| Guida ai piatti, vini
e sapori della Valle d'Aosta
Patrizia Guichardaz - Fernanda Gerard
Musumeci
Editore
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| La copertina |
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La Valle d'Aosta è terra dalle
molte meraviglie: le montagne, le valli, i laghetti, l'architettura
rurale, il paesaggio in genere, i fiori, gli animali, non
dimenticando la sua cucina di montagna e i vini che la accompagnano.
E' una cucina tipica dei paesi montuosi, perciò ricca
di sapori e di calorie, robusta e delicata nello stesso tempo,
ideata e ideale per la zona in cui è stata creata;
analogamente i vini, che hanno la particolarità di
derivare da vitigni che crescono al limite della coltivazione
della vite e per il Blanc de Morgex c'è il miracolo
dell'oltre...1000 metri!
I vini vanno sotto l'unica denominazione
di Valle d'Aosta-Vallèe d'Aoste DOC, si suddividono
in 18 sottospecie ed è in atto il recupero srorico
di vitigni semidimenticati, ma dall'antica tradizione dei
maestri cantinieri della zona.
Ricordiamo solo il Muscat de Chambave,
il Nus, il Torrette, l'Enfer d'Arvier, il Donnas e il già
citato "miracoloso" Blanc de Morgex.
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| Il delizioso vino Arnad-Montjovet |
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Sono vini rossi e bianchi che si sposano
perfettamente con le stesse specialità culinarie della
Vallče descritte in questo interessantissimo libro.
Nel campo delle ricette, le autrici hanno scavato nelle tradizioni
gastronomiche della Regione, citando piatti universalmente
conosciuti come la seuppa valpellinentze, la fonduta, la carbonada,
la polenta concia, riscoprendo anche piatti di uso meno comune,
ma ancora nella memoria popolare.
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| Un semplice dolce: pere
martine sciroppate |
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Così si inizia con gli stuzzicanti
antipasti, si prosegue con i gustosi primi piatti, si passa
ai sostanziosi secondi e si conclude con prelibati dolci.
Una sezione particolarmente interessante e filologicamente
descrittiva degli usi gastronomici valdostani è quella
dei piatti unici, vere miniere energetiche, specialmente nei
mesi freddi.
A conclusione del libro non poteve mancare il caffè
alla valdostana, o dell'amicizia, un rito di fine pranzo o
cena che la dice lunga sulla convivialità della popolazione
locale.
© Filippo
Zolezzi |