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CARATTERISTICHE
DEL LIBRO |
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Sommario Indice dei principali punti di sosta Lo stemma e la bandiera di Bormio Gli emblemi dei Reparti di Bormio Profilo storico-dialettale Bormio: il futuro ha un volto antico REPARTO DOSSIGLIO REPARTO
MAGGIORE REPARTO BUGLIO Cartina REPARTO DOSSOROVINA REPARTO COMBO Indice delle 70 foto a colori Indice delle 20 fotografie depoca |
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Bormioil futuro ha un volto anticoNon è certo per mancanza di originalità che ci avvaliamo di un articolo dal titolo "Bormio: il futuro ha un volto antico" dellArchitetto Dario Benetti, studioso locale, per introdurre questa guida. Anche in questo caso, come è stato per lintroduzione sulla storia della Valtellina, ci sembra che il titolo dellarticolo interpreti lo spirito del volume e ben si adegui a dare unidea generale al lettore di quello che più estesamente incontrerà seguendo i cinque itinerari attraverso il centro storico di Bormio.
"Il centro storico di Bormio è uno dei più importanti della Provincia di Sondrio e tra i meglio conservati di tutto larco alpino. Le scoperte archeologiche di alcuni decenni orsono (il celebre frammento pre-romano rinvenuto nei pressi di San Vitale) e quelli più recenti nella piazza del Kuèrc, con il ritrovamento di parti murarie di antiche abitazioni, insieme ai restauri in fase di completamento della Chiesa arcipretale di San Gervasio e San Protasio (che hanno messo in luce parti altomedievali della struttura architettonica), non sono che alcuni segnali della ricchezza di un patrimonio artistico in gran parte ancora da scoprire e da valorizzare. Il più antico documento che descrive la situazione urbanistica e la morfologia di Bormio è il Liber Stratarum del 1304. Si tratta di un documento molto importante: in pratica un "piano regolatore" dei tempi. Proprio la testimonianza del Liber Stratarum, insieme alla constatazione dellesistenza di molte case di sicura origine medievale e il dato ipotizzato dal Besta, riferentesi al numero degli abitanti (circa 3.000) della Bormio tardomedievale, fanno pensare che lestensione del borgo nei secoli XIV e XV fosse assai vicina a quella raggiunta nei primi anni del 1900. La suddivisione in riparti è antichissima, forse anche anteriore alla compilazione del Liber Stratarum. I riparti (quartieri) sono cinque: il Dosso Ruina (probabilmente il più antico, come risulta da alcuni indizi e da alcune indagini sugli antichi catasti), il riparto Buglio, così chiamato per la presenza al centro di una antica fontana in pietra, il bel riparto Maggiore, il riparto Dossiglio e infine, al di là del Frodolfo, il riparto Combo. Ognuno di questi riparti era caratterizzato da alcune peculiarità urbanistiche e funzionali. Il Dosso Ruina comprende tutti gli edifici più significativi dal punto di vista istituzionale e comunitario: la piazza, la Chiesa parrocchiale, il cimitero, la canonica, il copertum... Il Riparto Buglio è il quartiere che palesa maggiormente le proprie origini contadine con la presenza di molte stalle e magazzini... Il Riparto Maggiore è al contrario quello con caratteristiche prevalentemente residenziali "dove avevano dimora la più ricche famiglie dei secoli scorsi... Il Riparto Dossiglio era larea industriale e commerciale di Bormio... Il Riparto di Combo è separato dal Dosso Ruina da un antico ponte che attraversa il Frodolfo... era un rione agricolo (ce lo indicano i numerosi fienili, chiusi ed ovili), ma, posto comera allingresso del paese per chi veniva da sud, contava numerose caneve (cantine) e forse una dogana per le merci in entrata...". Dopo questo breve excursus non ci resta altro che invitarvi, guida alla mano, ad "andar per Riparti". |
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