alpinia - cose di montagna

NARRATIVA

Ciò che non si può dire

Il racconto del Cermis

Autore: Pino Loperfido

Euro 7,75

Formato:14 x 21 cm

Pagine: 112

Editore: Curcu & Genovese, Trento

<< RECENSIONI NARRATIVA

<<RECENSIONI DEL MESE

<< TUTTI GLI IMPERDIBILI

 

Cio' che non si puo' dire

Il racconto del Cermis

Pino Loperfido

Curcu & Genovese Edizioni, Trento

cermis
La copertina

" 'Sti venti disgraziati erano lì nella cabina, tranquilli, sorridenti.
Hanno sentito un rumore, un rombo selvaggio
Qualcuno deve anche avere alzato gli occhi verso l'alto, forse ha appena fatto in tempo a intravvedere la sagoma del predatore.
Poi una botta tremenda, tutti che sbattono a destra e a sinistra, urlano si agitano disperati. E, infine, l'ultimo pezzo di corsa: la caduta.."
.

Ecco alcune frasi tremende tratte da Ciò che non si può dire, il racconto del Cermis, un avvenimento del 1998 che ha suscitato tanti sentimenti: dolore per le venti vittime innocenti, rabbia per gli insabbiamenti e i tentativi di depistaggio, sgomento per la mancata punizione dei colpevoli.

Vajont, Ustica, Cermis sono alcuni nomi tristemente famosi per avvenimenti dolosi che sono rimasti senza colpevoli, senza motivazioni, ma con la certezza del dolore e del lutto che ha colpito tante famiglie; chi scrive libri su argomenti così delicati, che appartengono al cosiddetto segreto di stato deve affrontare difficoltà di ogni genere, minacce aperte o indotte, emarginazioni e lo stesso coraggio viene richiesto a chi ne pubblica i contenuti.

Lo stile è quello del monologo teatrale: il manovratore della cabina che saliva, salvatosi miracolosamente, narra la storia di questo impianto sfortunato e tragico, a partire dal 9 Marzo 1976, nel quale fu testimone del primo disastro del Cermis: la funivia cadde per un guasto tecnico e fu un'altra tragedia...

In modo semplice e terribile si snodano i fatti: i ricordi del primo avvenimento, i presentimenti di quel giorno, l'incidente, il dolore, le menzogne, gli insabbiamenti e infine il turpe scambio tra i governi americano e italiano, a fronte di un maxi risarcimento e soprattutto del rimpatrio di una terrorista condannata per concorso in assassinio e detenuta in USA, i piloti furono assolti da quella che fu forse la conseguenza della scommessa di alcune bottiglie di birra... venti vite umane per una bevuta...

A volte troviamo libri che si leggono tutti d'un fiato, che affascinano, questo non è di quelli: è ruvido come la carta vetrata, ferisce, fa provare fastidio e dolore, anche per questo l'autore Pino Loperfido deve essere apprezzato e ammirato, perchè ha saputo descrivere senza veli nè ipocrisie una tragedia dell'ipocrisia...

© Filippo Zolezzi