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"...
fu li'
tra quelle montagne sconvolte dalle bombe,
macchiate di sangue,
rimbombanti di imprecazioni,
di urla laceranti,
di bestemmie,
che si impegno' davanti agli uomini, a quegli uomini,
e davanti a Dio,
di ridare ai loro figli un sorriso,
un filo di fiducia e di speranza
per cantare comunque e sempre alla vita.
Ed il canto alla vita fu davvero un inno di ringraziamento
in quella prima sera del lontano 24 Giugno 1925
nel constatare che i primi 45 bambini ospiti della Casa dell'Orfano
nei loro lettini sognavano il papa', ormai nella luce eterna di
Dio".
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