| La montagna presa in giro
Giuseppe Mazzotti
Nuovi Sentieri Editore
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| La copertina |
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Nuova recensione di un libro della
Nuovi Sentieri Editrice e ricaduta nel solito
trabocchetto delle con lodi sperticate al animatore Bepi
Pellegrinon, ogni pubblicazione presenta caratteristiche
di grande interesse e un enorme valore storico e filologico
per la storia dell'alpinismo e questa che ci apprestiamo a
descrivere non é sicuramente da meno delle altre, anzi...
Chi conosce la storia
dell'alpinismo italiano e in particolare della letteratura
ad esso collegata, conosce bene anche il nome di Giuseppe
Mazzotti, personalitá, tra le piú significative
della cultura contemporanea veneta e di montagna in particolare,
a lui viene dedicato il piú importante concorso premio
letterario di questa regione e uno dei maggiori di alpinismo
in Italia.
Nel 1931 Mazzotti, appena ventiquattrenne
scrisse questo simpaticissimo La montagna presa in
giro, che divenne immediatamente una sorta di galateo
dell'ambiente alpini e nel giro di soli 14 anni ne uscirono
quattro edizioni.
Ora Pellegrinon ce lo ripropone, praticamente in copia anastatica,
con gli stessi disegni di allora di Sante Cancian, incomparabile
interprete del Mazzotti-pensiero.
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Arrampicata: il tassametro dell'emozione
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Nella prima parte subito sposata da
tutti gli appassionati, appunto denominata il galateo del'amante
della montagna, l'autore denuncia profeticamente la mercificazione
dei luoghi alpini, la nascita dei mostri turistici, lo smembramento
della natura per l'accoglienza delle orde vacanziere.
vista nell'ottica del 1931, questa vera profezia appare tristemente
ben radicata...
La seconda parte, dedicata all'alpinismo
acrobatico, fu meno apprezzata, infatti criticava apertamente
le nuove tecniche di arrampicata artificiale, ed era solo
il 1931, eppure giá l'autore metteva alla berlina le
"cantine artificiali di arrampicata" ci fosse oggi chissá...
Certo che le competizioni, i concatenamenti, i record di salita,
le scale di difficoltá elevate al quadrato avrebbero
trovato albergo in questo simpatico libro!
E' un libro che si legge con piacere,
che denuncia le assurditá a venire dell'ambiente di
montagna, accompagnato e dalle immagini spassose di Sante
Cancian, caricature degne dei migliori autori contemporanei.
© Filippo
Zolezzi
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