| Vallée d'Aoste
entre le ciel et la terre
Davide Camisasca
Lerch
Editore
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| La copertina |
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"Comincia da molti
luoghi la valle d'Aosta. E' una casa con tante porte.
Ognuna contiene un riflesso di magia. Basta saper guardare
ma, soprattutto, vedere."
Inizia con queste parole il bellissimo
Vallée d'Aoste entre le ciel et la terre, l'ultima
opera libraria di Davide Camisasca, l'affermatissimo
e assai conosciuto fotografo di montagna.
Saper guardare, anzi vedere, è l'opera
quotidiana di Camisasca che, attraverso l'obbiettivo fotografico
ci descrive la montagna, nelle sue più intime caratteristiche:
le vette, gli animali, l'uomo, le sue attività e i suoi manufatti.
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| I villaggi di Nex e Tignet
in Valsavarenche |
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Le foto presentano le tanto caratteristiche
orlature che contraddistinguono molte opere di Camisasca,
ma è il taglio e lo stile che appare inconfondibile agli appassionati
di immagini delle Alpi.
I testi sono di Dario Cresti-Dina
e sono trilingui: italiano francese e inglese e accompagnano
in modo ideale le sequenze fotografiche
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| La Tour Ronde e il Monte Bianco |
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Si tratta di un'edizione
di pregio elevatissimo, una vera e propria opera d'arte che
ha richiesto mezzi tecnici sofisticati per la realizzazione,
ma anche e soprattutto un fotografo straordinario, capace
di trovare inquadrature atte a suscitare l'emozione del lettore,
infine una tecnica di stampa perfetta.
Le immagini sono raggruppate in sequenze
e precedute da un testo introduttivo alla sezione; esse sono
la terra, con l'ambiente umano e montuoso; la casa, nelle
sue forme più diverse come il castello, l'alpe, la dimora,
il luogo di culto; l'uomo, naturale abitatore della Valle
e a volte apparente intruso, con il suo lavoro, la fatica,
i divertimenti e le tradizioni; infine la montagna! La regina
vera e propria della Valle d'Aosta, nella sua grandezza e
magnificenza.
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| Notturno di Notre Dame de
la Garde sopra Perloz |
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Infine a fondo libro
troviamo tutti i dati tecnici delle fotografie, con il tipo
di macchina e la pellicola utilizzata.
In conclusione si può terminare dicendo
che più che le parole potranno dire gli occhi, anzi il cuore,
come afferma la piccola volpe nel libro Il Piccolo Principe:
non si vede bene che con il cuore, l'essenziale è invisibile
agli occhi...
© Filippo
Zolezzi
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