| in cima al Monte Bianco
John Auldjo
Aliberti Editore
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| La copertina |
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Ci sono editori coraggiosi e appassionati
che ricercano testi storici, persi magari in qualche scaffale
abbandonato e con atto di fede e di ardimento li ripropongono
al pubblico degli appassionati della montagna.
E' il caso di Aliberti
di Reggio Emilia, che propone oggi la traduzione, mai edita
in Italia, di questo bellissimo racconto di inizio '800, in
piena epoca conquista eroica delle Alpi.
In cima al Monte
Bianco é, stato scritto da John Auldjo,
un canadese-scozzese di lontane origini italiane; questo giovanotto
di 25 anni salí sulla vetta del Monte Bianco, partendo
da Chamonix, tra l'8 e il 9 Agosto 1827, all'etá di
25 anni.
Come altri protagonisti di imprese
simili in periodi analoghi, Auldjo ha scritto la cronaca e
le impressioni della sua scalata, in un diario che vide tre
edizioni in pochi anni e che esercitó, come scrive
Monroe Thorington "un importante influsso nella transizione
dell'alpinismo da occupazione scientifica sospetta a divertimento
riconosciuto".
Il libro é stato illustrato
dalle vedute del famosissimo James Duffield Harring, su appunti
dell'autore stesso.
Questo diario ci descrive
una salita avventurosa e a tratti ancora pionieristica, ma
ricca di buoni sentimenti e di grandi entusiasmi; salire in
vetta al Monte Bianco era ancora un'impresa degna di diploma
municipale del sindaco di Chamonix.
I preparativi, prima,
le fasi della salita e della discesa poi, sono descritte con
dovizia di particolari e con la tipica genuinitá degli
alpinisti anglosassoni dell'epoca e il lettore non puó
che appassionarsi alle vicende, mostrando anche grande ammirazione
per imprese compiute con attrezzature che oggi non verrebbero
usate nemmeno per fare l'uomo di neve in giardino...
Un grande merito va anche
dato a Luciano Serra, storico dell'alpinismo, in
particolare di quello britannico, che ha ritrovato questo
bel libricino, lo ha tradotto e ce lo ha offerto per il nostro
piacere della lettura!
© Filippo
Zolezzi
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