| Mani da strapiombi
Bepi de Francesch: un volto, una storia
Tommaso Magalotti
Nuovi Sentieri
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| La copertina |
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Quando questo libro é
arrivato in redazione ha suscitato non poca meraviglia: un
libro di una volta, di almeno 30 anni fa, sia nel formato
(come un'antologia dei tempi di scuola...), che nei caratteri
tipografici e nella fotografia di copertina...
Bepi de Francesch, fino
a quel momento,per noi era semplicemente "uno dei tanti alpinisti
citati sui libri", pur con note lusinghiere: ottimo specialista
delle Dolomiti con parecchie vie nuove, partecipante alla
spedizione vittoriosa della prima sul Gasherbrum 4 ( senza
averne toccato la cima), e poi basta, forse poco per giustificare
un volume di tali dimensioni, 400 pagine grandi scritte fitte
fitte, proprio poco invitante bisogna confessare..
Ma era il primo libro che ci perveniva
della Editrice Nuovi Sentieri, tanto rinomata, quanto misteriosa
da contattare e allora via col sacrificio della lettura nelle
afose giornate di Agosto e credete che questo volume ha un
peso di carta non indifferente...
Con questa disposizione
d'animo non ideale, le pagine hanno iniziato a scorrere faticosamente,
poi Bepi de Francesch ha iniziato a farsi conoscere e la prosa
dell'autore Tommaso Magalotti unita a brani dei diari
dell'alpinista stesso hanno iniziato a creare un interesse
sempre maggiore, ad avvincere e rendere la lettura appassionante!
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| Lo stile di de Francesch |
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Era un uomo semplice
"il Bepi", venuto da Moena e arruolatosi nella PS, dedicherá
quasi tutta la sua vita alla Scuola Alpina di San Candido,
insegnando ad andare in montagna a generazioni di Guardie
di Polizia, specializzate ad andare in montagna e soprattutto
a soccorrere le persone in difficoltá, sulle stesse;
dai suoi scritti appare uno spirito umile, ma ricco di enormi
valori umani e spirituali: la gioia della contemplazione della
natura, la semplice ma adamantina religiositá, il commovente
amore per Luciana, sua sposa adorata, (le pagine dell'innamoramento
valgono da sole il libro, un uomo apparentemente burbero,
con il cuore di un adolescente e una sensibilitá tanto
rara al giorno d'oggi...).
Catinaccio, Marmolada, Mugoni, Sella,
Odle, Vajolet, Lavaredo, Civetta, Sassolungo, Pale di San
Martino, sono solo alcuni dei nomi ricorrenti nelle ascensioni
di quest'uomo straordinario, innovatore della tecnica di arrampicata,
per il quale la gravitá sembrava essere solo una legge
teorica... , un montanaro "vero", col quale chiunque
vorrebbe essere legato per fare fantastiche scalate.
Infine arriva la parte
dedicata alla prima ascensione sul Gasherbrum 4 una vetta
vicino al K2 che per soli 20 metri non arriva ai fatidici
8000... de Francesch é invitato dal CAI, organizzatore
della spedizione a far parte del team che cercherá
di ripetere il successo del K2 di 4 anni prima, insieme ad
alcuni tra i migliori alpinisti dell'epoca: sotto la guida
di Cassin troviamo Bonatti e Mauri che conquisteranno la vetta,
poi Gobbi, Oberto, Zeni e Maraini.
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| Il gruppo del Gasherbrum 4, de Francesch é il primo accosciato a sinistra |
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Il diario di Bepi della
spedizione del Gasherbrum 4 porta sottolineata ed evidenziata
la scritta Riservatissimo" e lui, finché
e' stato in vita non lo ha mai voluto far leggere ne pubblicare
ad alcuno, poi per amore della veritá e della storia
l'autore del libro, insieme alla figlia hanno ritenuto giusto
sia per la memoria di Bepi che per dovere storico farlo conoscere.
e noi dobbiamo esserne loro grati...
Questo capitolo del libro
é semplicemente esplosivo, non solo per la spedizione
del Gasherbrum, ma soprattutto per comprendere e forse finalmente
capire i rapporti interpersonali che possono esserci stati
sul K2 nel 1954 tra Desio, Bonatti, Cassin e compagni: nella
sua onesta semplicitá de Francesch forse ci da le chiavi
necessarie per aprire una porta che é sempre ostinatamente
rimasta chiusa.
Leggete bene queste pagine
e poi fatevi pure una precisa opinione personale: esse mettono
in evidenza le caratteristiche "umane" di Bonatti e del suo
modo di comportarsi in spedizione, quale nobile altruismo...,
qui meno vittima che sul K2... cosí come si puó
intuire che forse Desio aveva veramente ragione quando escluse
Cassin per motivi di salute, infatti in questa spedizione
il forte alpinista, che era capo-spedizione, nonostante la
montagna fosse ben meno elevata del K2 ebbe forti problemi
di salute e dovette rinunciare ad arrivare in vetta e la sua
autoritá fu messa spesso e violentemente in discussione
da alcuni membri della spedizione (Bonatti, Gobbi e Mauri)
e quanta insubordinazione e mancanza di rispetto verso il
capo, leggiamo alcune righe tratte dal diario... (de Francesch
parla ovviamente in prima persona...) Giunti al campo dó
il biglietto a Gobbi e tutti e tre (Bonatti, Gobbi e Mauri,
ndr) dicono che non scendono per risalire il giorno dopo con
un carico e che anzi, all'indomani contavano di fare riposo.
Che cosa si doveva dire di Cassin e ed io che da tre giorni
si saliva e si scendeva con carichi enormi? ...Walter (Bonatti)
mi dice che se fosse tornato al campo 1 non sarebbe piú
risalito e, sceso al Campo Base, sarebbe tornato in Italia!
Mi dice che Cassin deve imparare a fare il capo-spedizione
e se non si sente in grado di farlo certe responsabilitá
non se le prenda. Dice pure che lui il portatore non lo fa...
e allora chi deve fare il mulo per lui?
E' un capitolo straordinario che fa
anche capire che se Desio ebbe atteggiamenti militareschi
e a volte forse anche apparentemente eccessivi nella disciplina,
aveva le sue ragioni per tenere a bada tante prime donne...,
certo che qui ben diverso appare l'atteggiamento di chi da
mezzo secolo si lamenta di essere stato vittima di atroce
e bieca ingiustizia.
Vi consigliamo solo di leggervi questo libro e questo lungo
capitolo, forse a qualcuno verranno le orecchie rosse, e non
solo quelle...
L'autore con questo libro non ha solo
dipinto un bellissimo ritratto di questo immenso alpinista,
ma ha anche tracciato una storia della conquista delle Dolomiti,
fatta con note precise e puntuali.
Infine un cenno anche
all'Editore di Nuovi Sentieri. Bepi Pellegrinon,
alpinista e scrittore che conserva la memoria storica delle
Dolomiti e che nei suoi libri ci tramanda pagine vibranti
di avvenimenti e personaggi straordinari, non dimentichiamo
che i due Bepi ( de Francesch e Pellegrinon) arrampicarono
insieme e insieme aprirono anche la omonima via dei due
Bepi., l'ultima "prima" di De Francesch.
© Filippo
Zolezzi
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