| Great Himalaya
Tourism and the Dynamics
of Change in Nepal
Sanjay Kumar Nepal, Thomas Kolher, Bernhard
Rudolf Banzhaf
Swiss
Foundation for Alpine Research, Zurich CH
 |
| La copertina |
|
Risale ai primi anni 1950 la scoperta
della bellezza del Grande Himalaya del Nepal, con lo splendore
delle valli del Khumbu e delle sue spettacolari montagne,
in particolare l'Everest, il Lhotse, l'Amai Dablang e il Pumori.
Dopo queste prime esplorazioni
e tentativi, arrivƒ la conquista dell'Everest e ne seguì
la pubblicazione di molti libri che svelavano questi luoghi
incantati e sconosciuti a tutti gli appassionati del mondo.
Le spedizioni incontrarono
solo la cultura e le tradizioni di quei popoli poveri, ospitali
e dignitosi: l'ospitalità era prerogativa di lama e
sherpa, con solamente le "specialità" locali, quali
the rancido, chapati e senza birra, bibite e ogni altro elemento
occidentale, tutto condito da una povertà estrema.
Sono trascorsi 50 anni esatti da quel
fatidico 1953 in cui Sir Edmund Hillary e Sherpa Tenzing Norgay
conquistarono l'Everest, dopo breve tempo da quella scalata
il Governo Indiano fondƒ l'Himalayan Mountaneering Institute
a Darjeeling e i primi Sherpa furono inviati in Svizzera ad
esercitarsi nell'arte della scalata; un numero sempre maggiore
di spedizioni visitò il Khumbu e l'Est Nepal si aprì
sempre di pi› a visitatori provenienti da tutto il mondo,
con un sempre maggiore impiego del lavoro delle popolazioni
indigene.
 |
| Due portatori
con rifornimenti
per un lodge.
Un turista sfila alle spalle,
notare la differenza di carico... |
|
Questo enorme incremento
di visitatori in un periodo tanto breve ha portato alla costruzione
di alcune piste per aerei e, soprattutto all'impiego di moltissime
persone nell'industria turistica, che prima erano esclusivamente
dedite al lavoro agricolo.
Impiego come guide, portatori,
la costruzione di lodge (sorta di posti tappa, una via di
mezzo tra l'albergo e il bivacco), di case da the, anche ad
altezze oltre i 5000 metri ha portato notevoli benefici al
livello economico della popolazione del Khumbu.
Ma queste zone hanno visto in pochi
decenni uno sviluppo simile a quello delle Alpi, che perƒ
si è compiuto in circa 200 anni, quindi quale conseguenze
e ricadute ha avuto sulla popolazione, sulla sua economia,
sulle sue tradizioni e cultura, sulll'ambiente naturale, con
costruzione di strade, ponti, ecc, sulla vita millenaria di
popoli che non avevano mai visto un occidentale nella loro
storia?
 |
| Cucina tradizionale
di una donna Gurung |
|
Questo interessantissimo
libro cerca di rispondere alle molte risposte che nascono
da questa situazione, in particolare su come le comunità
locali riescono a organizzarsi e sulla loro capacità
di decisione in rapporto al mercato esterno.
Great Himalaya
è stato voluto da Swiss Foundation for Alpine Research,
che in stretto rapporto con l'Istituto di Geografia dell'Università
di Berna, in occasione dell'Anno Internazionale delle Montagne,
ha voluto fare uno studio serio e concreto sullo sviluppo
sostenibile di un turismo in Nepal che sia rispettoso dei
popoli indigeni e della loro cultura.
Questo testo appare sotto
forma di tesi universitaria ad opera di Sanjay Kumar Nepal
e di un team di cinque studenti, Christine Bichsel, Marc
Jampen, Beatrice Mattle, Jacqueline Salami, Katrin Stocker,
coordinati da Thomas Kohler, esperto internazionale di sviluppo
montano sostenibile, inoltre preziosa e insostituibile è
stata la collaborazione di Bernhard
Rudolf Banzhaf grande esperto e organizzatore di trekking
in Nepal, Tibet e Europa.
Il libro è strutturato
in quattro parti: la prima è dedicata al turismo come
chiave per uno sviluppo montano sostenibile, la seconda ai
precedenti storici dello sviluppo delle comunità e
al livello di vita, la terza all'impatto del turismo di montagna
con tendenze e conseguenze, la quarta infine indica le strategie
per un turismo montano sostenibile.
© Filippo
Zolezzi |