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CARATTERISTICHE Video a colori
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Le
montagne della contesa Sulla storia del Capitano Berni c'e' anche il libro Il Capitano sepolto nei ghiacci lettere e diari del Capitano Berni a
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Video a colori VHS Il filmato ripropone la vita militare di Arnaldo Berni Capitano degli Alpini originario di Mantova, attraverso immagini attuali e rari spezzoni d'epoca: un'avvincente panoramica dal Filon del Mot, nei pressi del Passo Stelvio, fino alla Punta San Matteo dove, nell'estate del 1918 il Cap. Berni trovò il tragico epilogo. Vengono riproposte le fasi salienti dell'azione nota come "la battaglia più alta della storia", durante la quale il Capitano perse la vita assieme ai suoi Alpini per il crollo della galleria di ghiaccio causato dal bombardamento Austriaco, rimenendone seppellito per sempre. |
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Le immagini attuali dei luoghi di guerra, tutti ad oltre 3400 metri di altezza, sono state riprese dall'autore - Silvano Malaguti di Ferrara - durante escursioni in quota realizzate con esperti sulla Grande Guerra della zona: Giuseppe Magrin, Mario Pasinetti e Giulio Pretti. Durata 30 minuti Postproduzione Effegraph Ferrara |
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Nell'estate del 1918 gli Italiani decisero di scacciare dalla Punta S. Matteo - a 3678 metri d'altezza - gli Imperiali, che con i loro cannoni disturbavano da lassù il transito dei convogli sulla strada del Gavia. Organizzata dal Maggiore Caffaratti con la collaborazione del Ten. Compagnoni, del Serg. Magg. Tuana, del Cap. Berni, del Capitano Bertarelli, del Ten. Ceccon e di altri esperti, l'operazione venne attuata il 13 agosto del 1918. Con un'azione da manuale la cima venne occupata dagli Italiani ed il presidio Austrico in parte venne fatto prigioniero, in parte fuggì verso la Giumella; infine il Cap. Berni rimase con i suoi Alpini a presidiare le trincee e le gallerie nel ghiacciaio. La perdita del S.Matteo rappresentò un grande smacco per l'orgoglio degli Imperiali e venne subito organizzato un piano per riconquistarne la cima. Il 3 settembre 1918 ebbe luogo l'attacco Austriaco preceduto dal bombardamento. Fu proprio un colpo di grosso calibro a far crollare la volta del crepaccio-galleria, dove il giovane Capitano Berni stava organizzando la difesa della posizione italiana, seppellendolo per sempre in una tomba di ghiaccio. Il comandante di una delle colonne Imperiali - il Ten. Hans Von Tabarelli de Fatis - si riparò dal fuoco di repressione dell'artiglieria Italiana proprio nella galleria dove giaceva il Cap. Berni e udendone i lamenti cercò di sottrarlo dalla morsa del ghiaccio con l'aiuto dei suoi soldati; ma ulteriori franamenti della volta, causati per ironia della sorte proprio dal cannoneggiamento italiano, impedirono l'opera dei soccorritori. Il corpo del Capitano non fu mai più ritrovato e presumibilmente giace ancora nei profondi recessi del ghiacciaio. |
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Cap.
BERNI
ARNALDO - Mantova
Portano un cappello "alla lobbia" ornato di una penna; i chiodi ritorti delle loro scarpe paiono le zanne di un lupo e sono altrettanto aguzzi; gli occhi acutissimi, rassomigliano a quelli dei nostri aviatori; l'incesso, sul loro proprio terreno, fa pensare al mare .... R.KIPLING |
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