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Alberto Peruffo

Artista-Scrittore-Editore-Alpinista-Pap‡

alberto peruffo
Alberto Peruffo

Alberto Peruffo (nato a Vicenza nel 1967 e laureato in filosofia sperimentale) è un personaggio straordinario: artista, appassionato di musica, di montagna, di ricerca letteraria, di tutto quanto pu— essere bello. Ha fondato l'editrice Antersass e ha dato vita a un sito tra quelli maggiormente interessanti e originali dedicato alla montagna e all'arte: Intraisass. E' sempre alla ricerca di nuovi stimoli e di nuove frontiere. Molto eclettico, suona abitualmente strumenti, scrive, coordina la sua editrice, arrampica in Dolomiti, fa spedizioni in Tibet e Pakistan...

 

Chi ha letto Intraisass o seguito le tue presentazioni multimediali, o letto qualcosa della tua vita, si domanda: che origine ha Alberto Peruffo?
Io tanti anni fa ero già appassionato di arti, musica, scrittura, mi sono laureato a Padova in filosofia sperimentale, con una tesi interdisciplinare sul linguaggio, la mia grande passione. Uno sente qualcosa dentro per fare qualcosa... lo scopo è creare qualcosa di bello. Io avevo attitudine per la musica, poi ho scoperto, come una sorpresa, la libertà concreta: muoversi in viaggio, percorrere sentieri nuovi; è una nuova grande libertà non comparabile con le sue altre forme.

Tu hai coniugato arte e montagna, se ho ben capito...
Si! Arti classiche e andare in montagna, sempre con l'aspetto esplorativo in primo piano: non la tecnica per se stessa, ma conoscere e ho voluto provare. Dopo tanta roccia nelle mie Dolomiti sono andato un paio di volte in Pakistan e in Tibet...
Peruffo in vetta
In vetta in Pakistan

Grandi spedizioni allora...?
In Pakistan abbiamo esplorato una zona glaciale nell'Hindu Raj ancora vergine, in una sola spedizione abbiamo salito ben tre 6000 in prima assoluta e non é cosa da poco, studiare ed esplorare cinque bacini glaciali sconosciuti...

Prediligi il ghiaccio, vista questa bella foto...?
No, sono fondamentalmente un rocciatore, mi trovo piú in confidenza sulla roccia, sempre in Pakistan abbiamo aperto un torrione sul tipo del Grand Capucin in perfetto stile classico, senza spit, senza modificare la montagna.

Stile classico... niente spit...
Oggi c'é molta confusione: non si comprende piú dove finisce l'aspetto del divertimento con quello tecnico con il grado di difficoltá.
In un mio scritto, "Alpinismo radicale", affermavo che se uno vuole provare sensazioni forti e libertá, concreta, deve lasciare ció che trova...
peruffo climber
Peruffo rocciatore in Pakistan...

Tu cosa fai per vivere, i sogni a volte non bastano...
Io sono un piccolo editore, di nicchia, il mio sito Intraisass non ha sponsor, se non alcuni amici che mi fanno da sponsor tecnici solo sul sito.
Per poter mantenere il lavoro editoriale, sono diventato uno dei rari esperti di alpinismo e nuove tecnologie, seguo diversi siti di spedizioni e di montagna.

E nel campo dei libri solo Intraisass?
No, ho una novitá importante: ho deciso di aprire una libreria specializzata qui a Montecchio Maggiore, sulla strada delle Piccole Dolomiti, un luogo anche dove ci si possa ritrovare e sognare...
Avrá penso 4 o 5 sezioni: letteratura di viaggio e di montagna, autori contemporanei specialmente di piccole case editrici un po' nascoste, autori veneti che oggi sono un pochino in disparte, arte e fotografia, inoltre voglio dedicare un angolo all'arte figurativa con piccole esposizioni e dare la possibilitá, ai miei amici clienti di consultare anche... le tue recensioni.

Dimmi : com'é nata in te l'idea di dare vita a Intraisass?
L'idea è nata 6-7 anni fa, io ero e sono un grande lettore e anche un grande praticante, leggendo mi sono accorto che mancava "il racconto", quel resoconto che spesso non trovi nelle riviste, qualcosa in più rispetto alle fotografie, pur belle, e alle relazioni documentaristiche, volevo sentire le vive parole di chi aveva aperto le vie... All'inizio era una raccolta di racconti alpinistici; tanti amici, anche celebri, mi hanno spinto a creare qualcosa di contrapposto alle riviste del settore.


Hai cominciato col sito, vero?
Sì, ho cominciato in internet, poi sono andato su carta; piano piano ho aumentato le sezione, dopo i racconti, l'alpinismo ante litteram, la storia, la medicina in quota e via via, fino ad aggiungere le arti, il dipinto, la fotografia.
peruffo scrittore
Anche in Tibet Alberto non smette di scrivere...

Qual'é la missione di Intraisass e perché, hai scelto proprio questo nome?
Lo scopo è la cultura, è scoprire l'esperienza degli altri attraverso le loro parole, è scoprire la propria esperienza, la propria via, il proprio sentiero; penso che attraverso un libro posso conoscere persone che non posso incontrare direttamente... Quanto al nome Intraisass esso è un toponimo delle Dolomiti e significa "dentro i sassi", cioè quello che accade nelle montagne e il nome dell'Editrice Antersass ne è una variante.


La domanda finale di rito...Hai un sogno nel cassetto?

Non ho sogni nel cassetto, ma ho molti progetti, i progetti son diversi dai sogni... Da oggi che non è più ieri chiudo una sperimentazione e ne apro un'altra, dopo aver dato molto alla montagna con Intraisass mi voglio spostare su di un lavoro di letteratura contemporanea, una ricerca nuova sui segni, sul linguaggio e dopo la serata di Vicenza (la presentazione multimediale unica sperimentale, ndr) mi sento di affrontare anche questo, un amico mi ha dato un'ispirazione che aspettavo da tempo...


Abbandonerai Intraisass e la montagna?
Non ho detto questo, non lo faró ma lo faró, in modo diverso.
Studiavo musica , fino ai massimi livelli, ma ho cercato nuovi stimoli mi sono dedicato anima e corpo alla roccia e alle Dolomiti:
A ancora oggi suono ogni giorno uno strumento e faccio un'arrampicata, non abbandono i miei progetti, ma non resto lí, non mi cristallizzo nel gesto, rischiare di fossilizzarmi, occorre cercare nuove strade senza dimenticare il passato, quando ho raggiunto l'equilibrio ho bisogno di qualcos'altro.
Se proprio avevo un sogno, esso era di avere un figlio, ora ne ho uno e un altro é in arrivo...
Per concludere posso dirti che tutto ció che produciamo sono opere morte,
le uniche opere vive sono i nostri figli !

© Filippo Zolezzi