| In punta di Vibram
Alla Scuola Militare Alpina di Aosta, racconti e immagini
AA.VV.
Arterigere Edizioni
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| La copertina |
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Questo In punta
di Vibram (che d'ora in poi abbrevieremo con IPDV)
merita di essere dichiarato Imperdibile per
vari motivi: é, stato scritto da un gruppo di Alpini,
raccontando storie degli Alpini e questo corpo ci risulta
per per sua natura simpatico, é sponsorizzato dalla
Vibram
a cui tutti noi appassionati di montagna dobbiamo gratitudine,
il ricavato viene devoluto in beneficenza alla Fondazione
Don Carlo Gnocchi, ma soprattutto... perché é
un bellissimo libro!
Gli Alpini si identificano come uno
dei simboli maggiormente vicini all'andare in montagna e soprattutto
al servizo per la Patria, con la totale abnegazione della
propria persona: Guerra 15/18 la Guerra Bianca sui ghiacciai
dell'Adamello, le trincee sul Carso e sul Pasubio, Seconda
Guerra Mondiale le campagne di Grecia, di albania e soprattutto
l'immane tragedia di quella di Russia e poi, fino ai nostri
giorni, gli interventi nelle calamitá naturali, sempre
primi ad arrivare e straordinari nella solidarietá
e come non ricordare anche la grande e allegria, senza alcun
incidente, degli oceanici raduni annuali?
IPDV é dedicato
alla Scuola Militare Alpina di Aosta, familiarmente chiamata
SMALP, che nel 2000, per
la ristrutturazione del servizio militare in Italia, é
stata chiusa, concludendo cosí una storia iniziata
nel 1934, essa ha preparato migliaia di AUC, allievi Ufficiali
di Complemento, una figura non piú prevista con l'abolizione
del servizio militare di leva obbligatorio.
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| 1985, marcia nella neve |
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Non apettatevi con IPDV un libro celebrativo,
con interminabili elenchi e foto di gruppo, ma semplicemente
un album di ricordi, sincero e spontaneo, una raccolta di
aneddoti, a volte commoventi altre esilaranti, ma sempre episodi
di vita vissuta...
Si tratta di un libro
nato su Internet.., infatti molti AUC che avevano seguito
i corsi della SMALP erano giá in contato telematico
tra di loro e decidere di metter nero su bianco, anzi su schermo,
é stata un'operazione consequenzialmente logica.
Un piccolo team di volenterosi
ha fato veder la luce a questo bellissimo libro: Paolo
Zanzi é il direttore editoriale dell'opera, ha
individuato il titolo, ha trovato il partner Vibram, ha individuato
l'ONLUS a cui dedicarne i proventi del ricavato; Filippo
Rissotto é il cordinatore letterario, ha adattato
i brani ricevuti, ne ha creato la sequenza logica e l'ordine
di apparizione, oltre che esserne autore di un discreto numero;
Alberto Soave é il responsabile delle comunicazioni,
ha tessuto le fila elettroniche della pubblicazione, curandone
i contatti.
Nell'antologia di racconti troviamo
un racconto del grande Mario
Rigoni Stern, uno del nostro caro amico Simone
Moro, che ancora una volta rivela sua umanitá,
e poi Bruno Pizzul, Carlo Gobbi, Paolo Berardengo, Giorgio
Bartoli Petrone, Fulvio Guido Aviani, Filippo Rissotto e molti
altri, meno conosciuti ma tutti ugualmente bravissimi nei
loro racconti appassionanti.
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| Il cane Congedo, un vero AUC! |
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Nei racconti troviamo descritti, in
chiave aneddotica, tutti gli aspetti della vita della SMALP
e dei "poveri AUC": si va dalle marce spacca-garretti,
alla ferrea disciplina della caserma, alle temutissime punizioni,
ai personaggi formali e informali (come il mitico Congedo,
che ottenne le stellette per diritto acquisito sul campo...),
suddivisi in tre sezioni: alla scuola militare alpina, il
servizio di prima nomina i comandanti alpini, un servizio
che non finisce e un retaggio che non si dimentica, a completamento
un ricco glossario che permette di comprendere il gergo SMALP,
che traspare nei racconti.
Ci piace concludere con le parole
di Giulio Bedeschi, forse l'autore che meglio ha saputo scrivere
degli Alpini e che a parere di Filippo Rissotto, ma credo
anche di tutti noi, identifica lo spirito dell'appartenre
al corpo degli Alpini e alla SMALP in particolare:
"Ecco il semplice, elementare segreto degli alpini:
un sacro patto umano. Sono legati uno per uno, Ï un'intesa
profonda che passa da uomo a uomo sul filo della Penna Nera.
Un patto umano che ha legato una volta e lega per sempre,
fra gente che si Ï misurata nel profondo e se si guarda negli
occhi si legge nel cuore".
© Filippo
Zolezzi
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