Meridiani Montagne

Dir. Resp.: Marco Albino Ferrari

bimestrale

ISSN: 9-771721-507000

distribuzione principale: edicola

prezzo: 7,50 euro

Editore: Editoriale DOMUS

 

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Meridiani Montagne
bimestrale
numero di
settembre 2006

Dolomiti Friulane

SOMMARIO


I profili delle Dolomiti Friulane
Reportage. In bilico sul futuro, Acque e dighe nelle dolomiti Friulane.
Il Parco che si tutela. Il Parco delle DolomitiFriulane
Dinosauri sulle Alpi
Alte Vie. L'Alta Via dei Silenzi
Ferrate.Passi sicuri in verticale
Alpinismo.Signori delle cime
Mani di clown. Sul calcare della Moliesa
Tracce. L'urlo pietrificato
Portfolio. Il campanile di Napoleone
Cucina. Profumo di polenta

 

la copertina
il libro di Corona in abbinamento a soli 2,50 € in più
Dopo la monografia sulle Alpi Giulie (numero 4) e dopo quella sulle Carniche (numero 16), con questo fascicolo dedicatorie Dolomiti Friulane (o Clautane) si conclude la serie di uscite sui grandi massicci dell'estremo oriente della catena. E lo scaffale di Montagne si arricchisce di un tassello fondamentale per la conoscenza complessiva delle Alpi. È questa, come le altre zone montuose del Friuli già trattate, una terra indurita da una storia di stenti, svuotata dallo spopolamento, e ora colmata dalla nostalgia. Per questo è anche una terra che appare lontana. Lontana per definizione, anche quando si è arrivati: a ovest il Cadore, a nord la Valle del Tagliamento, a est la Val Tramontina, a sud le valli del Vajont e del Cellina. Su tutto domina il legno e la pietra. Immensi boschi pulsanti di vita e fertilità si alternano a tor¬rioni grigi e neri, presenze silenziose che si impennano da ripidi prati e ghiaio¬ni. Uno spicchio alpino fortunatamente rimasto ignoto al turismo di massa, e dunque in disparte, come scartato dal tempo e dimenticato nell'ombra di montagne più famose tra cui, prime fra tutte, le vicine e magnificate Dolomiti venete. Già qui ci sarebbero i motivi di una visita. Ma non basta, c'è qualche cosa di più in queste valli, sotto queste cime, il Duranno, gli Spalti di Toro-Monfalconi, il Campanile di Val Montanaia, il Pramaggiore. Come traspare dagli scritti di Mauro Corona (in allegato, a richiesta, l'antologia autobiografica dello scrittore di Erto La mia vita, racconti dal 1997 al 2004), questo mondo alpino, duro, piagato dal ricordo tragico del Vajont e dall'amarezza per i fallimenti della ricostruzione, può trasfigurarsi e diventare una trappola: un luogo ammaliante, misterioso come un bosco, buio come un canalone. E sempre nuovo, anche quando lo si conosce bene.

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© Filippo Zolezzi