Il
Capitano sepolto nei ghiacci
Vicende della guerra 1915 -'18 sui monti tra Stelvio
e Gavia
lettere e diari del Capitano Arnaldo Berni
a cura di Giuseppe Magrin
Alcuni
brani e fotografie tratti dal libro. (©Alpinia)
La
recensione di Filippo Zolezzi
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NOVITA' RISTAMPA 2008
CARATTERISTICHE DEL LIBRO
Formato ad album:
23,5 x 21 cm
Pagine: 288, carta pregiata
Copertina plastificata opaca, brossura con alette
200 foto depoca colore seppia,
quasi tutte inedite
€ 33,00
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Indice
Presentazione
Il
Capitano Arnaldo Berni Stato di servizio del Capitano Arnaldo Berni
Il
diario Le lettere
Anno
1915 Assegnato al reparto Al fronte Alpinismo di guerra Vita di guerra Il concertino dei
matti In riposo a Cepina
e il Natale a casa Anno
1916 Alla III Cantoniera.
Valanghe "Neve, neve,
neve" Di nuovo al Filone Col Battaglione
Aosta Alterne vicende
della guerra sui ghiacciai dellOrtler Lo Scorluzzo Attacco
allo Scorluzzo Lattendente Giacomo
Perico racconta Parte anche lAosta
e arriva la fanteria Salita al Cristallo
Nella pace dellAlpe
Solàz Di nuovo al Cristallo
Comandante del Plotone
Skiatori Censure postali
Anno
1917 A Casino Boario I fatti del Cristallo Giacomo Pesenti
racconta Altre primavere Caporetto Secondo Natale di guerra Anno
1918 Pasqua 1918 Anche Arturo al fronte
A riposo Operazioni al Gavia Monte San Matteo e
Monte Mantello Combattimenti fra
le nevi Il San Matteo è
perduto La morte eroica del
Capitano Arnaldo Berni Lettere
dalla famiglia dopo il fatto Versioni dei fatti Documenti dopo la tragedia Ricerche Ipotesi per il ritrovamento del corpo Opuscolo commemorativo Inaugurazione del rifugio "Arnaldo
Berni" I cimiteri di guerra |
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Il diario
Il
primo dei due quadernetti trovati tra le carte di Aldo reca la data
della primavera del 1915, cioè allinizio della guerra.
Così esordisce: "La guerra, la grande guerra europea,
che già da tempo sandava preparando di nascosto, ma alacremente
da tutte le Nazioni, ma che pur tuttavia si cercava sempre di evitare
e di allontanare per la gravità immensa delle sue conseguenze,
è improvvisamente scoppiata. Qual genio malefico ha voluto
dar fuoco alla miccia che doveva provocare lincendio immane?
Nessuno vuol ritenersi responsabile dellattuale stato di cose
ed ognuno incolpa gli altri di essere i fattori dellorrenda
sciagura. LEuropa ora non è che un immenso campo di battaglia,
ovunque si combatte, ovunque si muore, ovunque si piange. Otto nazioni
stanno preparando la guerra più colossale e più tragica
che la storia abbia narrato ed altre nazioni ancora stanno guardinghe
e caute e sono pronte ad intervenire anchesse nel conflitto
appena se ne darà loccasione. LItalia si è
dichiarata neutrale, ma nello stesso tempo ha dichiarato dintervenire
a difesa de suoi interessi qualora venissero lesi. Essa sta
attraversando dunque un periodo criticissimo, di ansiosa attesa per
lo svolgersi degli avvenimenti, e si prepara ed agguerrisce per essere
pronta a qualsiasi evenienza. Da un momento allaltro potrebbe
anchessa venire travolta dal turbine spaventoso che imperversa
in Europa. Date dunque queste tristi condizioni politiche, è
facile comprendere come non sia prudente avventurarsi in una gita
in alta montagna, di una certa durata in luoghi lontani dai centri
principali e sprovvisti di notizie recenti...". Giudizio
maturo e lucidissimo quello del giovane, poco più che ventenne,
in questa circostanza; se ne deduce, oltre alla buona cultura generale,
una capacità di discernimento e di valutazione fuori del comune
e per molti versi ammirevole.
Il
diario prosegue con la narrazione di una gita iniziata da Garda e
avente per meta i monti di Valtrompia. La comitiva famigliare salirà
tra laltro il monte Guglielmo. I particolari della gita, le
località, gli orari, i luoghi, le condizioni atmosferiche,
sono descritti con dovizia di notizie. Si sale sui monti della Valcamonica;
i rampolli della famiglia Berni che, pur discretamente agiata, ama
affrontare le fatiche del turismo alpino, conosceranno i paesi di
montagna, le malghe e gli alpeggi coi loro tipici personaggi, faranno
viaggi non sempre comodi, sommeranno insomma dense esperienze di vita,
assistiti da genitori attenti anche alla loro formazione culturale
e provvidi di informazioni, notizie e suggerimenti. Nello scorrere
denso degli avvenimenti e tra le esperienze entusiasmanti di quelle
vacanze, non mancano ogni tanto brevi richiami, carichi di presagi,
alla tragedia della guerra europea: "Siamo quasi stupiti di
poter vivere tranquillamente la nostra vita quotidiana mentre la morte
falcia la giovinezza di quattro nazioni nelle pianure del Belgio".
I genitori assumono, nel racconto di Aldo, il titolo di Marescialli;
essi, stando alla narrazione, stentano evidentemente a temperare le
esuberanze e lallegria giovanile dei figli. Per il resto, le
vacanze scorrono liete e la comitiva giungerà alla capanna
Marinelli in alta quota. Sono gli approcci giovanili di Aldo e dei
suoi fratelli con il mondo incantato ed entusiasmante della montagna.
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