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CARATTERISTICHE
DEL LIBRO |
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Sommario Indice dei principali punti di sosta Lo stemma e la bandiera di Bormio Gli emblemi dei Reparti di Bormio Profilo storico-dialettale Bormio: il futuro ha un volto antico REPARTO DOSSIGLIO REPARTO
MAGGIORE REPARTO BUGLIO Cartina REPARTO DOSSOROVINA REPARTO COMBO Indice delle 70 foto a colori Indice delle 20 fotografie depoca |
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(continua reparto maggiore)
... Parlare della chiesa di SantIgnazio significa non solo introdurre ed illustrare lunico esempio di barocco alpino a Bormio, ma anche aprire il capitolo di un periodo storico interessante e tumultuoso per la storia del borgo. Le vicissitudini per la costruzione di questa chiesa sono infatti direttamente collegate alla storia dellinsediamento della Compagnia di Gesù nel Bormiese. Nel 1635 ebbe inizio la costruzione della chiesa dedicata a SantIgnazio. La chiesa è a pianta ottagonale dove lunico vano rispecchia la concezione gesuitica della necessità di una "sala per la predicazione della parola di Dio senza alcun disturbo di cappelle o navate laterali". Allinterno la chiesa si presenta con unimponente cupola completamente affrescata da Giambattista Muttoni negli anni 1692/93. Nella lanterna, la parte più alta della cupola viene rappresentata la discesa dello Spirito Santo. Grazie agli accorgimenti prospettici e ai giochi cromatici sapientemente creati e in quelli naturali creati invece dalla luce che penetra dalle finestre poste ai lati della lanterna, lartista ben riesce a ricreare una profondità illusionistica e a trasmettere così lanelito verso lalto, verso la luce e la "Maggiore Gloria di Dio". Degli angeli-cariatidi dividono la cupola in quattro settori allinterno dei quali il Muttoni affrescò delle scene prese dalla vita dei Santi Gesuiti: Visione di SantIgnazio a la Storta; San Francesco Saverio che battezza una principessa indiana; San Francesco Borgia che accoglie nella compagnia San Stanislao Kostka; il martirio dei martiri di Nagasaki. Sempre del Muttoni sono le due tele del presbiterio, ai lati della statua lignea di SantIgnazio, sulla cui sommità troneggia il motto del Santo "Ad Maiorem Dei Gloriam". La tela di destra raffigura la morte di SantIgnazio mentre quella di sinistra la presentazione delle regole dellordine della Compagnia di Gesù al Papa. In entrambi i dipinti la figura sulla quale ricade lattenzione è quella di SantIgnazio, che si propone con i medesimi attributi fisici ed è collocata sempre al centro della composizione. Lartista conferisce profondità e senso prospettico alle due scene attraverso la diversa collocazione e dimensione dei personaggi e degli arredi rappresentati, come per esempio nel dipinto raffigurante la morte del Santo, il pavimento a scacchiera e la porta attraverso la quale si intravede un paesaggio. Curiosa lidentificazione di una delle figure presenti sulla tela di sinistra nella quale si vuole vedere lo stesso Muttoni. Mentre tutti gli altri personaggi fanno oggetto del proprio sguardo la figura di SantIgnazio, esaltandone così ulteriormente la preminenza e la centralità, questo personaggio compare in piedi in alto a sinistra un po distaccato dal resto del gruppo dei confratelli. Distaccato non solo fisicamente, ma anche emotivamente con lo sguardo ed unespressione tra il severo e lironico. Il Muttoni, infatti, dopo aver militato per anni nella Compagnia di Gesù la abbandonerà non sopportando più le regole dellordine. In questa tela che risale allincirca al 1663-64, si vogliono vedere i primi segni di quei dubbi e quei risentimenti che lo porteranno ad uscire dalla Compagnia di Gesù. Delle due cappelle laterali presenti, quella di sinistra dedicata a S. Francesco Saverio fu fatta decorare dalla nobile famiglia bormina Nesini. Si distingue per vigore luministico e dolcezza nel colore la pala con la Crocifissione, realizzata da certo Padre Ulderico. Laltare di destra è dedicato alla Madonna Immacolata e fu fatto realizzare dalla congregazione delle donne di Bormio. La chiesa è arricchita da loggette che venivano utilizzate dagli allievi del collegio per assistere alle funzioni liturgiche: gli stessi provenivano direttamente dal collegio attraverso un arco di collegamento fra Istituto e Chiesa.
Proseguendo lungo Via De Simoni, anticamente Via Mayor, possiamo ammirare numerosi portali di case patrizie bormine. Al civico 14 si presenta, imponente nella sua solidità e nelle rustiche bugne, casa Dea, abitazione di Rodomonte Bruni. Un portale in pietra chiara incornicia un portone ligneo finemente lavorato, mentre un locale delledificio conserva entro una cornice in stucco lo stemma di alleanza matrimoniale degli Alberti con i Confortola. Casa Pradella, civico 28, ci propone un portale ad arco con stemma abraso. Al civico n. 32 troviamo il portale rinascimentale con arco a tutto sesto di casa Fiorini: sulla chiave di volta rimane lo scudo araldico della famiglia Foliani. Al civico n. 36 si distingue il cinquecentesco portale di casa Lumina, sovrastato da un tondo, sorretto da due pesci, contenente lo stemma del casato Foliani. Ai lati del portale fa bella mostra un affresco raffigurante Castore e Polluce, i due gemelli nati a seguito dellunione di Leda con Zeus, trasformatosi per loccasione in cigno; sebbene sia usuale considerare il dipinto come lunica raffigurazione pagana presente in Bormio, in realtà i due gemelli qui raffigurati sono da intendersi come la trasposizione cristiana dei Santi Gervasio e Protasio. Al civico n. 19 casa Lazzeri conserva un tipico portale ligneo cinquecentesco abilmente realizzato a specchiature con intagli a motivi ornamentali. In Via Longa, che incrocia sulla sinistra Via De Simoni, casa Magatelli presenta un frammento daffresco da ricondurre alla scuola di quel pittore da Grosotto, in passato erroneamente definito con il nome di Giovannino da Sondalo. Anche in questo caso il dipinto incorniciava un portone dingresso. Nonostante esso sia molto rovinato, è possibile riconoscere il tema dellAnnunciazione quale tratto principale della pittura. Sulla sinistra con una certa difficoltà si individuano le tracce del volto dellangelo Annunciante, mentre sulla destra si conserva la Vergine a mezzo busto. Il dipinto anche se frammentario e mutilo, testimonia una buona qualità pittorica e ripropone i tipici elementi cari allartista di Grosotto: fregio a tortiglione, la gamma di colori caldi, dove il rosso e i colori della terra prevalgono, il modo caratteristico di questo artista di presentare la scena. Lopera sembra risalire alla fase di maturità dellartista ed è riconducibile verso il 1510. Ritorniamo in Via De Simoni dove altre nobili dimore si affacciano sulla strada. (continua) |
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