| Gran San Bernardo, Valpelline e Conca del Fallere
Le Guide dell'Escursionista
5.
Luca Zavatta
L'Escursionista Editore
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| La copertina, Monte Bianco |
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Con questa guida fanno
5...: dopo le valli del Monte Bianco, del Monte Rosa, del
Gran Paradiso e dei dintorni di Aosta é la volta delle
valli che si affacciano a nord di Aosta, quella del Gran San
Bernardo e la Valpelline.
Diavolo di uno Zavatta!
Questa é la guida che da sempre avrei voluto scrivere
io... se guardate il mio profilo
vedrete una foto che mi ritrae sopra Ollomont, nel centro
della Valpelline, in un paradiso di sentieri e di vette, con
una calma e un silenzio che purtroppo raramente si ritrovano
oramai in Valle d'Aosta.
L'autore, riminese di
nascita e di residenza, lo avevamo definito in una recensione
di qualche anno fa un emulo di John Muir, zaino in spalla
e taccuino in mano; molto ambizioso appariva il suo progetto
di realizzare una serie di guide escursionistiche che potessero
abbracciare e descrivere tutto il territorio della Valle d'Aosta
e siamo arrivati a cinque volumi pubblicati su cinque!
Il prossimo anno é annunciata la Guida con le Valli
del Cervino, poi resterá ancora quella con le valli
comprese tra il Gran Paradiso e il Bianco e poi cosa fará
il nostro autore? Forse un'altra porzione di Alpi? Chissá...
Ci troviamo al centro esatto della
Vallée, a pochi chilometri dal capoluogo, ora ancora
piú con le recenti gallerie della statale del Gran
San Bernardo, l'omonima valle e la Valpelline sono adiacenti
e condividono lo spartiacque, ma sono estremamente diverse
per frequentazione: la prima via storica di collegamento che
vede sempre un traffico caotico, la seconda vero tempio della
wilderness (provate ad andare al rifugio Aosta per provare).
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| Cani San Bernardo all'omonimo Colle |
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Le escursioni che partono
dalla Valle del Gran San Bernardo hanno il grande pregio di
partire spesso da un'altitudine prossima ai 2000 metri e pertanto
assai panoramiche e non spaccapolmoni (il Monte Bianco é
un compagno abituale di gita sullo sfondo), quelle della Valpelline
sono spesso maggiormente ripide, ma ci introducono in un ambiente
naturale, selvaggio e ancora incontaminato, nel quale si puó
capire finalmente il significato della parola montagna...
L'autore non fa come
alcuni redattori di guide che fanno i loro libri soprattutto
a tavolino, leggendo altri libri e telefonando ai posti pubblici
telefonici o ai municipi per avere informazioni... e chi se
ne serve se ne accorge presto, ahimé..., Egli per sei
mesi all'anno gira per sentieri, estate e inverno (ha imparato
anche a usare le racchette e per un riminese non é
male...), annota tutto e prova realmente se i sentieri sono
meritevoli di menzione e soprattutto realmente percorribili,
poi adesso, siccome é rimasto folgorato dalla tecnologia,
piazza almeno 5-6 punti GPS a gita.
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| Valpelline selvaggia: Col di Montagnaia |
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Il formato da zaino "puro"
rende questo libro di Zavatta un compagno ideale di escursione,
senza gravare eccessivamente sulle spalle del povero escursionista,
già cariche di zaini in apparenza affardellati più per spedizioni
himalayane che da trekking nostrani.
Ogni escursione é dotata di una completa
scheda sintetica, che comprende tutte le informazioni necessarie:
località di partenza, punti di appoggio, difficoltà, periodo
consigliato di effettuazione, dislivello, segnavia presenti,
durata, acqua disponibile sul percorso (indicazione rara sulle
guide tradizionali, ma fondamentale, per non portarsi dietro
borracce piene e arrivare presso fonti freschissime, o peggio
soffrire penosamente la sete...), il tipo di tracciato, poi
vi è una cartina con il percorso, la descrizione analitica
e un breve commento dell'autore alla gita.
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Cappella di
Chésere |
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Nella guida troviamo
103 itinerari escursionistici, dei quali ben 78 di tipo circolare,
da percorrere in giornata, suddivisi in tre gradi di difficoltá,
nella valle del Gran San Bernardo, la Valpelline e la Conca
del Fallere: inoltre Zavatta ci descrive tre bei trekking:
la Via Francigena nella valle del Gran San Bernardo, il Tour
della Becca di Luseney in Valpelline e il Trekking del Sole
tra Aosta e La Salle.
L'unico piccolo appunto che mi sento
di fare all'autore é che penso sia diventato un trekker
troppo bravo: cinque anni di continuo camminare lo hanno reso
un vero professionista e le difficoltá indicate qualche
volta, non troppe per fortuna, siano un pochino troppo ottimistiche.
Voglio citare alcune
frasi tratte dall'introduzione: "Probabilmente mi sono
lasciato alle spalle le piú belle escursioni che ho
mai effettuato e chissá la prossima estate cosa mi
aspetta... é ció che penso, rientrando in riviera
dopo 5 o 6 mesi di fuga dal caos. É il mio pensiero
costante dopo cinque anni di peregrinare per i sentieri valdostani,
puntualmente smentito nella stagione successiva. Forse l'escursionismo
é proprio questo: nuovi splendidi luoghi e d incontri
sostituiscono i ricordi della passate stagioni ed anche la
Valpelline, oggi al top delle mie graduatorie, sará
forse soppiantata da... chissá..." .
No Luca, la Valpelline non sará soppiantata da nessuna
delle valli che devi ancora percorrere, infatti non troverai
in altra valle la selvaggia bellezza dell'Alta Valpelline,
al rifugio Aosta o al Colle di Crete Seche, o la incredibile
fioritura del Col di Champillon, o la serenitá del
Ru de By...
Appuntamento nel 2005 all'inaugurazione del Rifugio Letey
a Champillon, é una promessa!
© Filippo
Zolezzi
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