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Gruppo Italiano Scrittori di Montagna
Accademia di Arte
e Cultura Alpina
Club Alpino Italiano Regione Lombardia
Club Alpino Italiano Coordinamento Valtellina e Valchiavenna
Partner

• Andrea Gaddi
è nato a Lecco il 23 ottobre 1983. Dopo i primi anni passati sui monti di casa, ha optato per un trasferimento “alpinistico” sui monti del Masino e Bregaglia, sulle cui montagne ha realizzato due guide d’alpinismo e arrampicata (una di queste si è aggiudicata il primo premio al Concorso Nazionale Leggimontagna 2008).
Laureato in Scienze delle Relazioni Internazionali e Istituzioni Europee è anche socio Accademico del Gism (Gruppo Italiano Scrittori di Montagna) dal 2007.
E’ il fondatore della casa editrice Alpine Studio, e collabora con alcune testate giornalistiche del settore.
Con la casa editrice Alpine Studio, in un solo anno di attività, ha stampato opere importanti e interessanti di autori come Casimiro Ferrari, Krzysztof Wielicki, Mick Fowler, Maria Antonia Sironi, Giovanni "Gianni" Rusconi, Spiro Dalla Porta Xidias, Ermanno Salvaterra, Simon Yates, senza dimenticare la biografia ufficiale di Riccardo Cassin.
• Mick Fowler
è nato nel 1956 a Londra. La vita lavorativa di Fowler, che lui stesso definisce “da scrivania” (e terribilmente noiosa) minimizzando la cosa con la semplice qualifica dell’Agente delle Tasse, in realtà lo vede a capo di uno dei gruppi responsabili di valutare il valore azionario di Compagnie non quotate in borsa.
La carriera alpinistica di Fowler è folgorante. Non abbandonando mai la sua postazione da scrivania, è comunque riuscito ad effettuare spedizioni in tutto il mondo, portando al suo attivo ascensioni epiche che sarebbero motivo d’invidia anche per gli alpinisti di punta normali.
Partendo da una lunga stagione (durata tutta la sua adolescenza) di conquiste sulle pareti invernali della Scozia e di salite estive sulle scogliere e le falesie di arenaria della sua isola, nel 1976 Fowler si getta con la gioia di un ragazzino nelle ripetizioni delle vie più classiche delle Alpi (le Nord del Cervino e dell’Eiger) e nelle sue amate ascensioni su ghiaccio del Monte Bianco.
Promotore indiscusso dello Stile Alpino e la sua avversione all’uso degli spit, Mick è anche colui che è riuscito a portare questo stile nell’Himalaya sconosciuto. La sua caratteristica, infatti, è il rivolgersi sempre in aree poco esplorate o anche sconosciute agli occidentali, ricavandone sempre vie di grande successo e su difficoltà molto alte. La sua predilezione per l’arrampicata su ghiaccio lo ha portato in Perù nel 1982, dove è riuscito a salire una via nuova sulla parete Sud del Taulliraju in sole due settimane (voli da Londra compresi!); nel 1983 il Couloir Ovest del Kilimanjaro, nel 1986 la parete Ovest del Mt. Ushba, in Caucaso.
Poi, il colpaccio: in Pakistan scova assieme all’amico Saunders un pilastro alto duemila metri, e vi traccia una delle vie di ghiaccio e misto più difficli dell’intero Himalaya, il Golden Pillar dello Spantik. L’ascensione che vale una carriera, come molti direbbero.
Dal 1989 è un susseguirsi d’imprese di ampio respiro, sempre in luoghi sconosciuti e su vette perfino inviolate. E’ il turno quindi dell’Arwa Tower (Nepal), del Taweche (Perù), del Siula Chico (Perù), del Mt. Kennedy (Alaska). Nel 1997 compie la prima ascensione all’inviolata parete Nord del Changabang (Himalaya Indiano), lungo una linea di bave di ghiaccio sottile, realizzando una delle più grandi ascensioni degli ultimi dieci anni.
Nel 2002 scova nella regione del Sichuan, in Cina, uno dei couloir più alti e affascinanti della Terra. Con Ramsden compie la sua ascensione della vita: la parete Nord dello Siguniang. Quella colata di ghiaccio, non-stop per oltre 1000 metri, conferisce a Fowler e a Ramsden il Golden Piton 2002 ed il Piolet d’Or per l’edizione del 2003.
Fowler è oggi considerato uno dei più forti alpinisti al mondo.

•Umberto Martini
Umberto Martini è Presidente Generale del Club Alpino Italiano da maggio
2010.
Socio della Sezione di Bassano del Grappa dal 1967, ha ricoperto vari incarichi
istituzionali: Presidente sezionale nel 1979, nel 1985 è rappresentante
delle sezioni vicentine nell’ambito della Delegazione Regionale Veneta,
quindi Vicepresidente del Comitato di Coordinamento delle Sezioni CAI del Veneto
e Friuli-Venezia-Giulia.Ricopre poi la carica di Presidente dello stesso Comitato
e nel 1994 diventa Consigliere Centrale, occupandosi primariamente della Commissione
Centrale per la Tutela dell’Ambiente Montano, della Commissione Centrale
per la Speleologia e del gruppo di lavoro per l’Editoria. Vicepresidente
della Delegazione Regionale Veneta, dal 2003 al 2009 è Vicepresidente
Generale del CAI.
In questa veste si occupa anche della Commissione Centrale Medica, della Commissione
Cinematografica Centrale e del Centro “Bruno Crepaz” al Passo Pordoi.Ha
praticato diverse attività sportive: atletica leggera, escursionismo,
alpinismo e sci. Ha partecipato alle prime edizioni della Marcialonga e salito
molte vie classiche dell’arco alpino e dell’Appennino, con alcune
esperienze nelle Alpi francesi, svizzere, austriache e slovene.E’ socio
aggregato della Sezione CAI di Fiume e della Sezione di Villach dell’Osterreichscher
Alpenverein. Dal 2003 è revisore dei conti della Fondazione “Antonio
Berti” di Venezia.
•Maria Antonia "Tona" Sironi Diemberger
Geologa, scrittrice, traduttrice.
In gioventù ha svolto attività alpinistica ed ha preso parte a spedizioni esplorative in varie parti del mondo. Ha raggiunto avventurosamente anche l’Hindukush, ai margini della mitica terra di Oddyiana, rimanendo poi definitivamente legata alle pendici dell’Himalaya. Qui ha vissuto per alcuni anni a contatto con le popolazioni locali, dedicandosi soprattutto alla salvaguardia della loro cultura e del loro territorio tramite anche l’associazione Eco Himal ONLUS di cui è presidente.
Come scrittrice si interessa in particolare al Tibet e alle sue problematiche e come traduttrice si è specializzata in letteratura di montagna.
Con la figlia Hildegard, antropologa e ricercatrice presso l’Università di Cambridge, è coautrice di La Storia del Cristallo Bianco, finalista al Banff Mountain Festival 1996 e di Tibet, L’altra Metà del Cielo, vincitore del premio Gambrinus Giuseppe Mazzotti 2003.
Vive fra Varese e Cambridge ed è nonna di quattro nipoti, per le quali racconta e scrive le sue storie.

• Annarita Grassi
Appassionata di viaggi ma soprattutto del viaggiare lento, scrive e fotografa
quel mondo pulsante che vive e cammina alzando polvere dalla terra.
Dunque il viaggio come conoscenza e rispetto delle tradizioni, in luoghi lontani,
distanti dalla modernità
Ha scritto il libro “A cento passi dal cielo”, che ha vinto nel
2006
il
premio letterario “L’aurore”.
"A cento passi dal cielo" è un
racconto di viaggio che narra la vita del popolo che abita nella magica regione del
Mustang, nel Nepal occidentale.
In questo viaggio sorprendente, si perde ogni contatto con il mondo occidentale.
Non c’è posto per la razionalità, dove la legge è in
mano alle forze della natura, agli dei, ai demoni, ai monaci Bon .
La regione del Mustang incarna un fascino aspro e duro ma di estrema bellezza.
Chi si avventura lungo i sentieri oltrepassando i faticosi passi che superano
i 4000 metri di altitudine, intraprende uno dei pellegrinaggi più suggestivi
del Nepal.
Tra infinite estensioni di verde intenso, rosa e giallo oro di grano saraceno
e colza spuntano i pochi villaggi e i monasteri arroccati sulle rocce. Una strana
luce accompagna le giornate interminabili. E’ una luce che si diffonde
con un’intensità tale da accecare sull’ora del mezzogiorno,
mentre albe e tramonti spalmano sulle rocce circostanti tutti i colori dell’arcobaleno.
E’ una storia appassionante che esalta il popolo che vive e sorride in
un mondo lontano dalla modernità che affascina e dà respiro ai
sogni che sono dentro di noi.
E’ in uscita il suo secondo libro: “Una corda di luce – ba-yul
la
terra nascosta”.
• Davide Sapienza
Davide Sapienza é scrittore e giornalista, viaggia molto e sta anche molto fermo, si lascia scorrere e cerca di attraversare i propri tempi con l'ambizione di capirci qualcosa. Non sa se ci riesce o meno, i suoi libri, da quando si é dedicato solo alla narrativa, gli hanno procurato soddisfazione e uno spazio nuovo e inedito nel panorama letterario. "I Diari di Rubha Hunish" (2004) era una sorta di diario di viaggio e di riflessione che tralasciava le descrizioni esteriori e si concentrava su una visione rasoterra del mondo.
"La valle di Ognidove" é un atipico romanzo nel quale il protagonista racconta una storia di vita che si muove attraverso luoghi ed epoche in un flusso unico al di là delle categorie spazio temporali. In questi anni si sta dedicando a un lavoro di traduzione e divulgazione dei suoi due grandi maestri, Jack London e Barry Lopez e di questo lavoro trovate informazioni sui suoi siti.
In questi anni Davide si è appassionato del Grande Nord, che ha attraversato sugli sci, in slitta o con le racchette, Lapponia, Alaska, Yukon; è diventato il maggior interprete contemporaneo di Jack London, del quale sta ritraducendo le opere più note e fatto conoscere alcune inedite qui in Italia, inoltre presenta rivisti e riattualizzati i grandi esploratori polari, come Nansen, Shakleton e Scott.
Molte riflessioni sul rapporto tra l'immaginazione e i territori della nostra vita e della geografia, reportage di viaggi e interviste Sapienza le esprime anche su riviste prestigiose come Specchio+/La Stampa, GQ, Rolling Stone.
www.davidesapienza.net e www.lavallediognidove.it sono i siti dove si possono leggere molte cose, approfondire, curiosare e soprattutto, dialogare.
• Mirella Tenderini
Nata a Milano, opera da oltre trent’anni nel campo dell’editoria, dove ha ricoperto diversi incarichi. Ha fondato e diretto la prima agenzia letteraria internazionale per i libri d’arte e tradotto volumi da diverse lingue.
È autrice di libri di montagna e di esplorazione e attualmente è responsabile delle collane Le Tracce e Tascabili di Cda&Vivalda Editori.
Per citare alcuni dei personaggi che più hanno colpito l’immaginazione degli appassionati dell’esplorazione, ci sono l’anglo-irlandese Ernest Shackleton, che fu protagonista di uno dei più grandi salvataggi della storia, così come Luigi Amedeo di Savoia. Sono loro alcuni dei grandi nomi dell’esplorazione che Mirella Tenderini “ha incontrato” e di cui racconta nei suoi libri, da “La lunga notte di Shackleton” a “Vita di un esploratore gentiluomo”, da “Il Duca degli Abruzzi” a “La corsa al Polo Sud e il mito di Scott”.
Per citare alcune delle sue opere: Gary Hemming. Una storia degli anni Sessanta (Cda&Vivalda Editori, 1992); Il Duca degli Abruzzi. Principe delle montagne – scritto con l’americano Michael Shandrick (De Agostini, 1997), Le nevi dell’Equatore. Kilimanjaro Kenya Ruwenzori (Cda&Vivalda Editori, 2000).
Uno su tutti: La lunga notte di Shackleton (Cda&Vivalda Editori, 2004) storia della spedizione polare del 1914-1917 – a bordo della nave Endurance.
Le ultime sue fatiche letterarie sono Vita di un esploratore gentiluomo, Il Duca
degli Abruzzi (Corbaccio Editori) e Isabelle, amica del deserto (Opera Graphiaria
Electa).

• Roberto Mantovani
E' nato nel 1954 a Torre Pollice, in provincia di Torino, tra le Valli
Valdesi.
Giornalista e scrittore, è da tempo uno degli storici dell’alpinismo
più accreditati internazionalmente.
Ha diretto a lungo La Rivista della
Montagna, ha curato i numeri monografici del mensile Alp e per diversi anni
ha tenuto una rubrica sulla Rivista Mensile del Cai. Dal 1995 al 2000 ha lavorato
presso il Centro italiano studio e documentazione alpinismo extraeuropeo, presso
il Museo nazionale della montagna, curando mostre e pubblicazioni.
Attento e partecipe cronista della cultura alpina, non meno che entusiasta
e affermato esperto di storia alpinistica, Mantovani è autore di una
ricchissima bibiliografia.
La sua ultima pubblicazione è Enigma Himalaya.
Invenzione, esplorazione, avventura, firmata con Kurt Diemberger e uscita nel
2010 da Mondadori.

• Roberto Serafin
Nato a Roma il 22 giugno 1939, giornalista professionista, ha lavorato con varie mansioni nelle redazioni dei quotidiani Corriere Lombardo, La Notte, Corriere d’Informazione, L’Occhio e dei periodici Capital, Playboy, Tv Sorrisi e canzoni, Oggi e Visto. Dal 1987 cura, su incarico del Club Alpino Italiano, le pagine del notiziario mensile Lo Scarpone. E' autore e coautore di due manuali sullo sci e dei volumi "Montagna primo amore" (1992), “Scarpone e moschetto” (2002), “Soccorsi in montagna” (2004), “Samaritani con la coda” (2005), “Nel regno dell’altezza” (2007). Nel 2002 ha dato vita con alcuni colleghi all’Associazione giornalisti italiani della montagna (Agim), gruppo di specializzazione della Federazione della stampa. Appassionato di cinema, ha fatto parte del consiglio direttivo del Filmfestival di Trento e saltuariamente svolge attività di produttore: dopo il cortometraggio “Il tarlo” con la regia di Andrea Balossi Restelli sull’alpinismo di Armando Aste, presentato in varie rassegne e acquisito dalla Cineteca del Club Alpino Italiano, sta realizzando con la regia di Pino Brambilla “Guardiano di stelle” (storia del valtellinese Oreste Forno) e “Ninì” sulla vita della grande alpinista milanese Ninì Pietrasanta.

• Piero Carlesi
Giornalista professionista, già consigliere centrale e poi Direttore Generale
del Club alpino italiano, lavora alla redazione della rivista del Touring Club
Italiano e alla testata online. Autore di guide di trekking e curatore di libri
illustrati di montagna, già collaboratore di Alp e redattore del notiziario
Lo Scarpone, ha curato anche una rubrica televisiva di montagna per una rete
locale di Milano. Segue come critico i principali festival cinematografici
di settore, ricoprendo anche ruoli nei consigli d'amministrazione (a Trento),
nei comitati scientifici (a Sondrio) e nelle giurie (a Bergamo e a Sestriere).
Attualmente è anche Vicepresidente del Gruppo Italiano Scrittori di Montagna,
proboviro del CAI Lombardia e Presidente della Commissione Scientifica Nangeroni
della Sezione milanese del CAI.