Guida di Bormio

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Manuela Gasperi - Giovanna Pedrana

Guida di Bormio

Passeggiando fra torri, palazzi, portali,n affreschi e chiese

Percorsi storici, artistici, culturali nella Magnifica Terra

Revisione storica di Ilario Silvestri

Profilo storico-dialettale di Remo Bracchi

Alcuni brani e fotografie tratti dal libro. (©Alpinia)

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La località delle tue vacanze

CARATTERISTICHE DEL LIBRO
Formato: 11,5 x 16,5 cm
Pagine: 208,
Copertina plastificata lucida, brossura,
71 foto a colori a piena pagina
20 immagiini d’epoca
6 cartine a colori


Sommario

Presentazione

Cartina generale

Indice dei principali punti di sosta

Lo stemma e la bandiera di Bormio

Gli emblemi dei Reparti di Bormio

Profilo storico-dialettale

Un Eldorado tra le alpi

Bormio: il futuro ha un volto antico

REPARTO DOSSIGLIO
Cartina

REPARTO MAGGIORE
Cartina

REPARTO BUGLIO Cartina

REPARTO DOSSOROVINA
Cartina

Il Museo Civico di Bormio

REPARTO COMBO
Cartina

Indice delle 70 foto a colori

Indice delle 20 fotografie d’epoca


Bormio

il futuro ha un volto antico

Non è certo per mancanza di originalità che ci avvaliamo di un articolo dal titolo "Bormio: il futuro ha un volto antico" dell’Architetto Dario Benetti, studioso locale, per introdurre questa guida. Anche in questo caso, come è stato per l’introduzione sulla storia della Valtellina, ci sembra che il titolo dell’articolo interpreti lo spirito del volume e ben si adegui a dare un’idea generale al lettore di quello che più estesamente incontrerà seguendo i cinque itinerari attraverso il centro storico di Bormio.

Vista notturna sul Kuerc' e sulla Torre civica.

"Il centro storico di Bormio è uno dei più importanti della Provincia di Sondrio e tra i meglio conservati di tutto l’arco alpino. Le scoperte archeologiche di alcuni decenni orsono (il celebre frammento pre-romano rinvenuto nei pressi di San Vitale) e quelli più recenti nella piazza del Kuèrc’, con il ritrovamento di parti murarie di antiche abitazioni, insieme ai restauri in fase di completamento della Chiesa arcipretale di San Gervasio e San Protasio (che hanno messo in luce parti altomedievali della struttura architettonica), non sono che alcuni segnali della ricchezza di un patrimonio artistico in gran parte ancora da scoprire e da valorizzare. Il più antico documento che descrive la situazione urbanistica e la morfologia di Bormio è il Liber Stratarum del 1304. Si tratta di un documento molto importante: in pratica un "piano regolatore" dei tempi. Proprio la testimonianza del Liber Stratarum, insieme alla constatazione dell’esistenza di molte case di sicura origine medievale e il dato ipotizzato dal Besta, riferentesi al numero degli abitanti (circa 3.000) della Bormio tardomedievale, fanno pensare che l’estensione del borgo nei secoli XIV e XV fosse assai vicina a quella raggiunta nei primi anni del 1900. La suddivisione in riparti è antichissima, forse anche anteriore alla compilazione del Liber Stratarum. I riparti (quartieri) sono cinque: il Dosso Ruina (probabilmente il più antico, come risulta da alcuni indizi e da alcune indagini sugli antichi catasti), il riparto Buglio, così chiamato per la presenza al centro di una antica fontana in pietra, il bel riparto Maggiore, il riparto Dossiglio e infine, al di là del Frodolfo, il riparto Combo. Ognuno di questi riparti era caratterizzato da alcune peculiarità urbanistiche e funzionali. Il Dosso Ruina comprende tutti gli edifici più significativi dal punto di vista istituzionale e comunitario: la piazza, la Chiesa parrocchiale, il cimitero, la canonica, il copertum... Il Riparto Buglio è il quartiere che palesa maggiormente le proprie origini contadine con la presenza di molte stalle e magazzini... Il Riparto Maggiore è al contrario quello con caratteristiche prevalentemente residenziali "dove avevano dimora la più ricche famiglie dei secoli scorsi... Il Riparto Dossiglio era l’area industriale e commerciale di Bormio... Il Riparto di Combo è separato dal Dosso Ruina da un antico ponte che attraversa il Frodolfo... era un rione agricolo (ce lo indicano i numerosi fienili, chiusi ed ovili), ma, posto com’era all’ingresso del paese per chi veniva da sud, contava numerose caneve (cantine) e forse una dogana per le merci in entrata...".

Dopo questo breve excursus non ci resta altro che invitarvi, guida alla mano, ad "andar per Riparti".

 

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