| Monte Bano, molte storie
Guida ai villaggi abbandonati alle spalle di Genova
Marco Fezzardi
La Lontra Edizioni
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| La copertina |
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Recensire libri di montagna e di cultura
alpina é una fatica appassionante e bella, la sezione
Storia cultura etnografia é forse
quella che piú ci fa riflettere, perché spesso
ha per argomento soggetti del passato, smarriti, o in via
di sparizione...
Monte Bano, molte
storie non fa eccezione a questa regola e si presenta
come libro molto interessante, per molti aspetti anche in
grado di commuovere il lettore, coinvolgendolo in qualche
cosa di irrimediabilmente sparito.
Monte Bano é una
verde montagnola nell'immediato entroterra di Genova, un piccolo
mondo fatto di persone e di luoghi che oggi non esistono piú,
almeno le persone e i luoghi sono in via di disfacimento,
una zona tipicamente ligure: erta e difficile da raggiungere,
quasi un 'enclave, chiusa in se stessa. vicinissima alla grande
cittá come distanza fisica, ma lontanissima come mentalitá
e stile di vita.
Il lettore non si aspetti
di trovare su questo libro l'esaltazione della rude vita del
montanaro e della bellezza affascinante della povertá
felice: la gente viveva male e con grande disagio e nemmeno
i racconti dei vecchi riescono a sublimare quanto di gramo
centellinava quotidianamente ai suoi abitanti.
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| Brugosecco oggi |
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L'autore stesso, Marco
Fezzardi, ci descrive il motivo che lo ha spinto a scrivere
questo libro: "Amo raccontare e ascoltare racconti, raccontare
la simpatia per i perdenti, per un mondo perduto; ne sono
affascinato, pur non essendo di lassú per due ragioni:
perché un mondo che non esiste piú e perché
é un mondo iniziato e perpetuato per tre secoli e scomparso
in soli cinque anni, una sorta di Atlantide sui monti..."
Sono le storie e le descrizioni di
una dozzina di piccole frazioni del comune di Montoggio, alle
sorgenti del fiume Scrivia, in una ricostruzione immaginaria,
partendo dall' ascolto dei racconti di un anziano contadino
del luogo, in una stalla nella periferia di Genova (incredibile
a dirsi, ma ne esistono ancora...) e poi lo studio sul campo,
la ricerca di testimonianze mute sui muri e nelle case, nelle
opere abbandonate.
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| Interno di una casa, con scala |
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L'autore ha studiato
con cura la zona di Monte Bano e ha scoperto come, a causa
della mancanza di strade carrozzabili abbia fatto rimanere
questi paesi ad una vita da fine '800 ancora all'inizio degli
anni 1960, con un enorme differenza di vita col fondovalle.
Descrivere per non perdere la memoria
di questi luoghi, dove era difficile vivere e delle persone
che con coraggio lo facevano, conservare, attraverso i pochi
sopravvissuti, un patrimonio che non si deve lasciar disperdere,
con tanto paziente lavoro, vincendo la timidezza e la ritrosia
degli anziani a raccontare la propria povertà
Come dicevamo in apertura, l'autore
ha voluto evitare la retorica e il sentimentalismo: Monte
Bano vedeva i suoi abitanti vivere in un mondo di stenti e
di sacrifici, causa della rapidissima decadenza, un mondo
oggi improponibile, ma comunque un valore della memoria storica
L' opera é suddivisa in tre
parti: la prima dedicata allo "scenario", alla parte generale
dell 'ambiente; la seconda dedicata alla "giornata tipo",
alla quotidianità della vita sui monti, con tutte le
attività di lavoro, l' agricoltura e le tradizioni;
la terza parte é dedicata alla memoria e allagando,
con la descrizione di un micro-mondo che non esiste piú,
© Filippo
Zolezzi
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