alpinia - cose di montagna

NARRATIVA

Arrampicarsi all'inferno

Tragedia sull'Eiger

Collana: I Licheni

Autore: Jack Olsen

Euro 14,00

Formato: 12.5 x 20 cm

Pagine: 248

Editore: CDA & Vivalda

<< RECENSIONI NARRATIVA

<<RECENSIONI DEL MESE

<< TUTTI GLI IMPERDIBILI

<<GLI INTROVABILI

 

Arrampicarsi all'inferno

Tragedia sull'Eiger

Jack Olsen

CDA & Vivalda Editori

olsen
La copertina

Arrampicarsi all'inferno di Jack Olsen, pubblicato nel 1962 narra la commovente tragedia che nel 1957 vide la scomparsa di tre alpinisti, un italiano e due tedeschi, ma soprattutto una lotta contro la morte per salvare il quarto sopravvissuto, una vera e propria gara di solidarietà che vide alcuni tra i più forti alpinisti del mondo rischiare la propria vita per cercare i dispersi e salvare loro la vita, un'etica ben diversa da quella che ha portato la corsa verso gli 8000, dove si legge di alpinisti abbandonati al loro destino dai compagni, o trovati ancora vivi da altre cordate e scartati in un'assurda ricerca della vetta, o in un si salvi chi può, ben diverso dallo spirito di solidarietà che ha sempre animato l'alpinismo (Joe Simpson, Ombre sul Ghiacciaio, CDA-Vivalda), ripubblicato in italiano nella collana Tascabili dell'allora CDA nel 2000 per la sensibilitá e acutezza di Mirella Tenderini, direttrice della collana, ora viene ristampato ne I Licheni, la collana dei super classici della narrativa di montagna.

La Nord dell'Eiger ha sempre fatto rabbrividire i migliori scalatori di tutti i tempi e ancora nella metà degli anni '50 costituiva uno dei problemi irrisolti per alpinisti di molte nazioni tra le quali anche l'Italia.
Traversata Hinterstoisser, Ragno, Bivacco della morte, Ferro da stiro, sono alcuni dei nomi che significano veloci ritirate e purtroppo anche vittime, che su questa parete terribile sono state numerosissime, ma capaci di scatenare un desiderio di conquista spesso pericoloso e fuorviante.
Così nell'estate del 1957 due alpinisti Lecchesi, Claudio Corti compagno di Riccardo Cassin in alcune salite, di buona esperienza, ma considerato "un poco pazzo" e Stefano Longhi, esperto di Grigna conosciuto pochi mesi prima, si trovarono alla base della Nord dell'Eiger per cercare di diventare i primi salitori italiani della parete.
olsen
Alfred Hellepart risale il ghiacciaio salvando Claudio Corti

Partirono quasi di nascosto e presto furono raggiunti da due tedeschi ritenuti molto abili, ma presto le forze cominciarono a venire meno e iniziò il dramma.
Sul piazzale di Kleine Scheidegge esperti e semplici curiosi seguivano le lente evoluzioni di quella cordata così male assortita: l'alto italiano, seguito dal grosso omino e dai due tedeschi e ben presto gli esperti compresero che un'altra tragedia stava consumandosi in diretta sulla Nord. Vedendo le difficoltà e l'impossibilità di venirne fuori, furono presto organizzate delle squadre di soccorso, che purtroppo riuscirono a salvare il solo Corti, Longhi rimase appeso alle proprie corde fino all'estate del 1959 e costituì un simbolo ben poco bello per la valle di Grindenwald e di Wengen, fino a che fu recuperato ancora perfettamente conservato con un'impresa incredibile per spiegamento di uomini e mezzi.
Corti fu accusato per anni di avere causato questo disastro e che per la sua imperizia tre uomini erano deceduti, ma con un vero colpo di scena, nel 1962 furono ritrovati anche i corpi dei due tedeschi e la loro posizione sulla montagna confermò ogni parola del povero alpinista crocifisso moralmente e accusato ingiustamente.

Ancora una volta dobbiamo essere grati alla CDA-Vivalda per avere ripubblicato nuovamente un libro tanto avvincente, quanto commovente, Arrampicarsi all'inferno é un classico della narrativa della montagna, con uno stile che ricorda i gialli, ma che purtroppo riporta una storia vera, nella quale emergono tragedie, paure, meschinità, ma anche solidarietà ed eroismi purtroppo a volte dimenticati.

 

© Filippo Zolezzi