| Strade d'Oriente
in bicicletta da Venezia a Pechino
Aldo Maroso, Alberto Fiorin
Ediciclo Editore
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| La copertina |
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L'imperdibile di
questo mese esce un pochino dai canoni dei nostri libri abituali:
infatti non é dedicato a uno specifico argomento di
montagna, ma a un grande raid in bicicletta, un'impresa epica,
sulle orme di Marco Polo, anche se nel tracciato percorso
di valichi e di montagne ne troviamo parecchie, quindi non
siamo fuori confine completamente...
Tra i primi libri recensiti su questa
rubrica vi é La strada
per Istanbul, l'avvincente racconto dell'avventura di
tre coraggiosi ciclisti che sul loro mezzo preferito sono
andati da Treviso a Istanbul, attraversando tutta la zona
slava fino ad arrivare sul Mar Nero: una bella avventura!
A circa un anno di distanza, la Ediciclo
ci propone il secondo libro di questa nuova collana, dedicata
a grandi avventure e raid in bicicletta e lo fa con un'avventura
ancor piú entusiasmante: la traversata da Venezia a
Pechino, sulla strada di Marco Polo...
L'idea di un viaggio
sulla strada percorsa da Marco Polo attraverso la Via della
Seta per raggiungere la Cina nasce da Aldo Maroso qualche
anno fa, una telefonata all'altro autore Alberto Fiorin, nemmeno
un attimo di esitazione... "Alberto, sono Aldo, si va
a Pechino..." "Aldo ci sto!"...
Naturalmente tra la decisione
iniziale e la partenza effettiva sono trascorsi alcuni anni
e sforzi immensi prima per trovare i partecipanti adatti,
poi lo studio del percorso, il piú filologico possibile
rispetto a Marco Polo, con il miglior tracciato possibile,
infine l'organizzazione del supporto logistico sui territori
attraversati.
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Azerbaijan, tempesta di sabbia
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Nonostante la glasnost
e la caduta del Muro di Berlino, i nostri si sono subito accorti
che proprio i documenti e passaggi di frontiera dei materiali
di supporto avrebbero rappresentato le difficoltá maggiori,
molto piú dello sforzo fisico necessario a pedalare
per oltre tre mesi...
Strade d' Oriente
ci descrive una bellissima avventura, di quelle che ancora
oggi in epoca ipertecnologica l' uomo sente ancora il bisogno,
ma non é solo questo: é la descrizione di regioni
lontane, di popoli ancora poco conosciuti, l'incontro con
un'umanitá che vuole conoscere e affratellarsi.
Questo progetto affascinante ha visto
10 uomini come protagonisti, anche se la sorte ha voluto che
uno degli organizzatori e coautore, Alberto Fiorin, dovesse
abbandonare a causa di una rovinosa caduta e conseguenti fratture
gravi, a solo 25 chilometri dalla partenza...
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| Pechino, Piazza Tienanmen,
l'avventura é al termine... |
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Le nazioni attraversate o interessate
da questo viaggio sono state: Italia, Slovenia, Croazia, Serbia
e Montenegro, Bulgaria, Turchia, Georgia, Azerbaijan, Turkmenistan,
Uzbekistan, Kazakhstan, e Cina.
Alcune tra le localitá maggiormente significative visitate:
Lubiana, Zagabria, Belgrado, Sofia, Adrianopoli, Istanbul,
Trebisonda, Tbilisi, Baku, Asgabat, Samarcanda, Bukara, Almaty,
Urumqi, Turpan, Lanzhou, Xi'an.
La bicicletta é stata scelta
perché un mezzo "lento" che consente di stabilire un
rapporto e un contatto intenso con con i paesi e le popolazioni
attraversate, simile ai cavalli e ai cammelli un tempo usati.
"Un mezzo, la bicicletta,
che stabilisce un rapporto diverso tra spazio e tempo e che
pone in primissimo piano l'individuo, esaltandone le doti
e le capacitá. Quindi il nostro mezzo ideale di trasporto
e di conoscenza."
Dal primo capitolo del libro...
In conclusione, riassumendo: dieci
uomini, dodicimila chilometri, un'avventura in bicicletta
lunga tre mesi sulle orme di Marco Polo; un emozionante viaggio
sotto il sole del deserto e la pioggia dei monsoni, tra nomadi
e cammelli, villaggi sperduti e grandi cittá, per portare
un messaggio di pace da Venezia al cuore profondo dell'Asia.
Marco Polo 2001 non é
stata solo una bella avventura o una grande pedalata, i protagonisti
volevano che fosse un segno, anche piccolo, di pace e allora
hanno creato l'Associazione Ponti di Pace, che ha reclamizzato
nel viaggio il Progetto 1%, ideato e promossa dalla Fondazione
Etica ed Economia di Bassano del Grappa, che prevede la destinazione
dell'1% dei ricavi dei consumi per la realizzazione di specifici
progetti nel terzo mondo; vogliamo ricordare che gli autori
hanno deciso di destinare i proventi derivanti dalla vendita
di questo bel libro ai bambini dell'orfanotrofio di Surami,
in Georgia, conosciuti nel corso del viaggio.
© Filippo
Zolezzi
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