alpinia - cose di montagna

 

K2 MILLENOVECENTOCINQUANTAQUATTRO UNA STORIA ITALIANA

Mostra del Museo Nazionale della Montagna "duca degli Abruzzi" - CAI e Regione Piemonte

Torino, Inaugurazione Mercoledí 3 giugno 2004

Museo Nazionale della Montagna "Duca degli Abruzzi", Via Giardino 39 - Monte dei Cappuccini

Ore 17,30 Coro Edelweiss CAI Torino, ore 18,00 Annibale Salsa, Presidente Generale Club Alpino Italiano, Giampiero Leo, Assessore alla Cultura - Regione Piemonte presentano LA MOSTRA con la partecipazione di alcuni membri della spedizione del 1954.
ORE 19.00 IL FILM / K2 UNA STORIA ITALIANA, produzione DocLab con Museomontagna e CAI


La sera del 31 luglio 1954 due alpinisti della spedizione italiana calcano, per la prima volta nella storia, la vetta del K2. Di fronte a loro, la grande colata di ghiaccio del Baltoro e centinaia di picchi, tutto il Karakorum: il Broad Peak, i Gasherbrum; pi lontano, sullo sfondo, il Nanga Parbat, e dallĠaltro lato, alle loro spalle, il Sinkiang, il deserto. La conquista della cima pi elevata del Karakorum, seconda solo allĠEverest, segna la fine di un lungo ciclo di tentativi alpinistici, iniziato dai primi esploratori alla fine del secolo scorso
. A cinquantĠanni di distanza, per ricordare lĠavvenimento, il Museo Nazionale della Montagna di Torino ha preparato lĠesposizione K2 MILLENOVECENTOCINQUANTAQUATTRO. UNA STORIA ITALIANA. Una grande mostra corredata di documenti, materiali dĠepoca, attrezzature, fotografie e filmati, realizzata dal Museo con il Club Alpino Italiano e la Regione Piemonte, con la collaborazione della Cittˆ di Torino. Allestita a Torino, nelle sale per le mostre temporanee del Museo Nazionale della Montagna, dal 4 giugno al 26 settembre. LĠiniziativa  coordinata da Aldo Audisio, con la collaborazione di Angelica Natta-Soleri e Marco Ribetti e figura come mostra ufficiale del Club Alpino Italiano nellĠambito del progetto ÒDalla conquista alla conoscenzaÓ, lĠinsieme di iniziative proposte dal sodalizio per ricordare il cinquantennale della prima ascensione.
La storia alpinistica coinvolge gli italiani già dai tempi del tentativo di Luigi Amedeo di Savoia duca degli Abruzzi. I primi a mettere una seria ipoteca sulla vetta saranno però gli americani, solo dopo la seconda guerra mondiale, con un tentativo fallito non distante dalla cima. Gli statunitensi spingono per ottenere un nuovo permesso per il 1954. Ma nello stesso periodo inoltra la richiesta al governo del Pakistan anche il professor Ardito Desio, che nel 1929 ha preso parte alla spedizione del duca di Spoleto in qualità di geologo. La sua abilità, unitamente ad una serie di circostanze favorevoli, gli permettono di ottenere l’autorizzazione per tentare la scalata nella primavera-estate del 1954. Desio assume la direzione della grande spedizione nazionale organizzata dal CAI con il contributo del CNR e perfeziona il suo piano operativo cercando i finanziamenti, gli uomini, l’attrezzatura più adatta. Dopo mesi di lavoro febbrile, allenamenti e collaudi, il 20 aprile 1954 il gruppo degli alpinisti lascia Roma diretto a Karachi e Rawalpindi. Oltre ad Ardito Desio, la spedizione risulta composta da 11 scalatori, rigorosamente selezionati fra i migliori dell’alpinismo nazionale, 4 scienziati e un cineasta.
Nelle rinnovate sale espositive del Museomontagna, appena completate dopo l’intervento di restauro condotto dalla Città di Torino, sarà possibile ripercorrere tutte le tappe della salita e delle vicende ad essa correlate, osservando le fotografie, i manifesti originali del film e quelli celebrativi della vittoria, insieme a molti documenti e oggetti utilizzati dai partecipanti durante l’ascensione o nei mesi passati al campo base. Tutti questi materiali appartengono al Museo, dove un fondo speciale contiene l’intero archivio della spedizione, un grande patrimonio che l’istituzione del CAI-Torino conserva gelosamente.

 

buona serata  

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