| I Custodi del silenzio
La storia degli eremiti del Trentino
Alberto Folgheraiter
Curcú & Genovese
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| La copertina |
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Scomparsi alla fine del
Settecento, con la secolarizzazione decretata dal "re
sagrestano" Giuseppe II, gli eremiti del Trentino hanno
lasciato traccia, oltre che negli Atti visitali (le relazioni
seguite alle visite pastorali) nelle cappelle tra i boschi
o tra i campi accanto alle quali vissero; non sempre in povertà
ed obbedienza, non tutti da buoni cristiani.
Eppure, la loro storia sembra aver
affascinato i lettori del Duemila se I custodi del
silenzio hanno visto esaurite due edizioni e tornano
adesso in libreria in un volume unico, di grande formato.
La fortuna editoriale
di queste storie di "poveri cristi", di questi "fratelli
del bosco" va forse cercata tra le pieghe della curiosità
e della riscoperta del sacro, alimentate dagli stessi refoli
che, sul versante opposto, amplificano le ondate della secolarizzazione.
Come spiegare, ad esempio,
diversamente, la scelta di decine dì giovani che ogni anno
soggiornano, chi per un giorno, chi per due settimane o anche
più, tra le mura "del silenzio" nei pressi del santuario
di S. Valentino, sul dosso dei Marani di Ala?
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Eremo di San Colombano a Leno
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E come interpretare,
se non nell'ottica della devozione, la scelta radicale di
una giovane coppia di sposi che, al ritorno dal viaggio di
nozze, nell'estate del 2001 è andata a vivere accanto al santuario
mariano di Montalbano sopra l'abitato di Mori? O quale chiave
di lettura proporre, se non quella del bisogno di un silenzio
interiore, nelle centinaia di persone che ogni anno trascorrono
un periodo di meditazione ed orazione, tra le antiche mura
di Tavodo o dai Gesuiti a Villa S. Ignazio, o a Villa S. Nicolo
di Ravina,... e l'elenco potrebbe continuare.
Tra gli eremiti che hanno
lasciato, da anni, i rumori della civiltà "del rumore"
e si sono ritirati tra i boschi va segnalato don Gianni Tornasi,
un tempo brillante catechista a Rovereto, e la sua comunità
di preghiera a Boccaldo di Trambileno.
Sono i moderni "custodi del silenzio",
gli epigoni dei Padri del deserto che nei primi secoli del
cristianesimo diedero vita al movimento eremitico. Sono i
monaci "laici" che indicano, in forme meno radicali
forse ma non per questo superficiali, una proposta alternativa
di vita.
In una società che sta
perdendo le vocazioni all'impegno, soprattutto sui sentieri
del sacro, sono testimonianze possenti.
Capaci persino di fare da lievito nel panificio dove imperano
gli azzimi.
La loro testimonianza,
per una casualità nella geografia dei romitori, cade alla
fine del volume.
E non è un gran danno, anche perché immerge la storia nella
cronaca e lascia aperta una porta. Sul nostro futuro.
L'autore ci é giá noto:
Alberto Folgheraiter, del quale ricordiamo L'Imperdibile
La
terra dei padri e I
sentieri dell'infinito, due stupendi affreschi sulla cultura
delle genti del Trentino.
© Filippo
Zolezzi
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