllarlo. E per farlo amare".
(Franco de Battaglia)
© Filippo
Zolezzi |