| Requiem per zia Domenica
Plinio Martini
Armando Dadó Locarno, CH
 |
| La copertina |
|
L'amore adolescente e
frescamente sensuale fra Marco e Giovanna viene frustrato
dalla zia di Marco, Domenica, in nome della sua rigida morale
fondata sulla paura del peccato, della morte e del giudizio
divino.
Turbamenti e paure che riemergono, anni dopo, come fantasmi
nella memoria del protagonista durante i funerali della zia.
Plinio Martini é
l'autore di questo Requiem per zia Domenica,
é anche l'autore ticinese maggiormente conosciuto e
letto e questa sua opera riappare in questa nuova edizione
con l'introduzione e il commento dettagliato di Ilario
Domenighetti, che dà al lettore la possibilità
di cogliere la varietà dei riferimenti storico-ambientali,
religiosi e linguistici dell'opera.
Il romanzo é,
ambientato in luoghi dal nome di fantasia, ma in realtá
a Cavergno, dove la Valle Maggia genera la Valle Bavona, zona
di montagne aspre e selvagge. I personaggi si muovono tra
usanze, tradizioni e pregiudizi di queste montagne, in uno
scenario alpestre di un'atmosfera a cavallo della seconda
guerra mondiale che oramai non esiste piú...
Si incrociano le vicende dei due adolescenti
Marco e Giovanna, che vivono il loro primo amore travolgente,
osteggiato dalla zia Domenica, un'asciutta zitella, ossessionata
dall'idea religiosa e pronta a rintuzzare, ma senza successo,
gli ardori dei due ragazzi.
La morte della zia é il filo
conduttore della vicenda, che si snoda al canto del Dies
irae, canto funebre che accompagnava le esequie dei defunti
prima della riforma del Concilio Vaticano II.
Le note di Domenighetti
illustrano con dovizia di particolari tutta la parte legata
alle tradizioni, alle parole, agli usi che si incontrano nel
libro; Martini descrive nei dettagli la spiritualitá
del popolo e le liturgie ancora in uso, questo libro é
anche un interessante finestra sui riti anteconcilio...
Un bel romanzo, scritto
con uno stile molto personale e piacevole a leggersi. Solo
un consiglio: leggetelo due volte, la prima volta non fermatevi
alle note, sono tanto abbondanti e dettagliate che correreste
il rischio di perdere di vista il filo stesso della vicenda...
© Filippo
Zolezzi
|