alpinia - cose di montagna

NARRATIVA

Wanda Rutkiewicz

La signora degli Ottomila

Collana: Le Tracce

Autore: Gertrude Reinish

Euro 15,63

Formato: 15 x 21cm

Pagine: 174

Editore: CDA & Vivalda, Torino

<< RECENSIONI NARRATIVA

<<RECENSIONI DEL MESE

<< TUTTI GLI IMPERDIBILI

 

wanda Rutkiewicz

La signora degli Ottomila

Gertrude Reinish

CDA & Vivalda Editori

rutkiewicz
La copertina

Mirella Tenderini dirige per l'editrice CDA & Vivalda due splendide collane: Tascabili, e Le tracce, della quale fa parte Wanda Rutkiewicz; sono tutti libri assai significativi e appassionanti, racconti che bloccano sulla poltrona fino all'ultima parola. Ogni volume di queste collane porta una sua introduzione, poche pagine, ma ricche di senso e molto esplicative.

Wanda Rutkiewicz, dal nome quasi impronunciabile per un non polacco, è considerata come la più grande himalaysta di tutti i tempi e una delle alpiniste donne tra le più impegnate a confrontarsi alla pari con i colleghi uomini sulle montagne più alte e impegnative del mondo.
Il libro ne descrive la storia: dalle prime esperienze sulle palestre di roccia vicino al suo paese, passando poi per le prime scalate sulle Alpi, le Nord dell'Eiger e del Cervino fino arrivare alla vera e propria epopea himalayana: Gasherbrum, Everest, K2, Nanga Parbat, Annapurna e via via tutti gli ottomila, molti dei quali sono stati da lei conquistati otto o forse nove e infine Kangchenjunga, l'ultima sfida, quella che ha portato via Wanda, scrivendola nel triste elenco delle vittime della corsa al mito degli ottomila dell'Himalaya e del Karakorum.

Questo libro è opera di Gertrude Reinish , viennese, che ha soggiornato per vari anni nelle regioni himalayane, scalando varie cime oltre i 6000 metri e che ha accompagnato Wanda in varie spedizioni, senza però riuscire mai a raggiungere l'agognata meta di un 8000.
Wanda Rutkievicz

Wanda Rutkiewiecz, a sinistra, con
Ewa Pankiewicz

L'autrice dà una descrizione molto umana della scalatrice polacca , esaltandone le doti tecniche e soprattutto la volontà estrema di riuscire in imprese all'apparenza impossibili per una donna, ma descrivendono anche le mancanze, le scontrosità, il carattere a volte difficile.
Nel testo vi sono moltissimi brani scritti in prima persona dalla Rutkiewitz stessa, che servono a darne un ritratto ancora più fedele e sincero, creando l'impressione che il libro sia una grande e stupenda intervista, un dialogo fuori dalle barriere di spazio e tempo e donandone un'immagine carica di dinamismo e di realismo.

La signora degli Ottomila viene così descritta in tutti i suoi aspetti e l'immagine che ne risulta è quella di una donna dal carattere fortissimo, animata da una volontà inarrestabile, ma anche debole sul piano dei rapporti privati interpersonali e incapace ad arrendersi dinanzi a una difficoltà di qualsiasi genere, essa appare come una delle più importanti rappresentanti di quell'epopea alpinistica rappresentata dalla scuola polacca, eroica e spesso povera, ma dal valore tecnico immenso.

 

© Filippo Zolezzi