| K2
Conquista italiana 1954-2004, nella memoria di Achille Compagnoni
Achille Compagnoni, contributi di Andrea
Casalegno e Igor Man
Bolis Edizioni
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| La copertina |
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In questi ultimi mesi
abbiamo recensito molti libri dedicati al K2, visto il cinquantenario
della conquista, avevamo anche detto che mancava solo Compagnoni
e poi la lista sarebbe stata completa... non é passato
molto tempo che la profezia si é avverata e, preannunciato
da una cortese telefonata, la lacuna é stata colmata.
Vi confessiamo che, visti i toni di
alcune delle ultime pubblicazioni, ci aspettavamo un libro
sul genere "Compagnoni contro tutti", ma per fortuna
non é cosí, infatti l'opera si presenta come
un bellissimo album storico e fortunatamente scevra di ogni
ombra di oramai inutile polemica.
La casa Editrice Bolis
ha ripreso un'opera di alcuni decenni fa e l'ha rifatta quasi
integralmente, raccogliendo le cronache degli anni '50 e '60
e aggiungendo le considerazioni del presente.
Nonostante qualche ingeneroso
commento da parte di qualche critico attuale, che pensiamo
sia dovuto piú a invidia che ad altro, Compagnoni in
vetta al K2 ci é arrivato veramente e non portato con
l'elicottero, quello che alla fine conta é solo questo,
il resto sono solo discorsi...
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| Achille Compagnoni nell'estate
2004 a Santa Caterina Valfurva |
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Il libro si presenta multiforme, come
un album di ricordi nel quale si conserva un po' di tutto
di un avvenimento: foto, oggettini, sensazioni, commenti,
pensieri...
Esso si apre con la recente
intervista a Compagnoni da parte di Igor Man, il famoso opinionista,
nella quale l'alpinista ricorda a circa 90 anni l'impresa
sua e dei suoi compagni nella conquista della seconda vetta
del mondo, ma seconda per altezza ma prima per bellezza e
difficoltá
Poi troviamo il racconto della scalata
da parte di Compagnoni, troviamo descritti gli attimi piú
vibranti della conquista e quelli della disperazione per la
morte del compagno Puchoz, le descrizioni dei luoghi, allora
ancora praticamente sconosciuti, (non dimentichiamo che il
diario dell'impresa risale al 1954...).
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| Campo base e K2 |
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Abbiamo l'indimenticabile ritratto
dello scalatore da parte del grande Gianni Brera, le pagine
di Mariarosa Carreri in occasione dell'Anno Internazionale
delle Montagne nel 2002, la descrizione dell'impresa e del
gruppo dei partecipanti e non dimentichiamo l'importante apporto
dato da Andrea Casalegno.
Quest'opera sicuramente ha una particolaritá,
che la rende molto interessante, oltre alla testimonianza
di uno dei due conquistatori della vetta, le fotografie che
sono numerosissime e tutte dell'epoca, e che costituiscono
una documentazione importante, chi ha avuto la fortuna di
vedere la mostra organizzata dal Museo della Montagna a Torino
riuscirá arivivere la meraviglia dei materiali di allora
e di conseguenza la grandiositá dell'impresa con quei
mezzi che oggi non si userebbero nemmeno per un'escursione
di giornata...
© Filippo
Zolezzi
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