| Con la spada e con la
croce
Antiche feste
delle Alpi Cozie
Enrico Bertone
SAGEP
Editore, Genova
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| La copertina |
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Andare per monti non
é difficile, essi possono essere lambiti con la macchina,
accarezzati nell'escursionismo o abbracciati con l'alpinismo,
piú difficile é riuscire ad addentrarsi nella "cultura alpina",
in quel profondo e nascosto bagaglio di tradizioni e conoscenze
che sono sempre piú misconosciute e affievolite nella coscienza
popolare.
Con la spada e con la croce si
prefigge di evitare che un patrimonio antico rischi di sbiadirsi
nella memoria e di scomparire per sempre, il sottotitolo dice
Antiche feste nelle Alpi Cozie, ci trasporta in un
universo di usanze popolari e di costumi, che scopriamo essere,
pur con le peculiaritá particolari, patrimonio comune della
gente dell'intero arco alpino.
Il libro é un viaggio attraverso il
versante italiano delle Alpi Cozie, alla ricerca delle antiche
feste che hanno resistito all'avvento della moderna societá
e alla cancellazione della propria anima.
Di valle in valle , di
villaggio in villaggio, si scoprono ancora numerose le espressioni
dei giorni della festa legati ad antichi rituali e cosí si
scopre una cultura che, soprattutto nelle manifestazioni di
svago, ha mantenuto un profondo legame con le generazioni
del passato ed un'identitá decisa a resistere agli attacchi
del tempo.
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| Spadonari alla festa patronale
di San Magno a Castelletto Stura |
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Nelle Alpi Occidentali
che vanno dal Colle della Maddalena al Colle del Moncenisio, passarono
molti popoli ed eserciti: Cartaginesi, Romani, Franchi, Teutonici,
saraceni, fino a Napoleone Bonaparte, oltre a mercanti, monaci,
pellegrini, ammaestratori di bestie feroci, mendicanti e di
tutti questi viandanti é rimasta impressa una traccia nelle
tradizioni popolari: i costumi usati nelle feste sono la riminiscenza
delle uniformi e degli abiti di quei personaggi transitati.
Le feste tradizionali che vengono
prese in considerazione sono le piú sentite nel corso dei
secoli e si dividono in due categorie con opposte radici:
quelle di divertimento con radici precristiane pagane e quelle
religiose.
Quelle di divertimento vedono in prima
fila il Carnevale, festa per eccellenza, diffusa in tutta
l'Europa e particolarmente celebrata nelle Alpi, con i costumi
multicolori, le maschere della tradizione alpina, come gli
arlecchini vestiti come caricature di soldati napoleonici,
i gendarmi, gli sposi e l'orso.
Vi é poi il Calendimaggio, la festa per l'arrivo della primavera
nota anche sull'Appennino col nome di Cantamaggio, con il
carro infiorato e il canto di poesie e canzoni.
Nell'ambito delle feste religiose
abbiamo il Natale, la Settimana di Passione e Pasqua e la
festa del Santo Patrono.
Sono diffusissime le processioni in costume tradizionale,
la riproduzione del a?presepio vivente la celebrazione della
passione di Cristo e il suo compianto con le sfilate di personaggi
in costume dell'epoca di Gesú e la Pirrica, la danza
armata risalente al mito di Pirro figlio di Achille che danza
armato per celebrare il funerale del padre.
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Arlecchini al carnevale di Villar
di Acceglio in Valle Maira
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"..con la danza si raggiunge l'estasi
e dalla zona dell'estasi a quella religiosa del culto, della
preghiera, della magia, il trapasso é breve." la danza
é gioia, é espressione di vittoria, é componente culturale.
Queste feste hanno spesso come punto di partenza
o di arrivo antiche abbadie, come San Magno a Festiona e a
Demonte in Valle Stura, o in Valle Grana, quelle di Castellar
e del Preit in Val Maira, San Lorenzo a Chianale in Val Varaita,
San Frontone in Valle Po e infine Novalesa e la Sacra di San
Michele.
Vi sono anche i fuochi di gioia delle valli valdesi
e dell'Alta Val Chisone, con il Bal da Sabre di Fenestrelle,
senza tralasciare di ricordare le tradizionali processioni
della Passione delle Valli di Susa, Sangone e Cenischia.
© Filippo
Zolezzi
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