| Guida alle processioni
in Valle d'Aosta
Un percorso per comprendere
e vivere la religiosit dei popoli di montagna
Alberto e Bruno Baschiera, Ivana Jocallaz
Musumeci
Editore
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| La copertina |
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Il rito della processione
è un momento di aggregazione delle comunità
che scelgono di ritrovarsi per un percorso comune, denso di
spiritualità e di significati simbolici e storici.
Nella processione vi è anche un aspetto diverso che
sta nel piacere della gita, della giornata o del momento,
a seconda della durata, da vivere assieme ad altre persone;
è un incontrarsi che solleva l'animo e ritempra lo
spirito.
La Valle d'Aosta è
ricchissima di questa pratica di pietà religiosa, forse
più che di santuari tradizionali.
In pratica ogni valle
ha la propria devozione, spesso anche più di una, che
si manifesta appunto con questo ritrovarsi per un cammino
sacro, verso una meta che può essere un santuario,
oppure un monte sovrastante il villaggio, nell'ambito della
valle oppure anche più distante, verso mete lontane.
La processione ha un
grande significato antropologico: modello di aggregazione
della comunità, ribadisce la propria appartenenza a
un territorio, mette in contatto col soprannaturale attraverso
il gesto sacro, ha forte incidenza psicologica con la preghiera
in movimento, ha il senso simbolico di sentirsi in comunione
col mondo e fa prendere coscienza del proprio essere pellegrini
in terra, nella quale si è di passaggio.
Nella religione cristiana
le processioni hanno sempre avuto un posto di rilevante importanza:
esse rappresentano una supplica solenne che si compie in onore
di Dio o dei santi, con una funzione di richiesta, di ringraziamento,
o semplicemente di lode e di amicizia.
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| Saint Rhemy, la processione
di
Fontintes |
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Guida alle processioni
in Valle d'Aosta non si pone l'ambizioso obbiettivo di
essere un catalogo completo e definitivo di questa manifestazione
di religiosità e neppure una ricerca storico-antropologica
totale, ma si propone di stimolare il lettore ad approfondire
le proprie conoscenze e soprattutto a partecipare personalmente
a queste pratiche, che oltre che essere importanti dal punto
di vista religioso, lo sono anche da quello della cultura
e tradizione dei popoli alpini.
Gli autori Alberto e Bruno Baschiera
e Ivana Jocallaz ci presentano 16 processioni, che si
susseguono nell'arco temporale che va Maggio a Settembre,
equamente distribuite nell'intero territorio della Vall.
L'impegno richiesto è
molto variabile e va dalla brevissima salita tra Arnad e il
santuario di Machaby, il 5 Agosto per la Madonna della Neve,
che richiede meno di mezz'ora, alla durissima processione
tra Fontainemore e il santuario di Oropa nel biellese, che
richiede due giorni e si svolge ogni cinque anni(!).
Ne ricordiamo alcune:
San Pietro e Paolo da Allein al Monte Saron, da Pontboset
al santuario di Retempio, sempre per la Madonna della Neve
da Champorcher al santuario del lago Miserin, Saint Barthelemy
al santuario di Cuney, a Fontintes, poi a Valgrisanches al
lago di San Grato uno dei santi tradizionali della Valle d'Aosta,
che vede anche la maggior processione cittadina ad Aosta,
con ostensione delle reliquie del santo e salita all'eremitage
sopra Charvensod, presso Pila, ancora la processione da Excenex
e Gignod alla Punta Chaligne e ricordiamo infine la processione
della Valdigne al santuario di Notre-Dame de la Guèrison,
in Val Veny, di fronte al ghiacciaio della Brenva
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Gressoney Saint-Jean,
la processione
di San Giovanni Battista
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Questo libro, che la
Musumeci Editore ci offre con sapiente delicatezza,
apre una finestra su di un argomento molto ricco della religiosità
valdostana, infatti per tradizione e cultura la popolazione
di questa regione è una delle più dedite a questa
forma popolare: ogni processione viene descritta nella sua
evoluzione e soprattutto nella storia della devozione di appartenenza
Chi ama camminare per i sentieri e
raggiungere la cima delle montagne immediatamente sopra i
paesi, quelle ancora erbose, fuori dal turismo di facciata,
potrà incontrare facilmente piccole chiese, oratori,
cappelle, piloni votivi, croci, costruite nel corso dei secoli
e dedicate in vario modo: a protezione del proprio villaggio,
in ringraziamento per la fine di una pestilenza o di una carestia,
per una grazia ricevuta, magari semplicemente la salvezza
di una mucca, in onore al proprio Santo Patrono.
A conclusione si può dire che
questo libro permette di fare conoscenza con una tradizione
popolare che merita di essere salvata, non solo, ma unendosi
a queste processioni si potranno vivere momenti di emozionante
comunione con le popolazioni locali, a volte un po' schive
specialmente nei confronti dei forestieri; per l'aspetto spirituale
lasciamo alla coscienza di ciascuno...
Filippo
Zolezzi |