alpinia - cose di montagna

RIVISTE E ANNUARI

L'ALPE

Letteratura e montagna

Rivista semestrale numero 11

Direttore Responsabile: Enrico Camanni

Euro 10,10

Formato: 23 x 30cm

Pagine: 140

Editore: Priuli & Verlucca, Pavone Canavese, TO

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L'ALPE 11

Letteratura e montagna

Direttore Responsabile Enrico Camanni

Priuli & Verlucca, Editori

l'alpe 9
La copertina, Fortunato Depero

L'undicesimo appuntamento con la bellissima rivista semestrale L'Alpe ci porta al contatto tra letteratura e montagna, l'argomento appare subito molto interessante e viene condotto dagli autori in modo originale e a volte persino provocatorio.

Cosí come sono stati scritti fiumi di inchiostro sulle montagne degli alpinisti, si sono versati inchiostri e lacrime sulla cosiddetta «letteratura della montagna», lamentando la scarsa fortuna del genere e, soprattutto, la scarsa considerazione del mondo esterno verso la montagna stessa.

Se oggi, dopo almeno duecento anni di letteratura di alpinismo e altrettanti di rielaborazioni letterarie, nessuna «letteratura di montagna» sembra affacciarsi ancora all'orizzonte e nessuno «scrittore alpino» affolla gli scaffali delle librerie vorrà dire che forse il problema non sta nel «mondo di fuori» ma nel «mondo di dentro». Vale a dire il mondo degli specialisti e degli appassionati di montagna, che continuano a considerare l'oggetto del loro interesse come cosa a sé stante, curiosamente sciolta da ogni vincolo e da ogni regola pensando che la montagna dovrebbe generare letteratura, e buona per di più, per il semplice fatto che è buona e bella essa stessa.
corinna bille

Per affrontare la questione in modo nuovo ci si è chiesti innanzi tutto se esista davvero una «letteratura della montagna» e siamo giunti alla conclusione che no, non può esistere, esattamente come non esiste una letteratura di città. Esiste invece, ed è l'oggetto degli articoli di questo numero, una «montagna in letteratura» affrontata da infiniti punti di vista, con esiti e destini molto differenti.

La complessità dell'argomento e l'innumerevole possibilità di risposte offerte dalla letteratura, offre lo spunto per una riflessione che dall'«oggetto montagna», finalmente, si sposti sul «soggetto scrittore», così come avviene in qualsiasi campo dell'arte e dell'espressione umana. Allora nascono nuove domande e nuove interpretazioni, come quella suggerita dallo scrittore Hermann Broch: «Chi abita sulle rive del mare non può, fra tutti i suoi pensieri, averne uno solo in cui in qualche modo non entri il mare; e non altrimenti avviene per chi sia andato a vivere sul limitare delle grandi montagne: tutto ciò che stimola i sensi, ogni suono, ogni colore, ogni grido d'uccello e ogni raggio di sole, tutto un eco della grande massa della montagna in riposo, con le sue crepe accese dalla luce, dipinte dai colori...». Questo forse è l'unico vero requisito per chi scrive di altezze: portarsi dentro un pezzo di montagna.

 

© Filippo Zolezzi