| K2 la veritá
Storia di un caso
Walter Bonatti
Baldini Castoldi Dalai Editore
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| La copertina |
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31 Luglio 1954, il tricolore italiano
e la bandiera pakistana sventolano garrule sulla seconda vetta
del mondo: il K2, l'hanno piantate due scalatori italiani
Achille Compagnoni e Lino Lacedelli.
Al ritorno tra i festeggiamenti emergono dissapori, l'hunza
Mahdi accusa gli italiani di aver rischiato di morire e di
essere stato ingannato, piú si leverá la voce
di Walter Bonatti come accusatore e polemista della questione...
Chiedo scusa ai lettori se in questa
recensione useró la prima persona, cosa considerata
scorretta, ma necessaria perché gli argomenti sono
delicati e qui esprimo solo il mio pensiero e giudizio personale
e non é, detto che tali debbano rispecchiare anche quelli
dell'editore e della redazione di Alpinia.
1954-2004 ricorre il
cinquantenario del fatto piú significativo e importante
della storia dell'alpinismo italiano, ma ricorre anche quello
della piú lunga e feroce polemica mai avvenuta per
un'impresa di montagna.
Penso sia inutile riproporre la vicenda,
anche se solo per sommi capi, l'autore del libro Walter
Bonatti in tutto questo periodo l'ha gridata in ogni
sede: tribunali, giornali, televisioni, serate e libri, ognuno
oramai penso sia stato in grado di farsi un giudizio, anche
se per poter giudicare occorrerebbe avere tutti i contendenti
presenti e metterli in un comune dibattito, cosa purtroppo
mai avvenuta, per i rifiuti incrociati e orgogli piú
o meno giustificati o giustificabili.
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| I membri
della spedizione al K2. Bonatti é il terzo
da sinistra in alto, accanto a Desio |
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Bonatti ha stilato vari
volumi al riguardo di questa storia. sicuramente non adamantina
e spiacevole, ha iniziato con Processo al K2 del
1984, poi K2 storia di un caso nel 1984 e ora nel
2004 questo K2 la veritá, quindi ad
ogni celebrazione prima i 30, poi i 40 e ora i 50. un volume
aggiornato con le proprie grida di protesta.
Questo libro merita sicuramente
di essere letto: il racconto di Bonatti della salita al K2
e del drammatico bivacco all'addiaccio penso che siano alcune
tra le pagine piú belle e vibranti della storia dell'alpinismo,
la parte meramente polemica e parecchio ripetitiva, non ha
certamente lo stesso valore letterario, ma puó far
capire molte cose... comunque il mio consiglio sereno e sincero
é di fare uno sforzo e di leggersi anche "l'altro"
libro del K2, quello "ufficiale" di Ardito Desio La
conquista del K2, che trovate recensito qui, questo
stesso mese, cosí, sará possibile ampliare l'argomento
e sentire altre voci e altri pareri.
Ho letto recensioni e
giudizi che mi hanno fatto venire i brividi: non si puó
insultare persone che non sono neppure piú vive solo
per simpatia dell'uno o dell'altro contendente; solo quattro
persone erano a circa 8000 metri quella notte tremenda e solo
loro possono sapere cosa accadde, é chiaro che ognuno
dichiarerà sempre che la ragione e la veritá,
sta dalla sua parte e pertanto io giudizi mi guardo bene dal
darne, inoltre vorrei vedere in piena ipossia come reagirei,
cosa farei o cosa direi: una cosa é ragionare belli
comodi in poltrona, altra cosa a 8000 semi incosciente e semi
incapace (almeno cosí chi c'é stato dice che
ci si venga a trovare...) di intendere e di volere.
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| Vetta del K2, le foto della polemica |
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Il CAI, accusato lungamente da Bonatti
di vigliacco silenzio, ha nominato tre saggi che dopo 50 anni
nella famosa poltrona e magari con un buon drink in mano hanno
lavorato per 11 settimane, scritto 37 fogli dattiloscritti,
nei quali sembra di capire, leggendone dei sunti, che tutti
hanno ragione e nessuno torto, forse qualcuno ha un pochino
il naso lungo, ma lo si puó perdonare viste le circostanze;
lo Scarpone titola: "I tre saggi: tutta la veritá",
speriamo che sia cosí veramente e che d'ora in poi
si possa parlare del K2 degli italiani come di un'impresa
grande ed eroica, come in realtá é stata, perché
tutti i protagonisti hanno dato anche di piú, di quello
che potevano dare.
Mi sento di identificarmi pienamente
nel pensiero di Reinhold Messner, che al Filmfestival é
stato chiamato a dire forse la parola fine di questa vicenda
e lo ha fatto con la saggezza del grande alpinista che ha
per primo ha saputo scalare tutti i 14 8000 del mondo, Messner
ha saputo sintetizzare e riconoscere gli sforzi di ogni protagonista,
compreso di chi forse ingiustizia l'ha subita realmente ma
non ha suonato la grancassa delle polemiche.
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| Walter Bonatti oggi |
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Dopo aver letto svariati
libri su questo argomento, non posso peró non fare
alcune riflessioni, forse un pochino maliziose persino ma...:
i vari contendenti non si sono mai voluti confrontare faccia
a faccia, Bonatti per primo non ha mai accettato un contraddittorio
con Compagnoni e Lacedelli...; il maggior danneggiato di tutta
la vicenda mi sembra il povero hunza Mahdi, che ingannato
di arrivare in vetta al K2, seppur a fin di bene per la spedizione,
da alcuni membri della scalata, Bonatti compreso, infatti
é rimasto seriamente invalidato ed ha subito gravi
amputazioni per i congelamenti agli arti...; non riesco ad
accettare che il Dottor Robert Marshall, colui che "ha
scoperto la veritá" definisca in modo denigratorio
"tutta questa una tipica vicenda italiana",
senza mai aver mai scalato nemmeno una montagnetta qualsiasi
e poi gli italiano cosa hanno di tanto negativo...; infine,
da redattore di una rubrica che parla di libri e che di certo
ne promuove la conoscenza e di conseguenza la vendita, mi
vien da sorridere al pensare quante decine di migliaia di
copie di libri o di riviste non si sarebbero vendute senza
tutta questa amara storia...
© Filippo
Zolezzi
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