| K2
Una sfida ai
confini del cielo
Kurt Diemberger, Roberto Mantovani
White
Star Edizioni
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| La copertina |
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"K2...K2...il nome
scandisce ogni passo. K2...K2... che nome stupido per una
montagna così grandiosa!" sono le parole di Kurt
Diemberger in un'altra sua opera, K2 un nome veramente insignificante
per la montagna forse più bella del mondo...
Il colonnello inglese
T.G. Montgomery, quando vide in estrema lontananza dei monti
iniziò a dire K1 (poi Masherbrum), poi K2, ecc. perchè
K era l'iniziale della regione, il Karakorum...
Se il monte Everest é
senza dubbio il piúelevato della terra, sicuramente
il K2 é il piú ammirato e ambito dagli alpinisti:
la sua forma , visibile anche da molto lontano. ha sempre
incantato gli esploratori e affascinato gli scalatori.
K2 una sfida
ai confini del cielo é, un libro molto bello,
sia per l'aspetto fotografico, grandioso, che per quello storico,
completo ed esauriente, una sorta di atto di amore da parte
degli autori verso la montagna che "fuma".
Foto recenti e foto storiche accompagnano
testi molto ben documentati e spesso struggenti, col ricordo
di tanti che si sono fermati lassú, per l'eternitá...
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| 31 Luglio
1954: Compagnoni e Lacedelli
sono sulla vetta del K2... |
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La foto qui accanto mostra
Compagnoni e Lacedelli sulla vetta del K2, i primi a salire
la seconda vetta della terra, in una spedizione guidata da
quell'Ardito Desio che riusciva a mandare i suoi uomini in
punta a 25 anni esatti dalla sua prima spedizione alla grande
montagna.
Tra gli autori troviamo
Kurt Diemberger, alpinista austriaco e scrittore
famoso, unico scalatore vivente ad aver conquistato per primo
due ottomila, compagno di cordata del grande Herman Buhl,
uno dei maggiori fotografie e cineasti della montagna.
Kurt ha raggiunto la
vetta del K2 alla rispettabile età di 54 anni, sugli
8000 sembra contino maggiormente l'esperienza e la perseveranza
rispetto alla prestanza e all'energia della giovinezza.
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| Kurt Diembeger al campo
base con Julie Tullis, Renato Casarotto e Mari
Abrego |
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Insieme a Roberto
Mantovani,giornalista specializzatoe noto autore
di libri di montagna, Kurt descrive l'epopea del K2, a partire
dalle prime esplorazioni inglesi, i tentativi del Duca degli
Abruzzi, la conquista italiana e poi la corsa internazionale.
Naturalmente non puó,
mancare un capitolo molto abbondante dedicato al tragico 1986,
nel quale morirono ben 13 scalatori, in un susseguirsi di
incidenti anche incredibili ( a questa vicenda nella quale
Diemberger stesso si é trovato a un passo dalla morte
e in cui perí la sua compagna di salita in vetta Julie
Tullis, l'autore ha dedicato lo stupendo libro K2,
il nodo infinito, segno e destino.
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| Le ultime
luci del giorno sul K2 |
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Ci troviamo davanti ad
un libro molto bello, sia per le immagini scattate da posizioni
impossibili e molto belle, sia per i testi, sempre interessanti
e appassionanti.
E' un libro "vissuto"
non solamente descritto, come spesso avviene, un libro che
ci parla di questa montagna stupenda, ma tanto inaccessibile...
Gli autori ci descrivono le vicende
che hanno rivestito pendii e pareti del K2, a volte riuscendo
anche a scatenare la commozione nei lettori e a prenderne
totalmente l'attenzione.
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| Quando la montagna "fuma"
anche un minuscolo riparo puó salvare la
vita |
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A conclusione di questa
recensione riportiamo un brevissimo brano di Kurt Diemberger,
tratto dal libro: "Da tutto ció,... si puó
forse trarre un'insegnamento: una montagna grande e difficile
come il K2, con i suoi 8611 metri di altezza, con i suoi versanti
oltremodo ripidi, con variabilitá atmosferica assoluta,
é alta un piano in piú rispetto agli altri 8000
del Karakorum.
Anche se non supera
l'Everest in altezza, il rischio che il K2 presenta é,
molto maggiore.
Persino i migliori alpinisti qui sono in condizioni limite.
L'alpinismo di massa,
come accade oggi sulla magggior parte degli 8000 "minori"
e sulla via normale dell'everest, non ´ applicabile
al Quogir (nome locale del K2), la "grande montagna".
Altrimenti il numero dei morti non potrebbe che aumentare..."
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© Filippo
Zolezzi |