| Un viaggiatore in braghe di tela
La vita avventurosa di
Augusto Franzoj
Felice Pozzo
CDA & Vivalda Editori
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| La copertina |
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Mirella Tenderini dirige per l'editrice
CDA & Vivalda due splendide collane: Tascabili, e Le
tracce, della quale fa parte Un viaggiatore in braghe di tela;
sono tutti libri assai significativi e appassionanti, racconti
che bloccano sulla poltrona fino all'ultima parola. Ogni volume
di queste collane porta una sua prefazione, poche pagine,
ma ricche di senso e molto esplicative.
Personaggio che sembra
uscito dalle pagine di un feuilleton dell'epoca, Augusto Franzoj,
fece molto parlare di sé nella seconda metà dell'Ottocento
con i suoi articoli infuocati, le polemiche, i processi, i
duelli e le avventure in terra d'Africa.
Tra queste soprattutto
il suo primo viaggio in Abissinia, compiuto tra il 1882 e
il 1884 per recuperare la salma dell'esploratore Giovanni
Chiarini, morto di febbre e di stenti - o forse assassinato
- nel piccolo regno di Ghera qualche anno prima.
Molti avevano tentato l'impresa, ben forniti
di mezzi e di appoggi, ma senza successo.
Franzoj partì da solo, con pochissimo
denaro, e incredibilmente riuscì là dove altri avevano fallito.
In seguito compì un secondo "tour" in Africa, durante il quale
conferì con Menelik, re dello Scioa, e fece conoscenza con
Arthur Rimbaud che, abbandonata la poesia, si era dato al
traffico d'armi in quel continente.
Il volume ricostruisce l'intera vita di questo
giornalista e viaggiatore "in braghe di tela", dalla sua giovinezza
scapigliata e ribelle alla tragica morte avvenuta nel 1911,
all'età di sessantadue anni.
© Filippo
Zolezzi
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