| Valsavarenche & la Madonnina del Gran Paradiso
Storia e restauro
della Madonnina del Gran Paradiso portata in vetta nel 1954
per comunicare umiltà e mitezza dalla piú alta
montagna interamente italiana
Adriano Chabod. Lina Peano
Edizioni Il Valico
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| La copertina |
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Chi pratica l' alpinismo
e l' escursionismo sa bene cosa voglia dire la fatica: la
salita é spesso impervia, specialmente nei tratti conclusivi
che si innalzano con erte che, al termine dello sforzo, fanno
domandare ad ogni passo se ne valeva la pena a faticare tanto.
Poi, spesso all 'improvviso, ecco apparire la vetta, segnalata
dall' alto in anticipo da un simbolo religioso, una croce,
una statua di santo o una madonnina e allora avviene una scarica
di adrenalina, il respiro si fa meno affannoso, il passo piú,
sicuro, la fatica svanisce e finalmente si guadagna la cima
e il simbolo di vetta che ci ha accompagnato diventa per noi
il segno della gioia e della realizzazione di un sogno...
Ci sono statuine e croci di vetta
particolarmente conosciute e amate, la Madonnina del Gran
Paradiso é una di queste: lassú sul suo piccolo
piedistallo accoglie da quarant'anni tantissimi alpinisti
felici per la loro riuscita e chissá quante migliaia
sono coloro che ne hanno potuto ammirare le delicate fattezze.
Il Gran Paradiso é
l'unica montagna che supera i 4000 metri in territorio interamente
italiano, e a questa Essa accoglie gli alpinisti e benedice
la Valsavarenche che si stende sotto al suo benevolo sguardo
e rappresenta la meta per coloro che si avventurano nella
non impossibile scalata delle sue pendici.
Nel 1954, in occasione
dell'Anno Mariano, Don Pierino Balma Marchis, prete di montagna
del Canavese, volle creare un originale santuario di montagna:
la montagna stessa! Con un lavoro inarrestabile e appassionato
riuscí a concretizzare il suo sogno, fare fondere una
statuina bellissima e con l'appassionata collaborazione della
gente di montagna, come sempre generosa ed entusiasta nelle
imprese che valgono, piazzarla in vetta.
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1954, la posa della Madonnina
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Il 4 Luglio 1954, accompagnata
da un lunghissimo corteo di fedeli e di appassionati la Madonnina
salí i pendii ghiacciati della montagna, era una giornata
inclemente e pochi poterono arrivare in vetta a causa delle
avverse condizioni; con il sapiente e appassionato lavoro
delle Guide Alpine di Valsavarenche Essa fu infine messa a
perenne dimora e Don Pierino celebró la tanto desiderata
funzione eucaristica.
Il tempo fa invecchiare
tutto: persone, piante e cose e nemmeno la Madonnina é
sfuggita alle sue ingiurie: gli sbalzi termici, il caldo,
il freddo, il gelo, i temporali, i fulmini,il vento le avevano
tolto un pochino dell'originale bellezza, facendo emergere
anche qualche ruga preoccupante e cosí 40 anni dopo,
le guide di Valsavarenche hanno compiuto il cammino inverso,
hanno portato la santa immagine a valle dove la bravissima
restauratrice Valeria Borgialli le ha ridato la primitiva
bellezza e il 3 Luglio 2004, 40 anni esatti dopo, la Madonnina
é tornata sulla vetta del Gran Paradiso, pronta ad
accogliere tutti coloro che vorranno andare a visitarla in
uno dei piú bei santuari del mondo.
Questo libro delle Edizioni
Il Valico ci racconta tutta la storia di questa stupenda
statuina, del suo collocamento a dimora, del suo restauro
e ci regala un simpatico racconto, bilingue italiano-francese,
di una delle leggende del Gran Paradiso, forse quella piú
conosciuta: la salita in vetta dell'asino Cagliostro, l'asino
piú alto d'Europa!
© Filippo
Zolezzi
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