alpinia - cose di montagna

NARRATIVA

Il suicidio del capriolo

Collana: Chaos

Autore: Giancarlo Ferron

Euro 12,00

Formato: 12 x 21cm

Pagine: 166

Editore: Biblioteca dell'Immagine, Pordenone

<< RECENSIONI NARRATIVA

<<RECENSIONI DEL MESE

<< TUTTI GLI IMPERDIBILI

 

Il Suicidio del capriolo

Giancarlo Ferron

Edizioni Biblioteca dell'Immagine

suicidio del capriolo
La copertina

 

Il libro che coglie la qualifica di Imperdibile del mese é sempre un libro speciale, che pensiamo meriti sempre di essere letto e magari riletto, meditato, amato, conservato tra le cose degne di amore e di rispetto...

Questo Il suicidio del capriolo entra a pieno titolo in questo ristretto elenco di libri che non possono mancare in una bibliografia essenziale dell'amante della montagna e della cultura alpina.

Giá l'immagine di Marcus Parisini in copertina ci aveva colpito favorevolmente, le opere di questo giovane artista ci piacciono molto e ricordiamo il suo libro Il mio caro e vecchio lupo e che qui introduce, con un tenero capriolo, lo stupore di questo libro.

L'autore Giancarlo Ferron é guardiacaccia nella zona del Monte Pasubio ed ha un'esperienza pluridecennale di natura e di vita degli animali, cosí presenta questa sua terza fatica letteraria: "Posso raccontare che cosa succede dall'altra parte del fucile, perché ho visto gli effetti delle armi sugli animali. Sono un guardiacaccia e difendo l'ambiente applicando la legge degli uomini, pur sapendo che la Natura ha regole diverse, più crude ma più giuste. Il falco sente e vede la preda che muore fra i suoi artigli, invece il bracconiere spara da lontano e non guarda mai negli occhi la morte della sua vittima.
Io sto dalla parte degli animali perché loro non hanno voce, non possono difendersi da soli; forse non sarà una causa così nobile come tante altre ritenute più importanti, ma questo mi da lo stesso una grande serenità interiore e un grande orgoglio."
Ferron

Giancarlo Ferron

L'autore descrive la sua lotta in difesa degli animali, indifesi davanti ai bracconieri e a cacciatori zotici e spietati, i suoi sforzi apparentemente inutili per salvaguardare l'ambiente naturale e la vita selvatica.

Questo libro appare difficile da leggere in certi punti: l'orrore di certe azioni, la loro stupida violenza che rovescia lo stomaco, rendono certe pagine un poco pesanti, ma é la realtá che purtroppo spesso ci circonda e che ci viene spacciata per sport e passione per l'ambiente...

Chi scrive questo commento sa di non essere immune da colpe, avendo praticato la caccia in gioventú e vi puó assicurare che quanto Ferron dice é vero dalla prima all'ultima parola, senza esagerazione alcuna...
Ha provato commozione nel vedere un animale soffrire per i propri tiri scadenti, ha anche mostrato meraviglia nel vedere il selvatico nel suo ambiente e ha preferito, per tanti motivi, mettersi a camminare per i monti armato al massimo di macchina fotografica e di sparare solo diapositive e istantanee...

Ferron ci trasmette un messaggio di amore per l'ambiente che ci circonda e per i suoi abitanti che non chiedono null'altro che di vivere, in modo semplice e pacifico.

In questo libro ci si puó anche commuovere, ma soprattutto ci si puó rendere conto che noi non siamo i padroni assoluti della vita, anche se questa appare essere meno prestigiosa della nostra, meno intelligente, ma ugualmente dignitosa e necessaria e pertanto uccidere gli animali inutilmente, o peggio per divertimento, é anche un uccidere un poco se stessi...

 

© Filippo Zolezzi