| Osterie d'Italia 2004
Sussidiario del mangiarbere all'italiana
Slow Food Editore
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| La copertina |
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Camminare per i monti non é
solo fatica fisica od osservazione di fiori, piante, animali
e panorami, pura contemplazione dell'ambiente in cui si é
immersi, ma a volte anche fermarsi in un localino ospitale
ed accogliente e rallegrarsi con un buon pranzetto o una robusta
merenda alpina...
Il termine osteria evoca
un ambiente semplice e familiare, dove si puó andare
in modo informale, mangiare e bere in allegria. Questa guida
raccoglie quanto di meglio si puó trovare in questa
categoria di locali.
Giunta al quattordicesimo anno di
pubblicazione, la guida Osterie d'Italia
é ormai un punto di riferimento sicuro per quanti cercano
sapori schietti e riconoscibili, capaci di restituire l'identitá
gastronomica di un territorio, con le infinite sfumature di
sapori, stili e suggestioni che la cucina regionale italiana
sa offrire. Tanti indirizzi all'insegna dello Slow Food per
illustrare - con le ricette, i luoghi, le storie, i vini,
i prodotti - l'attualitá e la vitalitá del patrimonio gastronomico
di tradizione.
Anche quest'anno il Sussidiario
del mangiarbere all'italiana arriva in libreria dopo che gli
oltre 300 collaboratori hanno passato al setaccio Italia,
Canton Ticino e Tirolo per verificare gli indirizzi giá conosciuti
e scoprirne di nuovi, garantendo l'affidabilitá e il rinnovarsi
della guida. I locali segnalati nell'edizione 2004 sono 1610,
di cui 236 sono le novitá. Sono 180 i locali "che ci piacciono
in modo speciale, per l'ambiente, la cucina, l'accoglienza"
e che dunque possono fregiarsi dell'ambita"Chiocciola", a
premiare la sintonia con la filosofia slow. Sono 503 le "Bottiglie",
a indicare le cantine particolarmente fornite, e 234 i "Formaggi",
per segnalare selezioni casearie ricche e qualificate.
Diversa e originale rispetto a tutte
le altre guide presenti sul mercato, Osterie d'Italia continua
a privilegiare quei locali che, riallacciandosi alla tipologia
delle osterie, delle trattorie, dei ristoranti familiari,
sposano la gastronomia che in quei luoghi si pratica da sempre,
un repertorio popolare frutto del savoir faire di cuochi e
donne di casa le cui ricette si sono tramandate attraverso
le generazioni. È questo il modello di ristorazione che Slow
Food ha contribuito a far rinascere e la cui vitalitá va esplorando
da quattordici anni: il modello di chi si pone l'obiettivo
di riprodurre piatti e sapori con fedeltá e consapevolezza,
di chi quotidianamente accoglie turisti e famigliole, giovani
curiosi e viaggiatori per lavoro.
© Filippo
Zolezzi
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