alpinia - cose di montagna

NARRATIVA

Ombre sul ghiacciaio

Drammi e miserie in alta quota

Collana: Le Tracce

Autore: Joe Simpson

Euro 16,53

Formato: 15 x 23 cm

Pagine: 208

Editore: CDA & Vivalda. Torino

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Ombre sul ghiacciaio

Drammi e miserie in alta quota

Joe Simpson

CDA & Vivalda Editori

bonatti k2
La copertina

...che cosé l'Everest senza l'occhio che lo vede? E' il cuore degli uomini a renderlo grande o piccolo. (Tenzing Norgay)

Con queste parole inizia il libro di Joe Simpson dedicato ad un fenomeno di questi ultimi anni: la corsa sfrenata e spesso disumana alla conquista degli ottomila, un mito da raggiungere, quasi un distintivo da poter portare al bavero della propria giacca, da vantare nelle serate di gala o con gli amici.
Everest, K2, Annapurna, Makalu e tutti gli altri ottomila sono diventati una meta da raggiungere non solo per i migliori alpinisti del mondo, ma anche per i mediocri purché dotati di un portafoglio ben fornito.

Questa gara sconsiderata ha portato molti problemi: un affollamento insopportabile di tutti i campi base, con conseguente accumulo di detriti di ogni genere, il Colle Sud dell'Everest a oltre 8.000 é uno dei posti piú inquinati del mondo (sic!), un numero sempre piú elevato di spedizioni e di scalatori impegnati nelle vie di salita, con un'apparente banalizzazione delle stesse, ma con un tributo di vite umane insopportabile e una forma inaccettabile e disumana di indifferenza alla sofferenza e alla morte altrui.

L'autore, sopravvissuto a un terribile incidente nel 1985 sulle Ande, essendo rimasto prigioniero di un crepaccio con una gamba fratturata, aveva descritto il modo miracoloso con cui si era salvato nel libro La morte sospesa

Ombre sul ghiacciaio é un atto di accusa a un certo modo moderno di fare alpinismo, basato solo sulla propria capacitá economica o sull'ambizione di riuscire ad arrivare ad ogni costo, anche se questo vuol dire rimanere al caldo nella propria tenda ignorando le richieste di soccorso di un moribondo o scavalcarlo nella corsa alla vetta, preferendo la propria performance sportiva(?) a un gesto di umana pietá.
joe simpson
Joe Simpson

Un nuovo genere di rifiuto deturpa le pendici degli ottomila: i corpi senza vita di alpinisti morti per incidente o per malori e rimasti insepolti, per non perdere il tempo della vetta, chi organizzerebbe una spedizione per il recupero di un corpo senza vita? Meglio un altro tentativo sulla cima... questa é la filosofia di molti himalaysti odierni, che l'autore denuncia senza mezzi termini.

Riprendendo le parole di Tenzing Norgay, primo vincitore dell'Everest, viene da pensare che con l'ottica di oggi l'Everest sia divenuto piccolissimo, ben altro spirito animava lui o i vari Herzog, Mallory, e tutti quelli che vedevano nella corsa alla conquista una grande sfida, ma mai disgiunta dalla solidarietá e dalla volontá di aiutare chi si fosse trovato in difficoltá, ma anche questo fa parte della globalizzazione e della realtá virtuale...anche la sofferenza e la morte.

 

© Filippo Zolezzi