| Il prete scomparso
Storia dell'alpinista don Giuseppe Buzzetti
Guglielmo Scaramellini, Guido Scaramellini,
Paolo De Pedrini, Alberto Benini
Club Alpino Italiano, Sezione di Chiavenna
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| La copertina |
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La storia dell'alpinismo vede tra
i suoi protagonisti significativi un buon numero di sacerdoti
e religiosi, forse attirati verso le vette nella speranza
di una maggior vicinanza a Dio...: gli Abbées Gorré
ed Henry in Valle d'Aosta, Don Gnifetti in Valsesia, qui don
Buzzetti a Chiavenna.
1924-2004, 80 anni di
storia per la sezione CAI di Chiavenna e tra i fondatori Don
Giuseppe Buzzetti, prete fuori dall'ordinario e grande appassionato
di montagna, ecco allora la decisione di celebrare questa
importante data del sodalizio ricordandone uno dei protagonisti
piú importanti.
"Un alpinista in buona fede, che
senta veramente, intimamente l'alpinismo come l'ideale che
ci allontana dalle miserie terrene verso i campi migliori
dell'infinito, l'alpinista che davvero assapori la sana e
santa voluttá delle ascensioni alle solinghe paci dell'anima,
questo alpinista, no, non é, non puó essere
antireligioso, pian piano gradatamente, ma sicuramente si
sente portato alla convinzione e alla pratica religiosa.
Voglio aggiungere, talvolta piú, facilmente quell'anima
viene avvicinata a Dio, siccome ben dice il poeta "Vivere,
sentire Iddio sui monti, sui mari / meglio che ai pié,
degli usati altari"." Dai pensieri di don Buzzetti.
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| 1923, Don
Buzzetti in gita a
Campodolcino |
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Questo libro é
nato con il desiderio di far conoscere questa affascinante
figura di uomo, prete, maestro e pioniere dell'alpinismo.
Il libro é frutto dell'opera
di quattro autori appassionati: Polo De Pedrini, socio della
sezione Chiavennasca, appassionato di storie di montagna,
desideroso di fare luce sulla figura e sulla scomparsa del
sacerdote, poi i contributi dei pronipoti Guido e e Guglielmo
Scaramellini, che ne hanno svelato il contesto famigliare
ed ecclesiastico e infine Alberto Bernini, che ha legato insieme
le varie testimonianze, ricostruendo l'ambito alpinistico
in cui agí Don Buzzetti.
Il libro é appassionante:
ci descrive questo personaggio straordinario e buono, come
forse solo le persone di una volta sapevano essere, non faccia
meraviglia di veder il protagonista fotografato in talare
anche nel bel mezzo di un'impegnativa ascensione: la coerenza
e la testimonianza erano merce comune di quei tempi...
Don Giuseppe ci guida su per i suoi monti, che egli ha tanto
amato e che lo hanno accolto per sempre nei loro meandri piú
segreti, in un pomeriggio di Luglio del 1934.
© Filippo
Zolezzi
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