| Pale di San Lucano
Storia alpinistica e vie di salita alle cime
Ettore de Biasio
Luca Visentini Editore
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| La copertina, Spiz di Lagunáz |
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Destino dei personaggi e anche dei
nomi a loro legati: tutti conoscono il santo di nome Martino,
famoso per aver condiviso il proprio mantello con un mendicante,
la maggioranza ignora invece Lucano, chiamato "l'Apostolo
delle Dolomiti" e che fu il vescovo di Sabbiona, ora Chiusa;
allo stesso modo é universalmente noto il gruppo montuoso
delle Pale di San Martino, ma quasi sconosciuto quello delle
Pale di San Lucano.
Di conseguenza, essendo
monti meno noti, anche i libri che li descrivono sono assai
meno numerosi, per non dire quasi inesistenti
Ettore De Biasio, l'autore,
é cresciuto e vissuto per molti anni su queste pareti
stupende e grazie anche alla passione dell'Editore Luca
Visentini, colma una lacuna imperdonabile: donare
a tutti glia manti della montagna un meticoloso testo che
descrive il gruppo nei minimi particolari.
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L'autore Ettore De Biasio |
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Dalla premessa cogliamo
queste frasi:
"Le Pale di San Lucano sono montagne diverse. Si entra
e si esce, in un mondo totalmente a parte. Su queste Pale,
"imperiosamente superiori alle Marmolade, alle Civette, ai
Burčl", sono state salite cime imprendibili e senza nome,
oltre le tracce dei boscaioli, lungo le cenge pił estreme,
le pareti e i diedri pił grandiosi delle Alpi calcaree, i
pilastri impossibili, all'inferno e ritorno. Erano solamente
ragazzi quelli che giocavano ad aprire vie nuove, lą dove
iniziava la loro frontiera, appena sopra i prati dei loro
villaggi. Altri, oramai inselvatichiti, hanno affrontato percorsi
inesplorati in una solitudine che sgomenta, o dispersi d'inverno
nel grande diedro, prima di scendere a festeggiare l'inizio
di un nuovo anno dal loro Capitano. Fino all'ultimo zar, nuova
primula rossa delle Pale negli anni pił recenti. Cavalieri
senza divisa e senza stendardo..."
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Il Campanile della Besáuzega |
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Le Pale di San Lucano costituiscono
il ramo piú orientale delle Pale di San Martino e si
trovano racchiuse tra la Val Cordevole, la Valle di San Lucano
e le Valli di Gardé e del Tórcol.
Il massiccio appare suddiviso
in quattro Pale, che comprendono anche lo Spiz di Lagunáz,
il Borál, le Cime di Ambrusogn, il campanile della
Besáuzega, la Torre del Borál.
Il volume ci propone una
prima parte storica, dedicata alla conquista delle Pale e
al tracciamento di nuove salite e una seconda sezione, molto
corposa e completa, che ci descrive le vie di salita sulle
varie pareti, molto ben fatta e descrittiva, che guiderá
l'appassionato che vorrá fare qualcosa di diverso e
soprattutto lontano dal frastuono delle comitive della domenica.
Le relazioni sono molto
dettagliate, riportano quelle originali dei primi salitori
con aggiunte utili della situazione attuale, descrivono le
salite passo passo e permettono di studiare a tavolino ogni
ascensione in modo preciso e meticoloso, in piú viene
riportato l'elenco delle ascensioni delle vie meno ripetute
e maggiormente impegnative, possiamo dire che si tratta di
un libro finora unico nel suo genere...
© Filippo
Zolezzi
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