| Un posto in Cielo
I diari di
un eroe inconsapevole
Anatolij Bukreev
CDA
& Vivalda Editori
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| La copertina |
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Anatolij Bukreev, chi era costui?
Questa domanda di manzoniana memoria si potrebbe porre se
non ci fosse stata la querelle tra il fortissimo e allora
quasi sconosciuto alpinista kazako e lo scrittore americano
Jon Krakauer.
La polemica scoccata tra i due libri:
Aria
sottile di Krakauer e la successiva risposta di Bukreev
con W. De Walt in Everest
1996 ha fatto conoscere Tolij, uno dei piť forti scalatori
himalayani di tutti i tempi!
Un posto in cielo
é la rielaborazione dei diari di Bukreev da parte della
sua compagna Linda Wylie nei quali emerge
la personalitá timida e schiva di un uomo rigido con
se stesso prima che con gli altri.
Il libro inizia con l'infanzia di
Anatolij, a Korkino paese di minatori, che si trasferí
in seguito ad Alma Ata e l'inserimento nella squadra sportiva
degli atleti della montagna.
Bukreev divenne progressivamente
fortissimo e scoprí dentro di lui la necessitá
di imprese sempre piú impegnative e difficili; erano
gli ultimi anni del regime sovietico, un periodo nel quale
le imprese sportive servivano per dare lustro al regime sovietico.
Le spedizioni erano finanziate dai club sportivi sovietici.
Erano gli anni della glasnost e nel
1989 ricevette da Michail Gorbacev il titolo di "Onorevole
Maestro di Sport dell'URSS, Classe Internazionale" l'onoreficenza
riservata alle medaglie d'oro olimpiche.
La caduta del comunismo distrusse ogni sicurezza e e aspettativa
in Bukreev che da russo si ritrovó kazako, in una nazione
tanto povera da non poter nemmeno immaginare di finanziare
spedizioni in himalaya.
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| Anatolij sul Manaslu |
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Per poter continuare
ad arrampicare ad oltre 8.000 fu costretto a scendere al compromesso
di fare da guida, o per lo meno da accompagnatore, a piccoli
gruppi di clienti in spedizioni commerciali.
La conoscenza di alcuni
americani particolarmente aperti e generosi gli permise di
poter continuare nella sua attivitá preferita: scalare
montagne in imprese sempre piú impegnative e difficili.
Il libro ci fa conoscere
un alpinista sempre in lotta con la mancanza di denaro e animato
dal fuoco dell'alpinismo, che si é dibattuto tra difficoltá
per noi nemmeno immaginabili e la forzata indifferenza della
sua gente.
Le imprese vengono da lui descritte
con commovente umiltá: egli non scende mai all'autocelebrazione,
ma con semplicitá ci racconta come é riuscito
in ogni impresa, anche la piú difficile (quanta differenza
con qualche altro alpinista scrittore...).
Bukreev ci fa conoscere
il suo mondo in modo fruibile e senza inutili fronzoli; il
suo é uno stile che carpisce immediatamente il lettore,
inchiodandolo alla poltrona, fino al termine della lettura
del volume.
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La tipica
espressione timida e bonaria di Bukreev |
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Senza sponsors, dibattendosi
tra innumerevoli difficoltá, inimmaginabili da noi in
occidente, a volte saltando anche il pasto, Anatolij ha ottenuto
una serie di conquiste impressionanti, ottenendo anche record
di velocitá ritenuti impossibili e senza ossigeno...
Mentre Everest 1996 raccontava
la sua versione delle tragiche vicende di quella stagione
di sciagura sull'Everest, nella quale egli, guida in quell'occasione,
fu accusato di egoismo e di incuria nei confronti di alcuni
membri di un'altra spedizione, senza ricordare la sua opera
sovrumana (due giorni a oltre 8000...) nell'opera riuscita
di salvare le vite degli alpinisti affidati alla sua cura,
in questo libro appare il vero volto di Bukreev, quello di
un uomo taciturno ma generosissimo e di un talento alpinistico
difficilmente imitabile...
Una crudele valanga lo
ha rapito il 25 Dicembre del 1997, alle pendici dell'Annapurna;
concludiamo con un suo pensiero:
Le grandi montagne sono un mondo completamente a parte:
neve, ghiaccio, roccia, cielo, aria sottile. Queste cose non
puoi conquistarle, puoi solo elevarti alla loro altezza per
poco tempo e in cambio esse ti chiedono molto.La tua lotta
non é contro un nemico o un concorrente, come nello
sport, ma con te stesso, con la tua debolezza e la tua inadeguatezza.
Questa é la lotta che mi attrae ed é, per questo
che sono diventato un alpinista.
Ogni montagna é diversa dalle altre, ognuna é
una vita differente che hai vissuto. Arrivi in cima dopo aver
rinunciato a tutto quello che credevi necessario alla sopravvivenza
ti trovi solo con la tua anima. In quel vuoto puoi riesaminare,
in un'ottica diversa, te stesso e tutti i rapporti e gli oggetti
che fanno parte del mondo normale (Anatolij Bukreev).
© Filippo
Zolezzi
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