| A piedi nudi attraverso la Mauritania
Odette de Puigaudeau
CDA & Vivalda Editori
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| La copertina |
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Mirella Tenderini dirige per l'editrice
CDA & Vivalda due splendide collane: Tascabili
e Le tracce, della quale fa parte Un viaggiatore
in braghe di tela; sono tutti libri assai significativi
e appassionanti, racconti che bloccano sulla poltrona fino
all'ultima parola. Ogni volume di queste collane porta una
sua prefazione, poche pagine, ma ricche di senso e molto esplicative.
Nel 1933, due donne della
migliore borghesia francese decidono di affrontare l'avventura
e, partite su un veliero bretone sbarcano sulle coste mauritane
per perdersi nelle sabbie del deserto.
Senza alcun incarico
ufficiale né sovvenzioni, con pochi soldi e un bagaglio ridotto
all'essenziale, percorrono migliaia di chilometri a dorso
di cammello su piste sconosciute, in un paese poverissimo,
tra mille pericoli, condividendo l'esistenza precaria dei
nomadi e guadagnandosi la loro stima e una perenne amicizia.
A piedi nudi attraverso la
Mauritania è stato per anni, in Francia, un libro
di culto, fonte di ispirazione per intere generazioni di viaggiatori
sahariani, primo fra tutti Théodore Monod che nutriva per
l'autrice un'ammirazione sconfinata.
Caduto inspiegabilmente nell'oblio,
viene ora tradotto per la prima volta in italiano per restituire
al pubblico l'immagine ormai perduta di un deserto non ancora
dissacrato dalle orde dell'avventura di massa, ma visto attraverso
gli occhi dell'autrice come l'ultimo rifugio della bellezza
e della nostra fragile libertà.
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| Odette de Puigaudeau |
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Odette de Puigaudeau nasce
a Saint-Nazaire sull'estuario della Loira il 20 luglio 1894.
Figlia di un pittore della cerchia di Gauguin, prima di venire
travolta dalla passione per l'Africa scrive reportage di mare
per i giornali e lavora come illustratrice scientifica e disegnatrice
di moda.
Al rientro dal viaggio in Mauritania,
nel 1934, i suoi articoli diventano un libro: il primo di
una serie che si alterna a numerose spedizioni nel Sahara
occidentale.
Acclamata dal grande pubblico e stimata dai più insigni studiosi
del suo tempo, entra a far parte dell'Accademia di Francia.
Per tutta la vita si batte in difesa delle popolazioni maure
denunciando gli abusi del potere dei colonizzatori.
Dopo la seconda guerra mondiale si trasferisce definitivamente
in Nord Africa, dove muore, a Rabat, nel 1991.
© Filippo
Zolezzi
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