Guida di Bormio

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Manuela Gasperi - Giovanna Pedrana

Guida di Bormio

Passeggiando fra torri, palazzi, portali,n affreschi e chiese

Percorsi storici, artistici, culturali nella Magnifica Terra

Revisione storica di Ilario Silvestri

Profilo storico-dialettale di Remo Bracchi

Alcuni brani e fotografie tratti dal libro. (©Alpinia)

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La località delle tue vacanze

CARATTERISTICHE DEL LIBRO
Formato: 11,5 x 16,5 cm
Pagine: 208,
Copertina plastificata lucida, brossura,
71 foto a colori a piena pagina
20 immagiini d’epoca
6 cartine a colori


Sommario

Presentazione

Cartina generale

Indice dei principali punti di sosta

Lo stemma e la bandiera di Bormio

Gli emblemi dei Reparti di Bormio

Profilo storico-dialettale

Un Eldorado tra le alpi

Bormio: il futuro ha un volto antico

REPARTO DOSSIGLIO
Cartina

REPARTO MAGGIORE
Cartina

REPARTO BUGLIO Cartina

REPARTO DOSSOROVINA
Cartina

Il Museo Civico di Bormio

REPARTO COMBO
Cartina

Indice delle 70 foto a colori

Indice delle 20 fotografie d’epoca


Un Eldorado tra le alpi

  "Ammantata di pascoli e boschi, ricca di grani e di vigne la Valtellina fu per secoli nel mirino delle potenze confinanti. Ma cercò sempre l’autonomia".

Panorama di Bormio da Feleit, anno 1930.

Un autorevole mensile sulla storia medievale intitola così un servizio dedicato alla Valtellina. Ci sembra che questa introduzione ben rispecchi e circoscriva in modo essenziale l’"essenza" e lo sviluppo della storia di questa terra. Abitata sin da tempi preistorici, i ritrovamenti di rocce istoriate, di steli, fibule e coppelle ne attestano la presenza umana sin dal mesolitico, la Valtellina ha rivestito un ruolo importante nel corso dei secoli per via della sua posizione strategica a ridosso delle Alpi Retiche. Un territorio quindi di transito che da sempre ha attirato su di sé l’attenzione dei numerosi contendenti che vi vedevano, possedendola, assicurato il passaggio verso i territori a nord delle Alpi. Le persone che la abitano e che l’hanno abitata difficilmente la potrebbero identificare o anche solo immaginare come l’Eldorado, immaginato da Voltaire nel suo Candide. Sicuramente, vista la tenacità dei valtellinesi, temprata spesso dalle difficoltà che l’aspro paesaggio montuoso ha contribuito a creare, e lo spirito di libertà che ne anima il carattere, essi hanno da sempre dimostrato di amare questa terra, combattendo sia contro gli invasori che contro la natura, per ritagliarsi un proprio spazio, una propria fetta di autonomia.

Partendo dall’epoca medievale, quando la Valtellina era soggetta alle dispute fra il Vescovo di Como e quello di Coira che se ne contendevano il dominio, passando per la dominazione viscontea prima e quella sforzesca poi per arrivare al lungo dominio grigione - iniziato nel 1512, interrotto solo da brevi periodi di dominazione francese e spagnola dovuti al cambio di potere nel Ducato Milanese, ed estesosi per oltre due secoli (i Grigioni lasciarono la Valtellina in seguito agli eventi liberatori della Rivoluzione Francese del 1797) - questa terra ha sempre saputo mantenere, più o meno largamente, le proprie istituzioni, le proprie tradizioni, la propria cultura, la propria lingua e la propria religione. È forse grazie a questo antico retaggio culturale, animati dall’amore verso questa terra che talvolta dinnanzi alle catastrofi naturali che l’hanno prostrata abbiamo pure odiato, che ci siamo spinti nell’impresa di voler far conoscere una piccola parte, un borgo, di quella terra, che se anche non un Eldorado, merita di essere visitata e vissuta.

 

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