| Il Capitano sepolto nei
ghiacci
Lettere e Diari di Arnaldo Berni, Vicende
della guerra 1915 - 18 sui monti tra Stelvio e Gavia. A cura
di Giuseppe Magrin
Alpinia
Editrice
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| La copertina |
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"Venne la morte, un mattino,
annunciata come negli incantesimi dai tuoni e dai lampi delle
bombarde. Enormi blocchi di ghiaccio venivano staccati dalle
granate e crollavano nel trincerone, caposaldo della difesa
che pareva preparato per una festa, con quelle pareti azzurre
e scintillanti, con quella luce diafana che entrando dalle
brevi aperture creava come un mondo di sogno. Il Capitano
Berni era nel punto più esposto quando una franata
di ghiaccio lo seppellì in quella tomba di cristallo.
che diventò per sempre la sua tomba. E bene fecero
gli amici a lasciarlo lassù, perchè non avrebbe
desiderato altro posto per quel suo corpo atletico che racchiudeva
l'animo e i sogni di un fanciullo decenne". (Bruno Credaro,
1955)
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| Uno dei cannoni posto dagli
Austriaci sulla vetta dell'Ortles |
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Il Capitano sepolto nei ghiacci è
la storia della vita militare di Arnaldo Berni, Capitano degli
alpini, nato a Mantova il 2 Giugno 1894 e morto il 3 Settembre
1918, a poche settimane dalla fine della guerra, nel trincerone
di ghiacci in vetta alla Punta San Matteo, a 3.678 metri di
altezza nel Gruppo Meridionale dell'Ortles.
Questo libro nasce a seguito di una
ricerca meticolosa di documenti e foto dell'epoca: due piccoli
quaderni usati come diari ed una decina di pacchetti contenenti
le lettere di Arnaldo Berni, racchiudono tre anni di vicende
personali e militari di un ufficiale italiano, un giovane
danimo colto e sensibile, uno tra i tanti chiamati in
quellanno 1915 in cui anche lItalia, schieratasi
con lIntesa e contro lex alleato austro-ungarico
e germanico, decide la propria entrata nel conflitto.
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| Ritratto militare del capitano
Arnaldo Berni di Mantova |
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Le oltre 200 fotografie dell'epoca
costituiscono una preziosa documentazione: sono state ricercate
con cura e meticolosamente restaurate, facendo diventare così
questo magnifico libro non solo la storia dell'eroico capitano
Berni, ma anche una testimonianza delle condizioni dei nostri
alpini sul fronte delle montagne, costretti a combattere ad
altezze che sono spesso solo meta degli alpinisti.
I diari, le lettere, le documentazioni, ci illustrano la durezza
e a volte anche l'inutilità di questa guerra combattuta
su ripidissimi pendii, su ghiacciai e su passi impervi, che
non erano certamente obbiettivi strategici, ma che la follia
dei comandanti supremi portava a considerare tali.
Chi visita questi luoghi può rendersi conto di quanto
viene espresso nel libro, eppure non vi è rabbia in
Arnaldo Berni, neppure odio, ma solo un grande spirito di
obbedienza ai superiori e un profondo amore per la patria.
Il Capitano sepolto nei ghiacci è un libro bellissimo,
un vero documento storico, una riscoperta e un atto di amore
non solo verso questo giovane, ma per tutti quei soldati,
che come lui, hanno dato la propria vita difendendo la patria
dal nemico, convinti dei propri ideali, che riconducono al
classico motto: "Dio, patria e Famiglia".
© Filippo
Zolezzi |