| Vivere tra le pietre, costruzioni sottoroccia
Splüi, grondán, cantín
Museo di Valmaggia, AA.VV.;
Armando Dadó Locarno, CH
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| La copertina |
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Se chi sta leggendo ora ci segue solo
per le guide escursionistico-alpinistiche o per le descrizioni
delle vie di arrampicata, forse é meglio che cambi
subito pagina e libro, ma se invece si appassiona a tutto
quanto é montagna e cultura alpina, allora resti qui
e non sará deluso!
I lettori di Alpinia
avranno da tempo capito che ci appassioniamo ai libri che
studiano l'ambiente montano, i suoi abitanti, le tradizioni
e i modi di vivere dei popoli delle Alpi, questo Vivere
tra le pietre é un esempio tra i piú,
significativi di questo filone che tanto amiamo.
Dobbiamo gratitudine all'Editore Dadó
e al Museo di Valmaggia per questo libro che ci svela
una delle piú toccanti abitudini dei nostri montanari:
l'utilizzo dei macigni e delle rocce per ricavarne stalle,
alpeggi, dimore, cantine o semplici ricoveri.
Oggi viviamo sotto l'ombrello di un
mondo iper-tecnologico, in un futuro non distante forse si
impianterá un microchip con funzioni di telefono cellulare,
GPS e personal computer nei neonati, ma intanto in questo
libro possiamo vedere come l'ingegnositá dei montanari
utilizzasse ogni minima possibiltá offerta dall'ambiente
naturale, in apparenza ostile come qui tra rocce e macigni
spesso franati...
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| Fontana, Val Bavona. Splüi |
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La pietra é l'elemento
dominante del paesaggio di molte valli delle Alpi, nel Ticino
in particolare, in Vallemaggia: essa forma pareti vertiginose,
grandi depositi di frana e un vasto greto sul fondovalle.
L'uomo ha imparato a
convivere con essa, l'ha utilizzata senza frantumarla, ma
edificando le cosiddette costruzioni sottoroccia, che in Vallemaggia
sono oltre 1600, addossando muri a secco sotto a tettoie naturale,
oppure mettendo rustici tetti, o utilizzando anfratti naturali.
Il Museo di Vallemaggia li
ha ricercati, li ha studiati, catalogati e in alcuni casi
consolidati e resi visitabili, permettendo di conoscere usanze
pastorali che oramai sono andate inesorabilmente perdute,
come molti altri esempi di civiltá alpina o contadina,
facendo memoria di abitudini di vita improntate ad un'estrema
sobrietá di costumi e a una semplicitá che oggi
sembrano non esistere piú.
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| Splüia Bela, Arnoldo Dadó |
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Troviamo descritti gli
splüi , i ricoveri ottenuti sotto la roccia,
la grotta chiusa con un muro a secco sul lato aperto, come
nelle grotte dei pastori di Betlemme; poi i grondá,
costruzioni addossate a una parete rocciosa, scoperti per
le bestie o coperti come abitazioni d'alpeggio; infine i cantín,
le cantine o ripostigli, dove conservare il formaggio, i salumi,
gli alimenti e ricavati da grottini, spesso dotati di veri
e propri sistemi di ventilazione.
Troviamo la descrizione
di alcune costruzioni sottoroccia, tra cui Splüia Bela,
una delle ultime ad essere regolarmente abitate e utilizzate
nel periodo estivo: Arnoldo Dadó personaggio commovente
e straordinario vi é risalito fino al 1987.
Guardando questo libro
bellissimo si vedono materializzarsi i racconti di Plinio
Martini, personaggi con la loro tormentata umanitá.
I luoghi tormentati, l'ambiente aspro ma sereno, emergono
in tutta la loro maestosa fierezza e semplicitá, non
dobbiamo meravigliarci di questo: Martini ha vissuto e insegnato
a Cavergno, all'ingresso della Val Bavona, vero giacimento
di questo tipo di costruzioni.
© Filippo
Zolezzi
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