| John Gill - il signore
del boulder
Pat Ament
Edizioni
Versante Sud
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| La copertina |
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Questo nuovo volume della collana
I Rampicanti ci presenta un personaggio straordinario:
John Gill, uno che sembra avere sconvolto le leggi della fisica
e della gravitá nell'arrampicata.
Gill ha cambiato il modo
di intendere l'arrampicata attraverso il movimento plastico
e dinamico, utilizzando tecniche di appiglio ritenute impossibili:
famosissima la sua trazione "monodito" che non ha bisogno
di spiegazione...
Egli é stato il promotore di
un nuovo modo di arrampicare, infatti ha saputo procedere
controcorrente, non curandosi degli scarsi riconoscimenti
ottenuti dal mondo ufficiale.
Comprese e propose, in
forte anticipo con i tempi, una scalata in cui una sistematica
ricerca del gesto e un allenamento costante ne erano una parte
essenziale.
Sconvolge un poco, peró
che il campo di maggior applicazione di Gill sia stato il
boulder, la scalata dei massi, dove a volte tutta la salita
si sviluppa in poche mosse, ma sempre impegnative e quasi
impossibili.
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| Gill a Fort Collins 1998
a 58 anni! |
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"Ho trovato bellissimo quell'atteggiamento
di Gill che non sentiva il bisogno di ripetere a tuti i costi
i passaggi di altri.
Una grande liberazione, la salita deve avere valore per te
non per gli altri.
Un'altra idea che recepisco dal libro é che il tuo
modo di salire ha un valore, ma quel valore é tuo e
non é né maggiore né inferiore a quello
di un altro...
Accanirsi nel misurare il valore della propria prestazione
limita il valore stesso, che é solo tuo e che magari
puó, tracciare una strada, come é il caso di
Gill." (Dalla prefazione di Simone Pedeferri)
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| Primi anni '60:
Gill ai Boulder di Hagernmeister |
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Con le sue doti straordinarie Gill
ha cambiato il modo di fare arrampicata, anche se solo su
grandi massi...
L'autore Pat Ament
riesce a darne un ritratto stupendo, dopo aver scritto la
biografia di Royal Robbins, un altro geniale e grande innovatore...,
e a tributargli il giusto onore, dopo esserne stato amico
e compagno di scorribande.
Non ci troviamo innanzi a un grande
romanzo, ma ad una importante testimonianza che, analizzando
in profondità negli anni '50, scopre le idee che sono
alla base delle tendenze piš attuali del free-climbing.
Anche questo titolo riafferma l'interesse
di questa nuova e bella collana a cui collabora Fabio
Palma, brillante traduttore del libro Uomini
e pareti
© Filippo
Zolezzi |