| I Figli della Terra
Storie di gente di montagna. Come eravamo e come siamo diventati.
Alberto Folgheraiter
Curcu & Genovese
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| La copertina |
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Ogni nuovo libro di Alberto Folgheraiter
porta una grande emozione, ricordiamo ancora il tuffo al cuore
che ci diede La
terra dei padri: é la stessa che ci procura questo
I Figli della Terra, che ne costituisce il
seguito e il coronamento.
Come il precedente, anche
questo si aggiudica l'ambito titolo di Imperdibile
del mese ed é cosa logica, costituendo i due
libri un'unica opera in due volumi, infatti l'autore prosegue
qui le narrazioni iniziate due anni fa con la prima parte.
La narrazione dell'autore riprende
dove si era interrotta precedentemente, non si sovrappone
a essa, ma prosegue, svelando nuovi arcani, facendo riscoprire
altri capitoli semiscomparsi e destinati all'oblio.
Ci racconta come vissero i padri, figli di quella terra e
sono proprio i racconti dei vecchi della montagna e della
campagna, (padri e e nonni), a ispirare Folgheraiter, che
anche qui racconta la durezza della sopravvivenza, la fatica
per la raccolta quotidiana del cibo, della vita domestica,
del lavoro agreste.
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Tipica cucina trentina e lavoro muliebre (1920 circa)
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Vorremmo potervi riportare tutta l'introduzione,
perché molto significativa e la condividiamo in pieno,
ma non é possibile farlo, allora ve ne riportiamo solo
alcune frasi:
"Dicono che il mondo é cambiato.
Ogni mattina, ancor prima di aprire la finestra sappiamo giá
che tempo fará... abbiamo programmato tutto, pianificato
ogni dettaglio...
...eppure i figli della terra, gli uomini dei campi, che sono
poi i nostri padri, vissero brandelli di vita che, riletti
con l'occhio di oggi, assumono toni di un'esistenza ordinata...
Adesso abbiamo di tutto, di piú.
In questa bulimia da possesso s'é smarrita la bussola
della semplicitá, del nascere, del morire secondo le
leggi millenarie della natura.
E' a questa bussola, al calendario dimenticato della civiltá
contadina, che abbiamo inteso riportare i giorni e gli avvenimenti.
"I Figli della Terra" non é che la continuazione, necessaria
e doverosa di quel "te ricordet?" avviato con la "terra dei
Padri".
E' un altro frammento della memoria e dell'affetto: per una
terra e per una comunitá" .
In questa nuova e splendida
opera l'autore racconta brandelli di vita quotidiana, con
la povertá del pasto frugale e della vita di stenti
legati a un'alimentazione scadente e l'orrore del veleno nel
paiolo: la pellagra, la terribile malattia che colpiva e decimava
ancora agli inizi del '900.
Poi l'allevamento del bestiame, con la cura della stalla e
la produzione casearia, la cucina popolare, la medicina empirica
con la cura delle "magagne" e la produzione clandestina
della grappa.
Vengono descritte la abitudini familiari,
l'accoglienza degli orfani e dei bimbi presi all'orfanotrofio
e poi la mitologia, con le strie, i salvanel, l'uomo selvatico
e tanti altri personaggi a cavallo tra leggenda e realtá
Si ricordano i giochi
e i passatempi (pochi per la veritá, visto che tutti
dovevano lavorare...), dei bambini e degli adulti (ancora
meno...), poi le grandi tragedie degli incendi e il valore
dei pompieri, incendi non rari, per il materiale di costruzione
e per la scarsa cura delle case.
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Madre con figli in partenza
per
raggiungere il marito emigrato
(inizi 1900)
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Un ampio e struggente capitolo viene
dedicato a uno dei maggiori fenomeni sociali a cavallo tra
fine '800 e inizio '900: l'emigrazione. Anche dal Trentino,
come da altre regioni italiane come Liguria, Veneto, Campania,
ecc.., partirono decine di migliaia di persone in cerca di
lavoro e di un poco di fortuna; fecero i minatori, gli operai,
i contadini, i cercatori d'oro e ogni lavoro immaginabile,
sempre duramente e con grande spirito di sacrificio e adattamento.
Questo libro si aggiunge
al novero delle opere che ricordano con affetto i padri, la
loro fatica, il loro sacrificio e abnegazione, la loro capacitá
di adattamento alle difficoltá e agli impacci, doti
che purtroppo sembrano fare difetto a molti giovani di oggi,
soffocati dalla "civiltá consumistica e del benessere"
.
L'autore ci é molto noto: Alberto
Folgheraiter, del quale ricordiamo L'Imperdibile
di marzo 2003 La
terra dei padri, I
sentieri dell'infinito e I
custodi del silenzio tre stupendi affreschi sulla cultura
delle genti del Trentino.
© Filippo
Zolezzi
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