| Sperandio Zani. Memorie di guerra e di montagna
Storia di un Adamellino
Luciano Viazzi, Gianni Clementi, Gruppo
Alpini di Temú
Alpinia Editrice, Bormio
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| La copertina |
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Tanti libri arrivano alla redazione
di questa rubrica, in continuazione: molti sono richiesti
da noi, perché ritenuti interessanti e di Editori poco
conosciuti, altri perché oramai questa rubrica comincia
ad avere una certa notorietá e diversi Editori ritengono
opportuno collaborare con noi inviando di ufficio le novitá
che se ritenute interessanti vengono pubblicate, poi ci sono
i casi particolari... e questo libro ne é un esempio.
Chi ha avuto l'attenzione di leggersi
la scheda di presentazione o i titoli del libro avrá
potuto osservare che l'editore é Alpinia...
cioé lo stesso di questo portale e allora come dire
di no a una recensione di un libro nato in casa...?
Bisogna dire che giá
il nome del titolo: Sperandio e poi la foto
in copertina che mostra una bella persona sorridente, con
una corda da montagna in mano e infine lo stemma della Associazione
Nazionale Alpini ci hanno spinto ad aprire il libro e a leggerlo...
pagina dopo pagina lo "Spera" ci ha conquistato con il suo
carattere di Alpino, di Guida, di Uomo.
In un tempo come l'attuale dove tutti
i grandi problemi di montagna sono stati risolti e si cercano
i record di salita piuttosto che la ricerca della bellezza
della montagna, o la corsa all'8000 ad ogni costo: il piú
giovane o quello vecchio,quello col ginocchio valgo o quello
col fuoco di Sant'Antonio, la prima campionessa di bocce e
via di seguito..., l'exploits ad ogni costo... ecco che leggere
le vicende di una persona "normale" ci ha colpito
e affascinato molto...
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Spera, guida alpina sull'Adamello
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"Spera" é uno degli eroi silenziosi
della Grande Guerra, prototipo di uno degli innumerevoli giovani
chiamati a difendere la patria sui monti del nostro paese,
egli indossava quel cappello con la penna nera che inorgoglisce
ancora oggi tanti italiani, anziani e giovani, basta vedere
le centinaia di migliaia di partecipanti alle adunate annuali
del corpo.
"Spera" era un giovane abitante di
Temú, nell'alta Vallecamonica, e all'etá fatidica
del servizio militare viene inviato al fronte della Grande
Guerra, per caso o fortuna, dopo l'addestramento e la qualifica
di skiatore alpinista, viene inviato in servizio
proprio sui monti di casa: in Val d'Avio e la sua guerra si
svolge tra Adamello, Cavento, Mandrone e dintorni
Egli si é occupato dal 1927,
anno della sua fondazione al 1979, anno della sua morte, del
"Plotone Alpini di Temú poi sezione dell'ANA Vallecamonica,
infaticabile motore e animatore di ogni iniziativa dei reduci
dell'Adamello, Adamellino per eccellenza, fino alla fondazione
del Museo della Guerra Bianca al suo paese natale.
Il titolo afferma...Memorie
di guerra e di montagna..., infatti Spera, al ritorno
dalla guerra diventó presto Guida Alpina, lavoro che
svolse poi per tutta la vita, diventando poi da emerito il
fondatore e l'animatore dei raduni-pellegrinaggio in Adamello,
a cui ha partecipato nel 1988 anche il Santo Padre Giovanni
Paolo II
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| Il giovane skiatore Sperandio
Zani in tempo di guerra |
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Questo libro é
un omaggio che viene reso a questo eroe silenzioso e modesto;
gli autori, Luciano Viazzi e Gianni Clementi
hanno lavorato seriamente, ma soprattutto con affetto, cercando
documenti, notizie e foto del grande "Spera" che hanno qui
raccolto e ordinato.
Gli autori hanno raccolto testimonianze
di chi lo ha frequentato o conosciuto, commilitoni, clienti
amici, ma soprattutto gli scritti personali di Zani.
In modo molto originale e con restauro
certosino, si ricordino le foto del Capitano
sepolto nei ghiacci..., l'Editrice Alpinia
ha pubblicato le pagine originali dei diari di Spera, scritte
di suo pugno, che rendono l'opera ancora piú simile
a un album di famiglia che a un libro tradizionale.
Sperandio Zani é
veramente un personaggio coinvolgente, con la sua disarmante
semplicitá e concretezza, tipica degli uomini della
montagna, conquista il lettore portandolo a vivere con commozione
le tristi vicende della Grande Guerra e qualche volta anche
a sorridere delle disavventure di qualche aspirante alpinista
un pochino maldestro...
© Filippo
Zolezzi
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