Il Sentiero della Pace non ricalca i passaggi impervi percorsi dai Soldati-Alpinisti
e tanto meno passa su ghiacciaio.
Il trek si prefigge di illustrare
le cime che, da Livigno sino al Passo del Tonale, furono teatro
di postazioni e guerriglie, illustrare le varie vie attraverso
cui erano raggiunte tali postazioni ma soprattutto di osservare
da vicino parte di quei luoghi che garantirono la logistica delle
postazioni in alta quota.
A partire da Livigno per poi arrivare al lago delle Scale e quindi
a Cancano fino al Passo della Forcola proseguendo per Cima Rims,
si ripercorrono tutti quei luoghi in cui vi era concentrazione
di forze atte a vigilare il confine svizzero.
Dal Passo della Forcola al Piz Umbrail e quindi al Passo
dell’Ablés, nuclei di Alpini vigilavano la linea dallo Stelvio
al Cristallo
e la valle del Braulio.
La Baita del Pastore e la Capanna Milano (attuale Rif. V Alpini)
in Val Zebrù concentravano la difesa e la vigilanza dalla Punta
degli Spiriti fino al Gran Zebrù.
Santa Caterina, Capanna Cedè, Albergo dei Forni e Rifugio Gavia
ospitavano i difensori della zona che dal passo del Cevedale
arrivava al Passo dello Sforzellina…
Tappa dopo tappa, durante tutto il trekking, ci s’imbatte in testimonianze
concrete dei manufatti abilmente realizzati da soldati e volontari:
camionabili, mulattiere e sentieri idonei a un trasporto più agevole
dal
fondovalle di viveri e armi, piazzole di artiglieria, trincee,
grotte e
caserme base per coordinare gli attacchi e ricoveri delle truppe
durante
gli arretramenti, appostamenti con scalinate in pietra straordinari.
Durante il trekking si possono osservare alcune di queste opere.
Oltre ad ammirare i manufatti di entrambi gli eserciti, sia
quello italiano sia quello austro-ungarico e rivivere gli
ambienti della storia,
non mancano talvolta ritrovamenti di piccole suppellettili
e reperti testimonianza del passaggio dei soldati.
Camminando da Livigno al Passo del Tonale ci si accorge che il
Parco Nazionale dello Stelvio, oltre ad un valore immenso a
livello naturalistico,
può essere riscoperto anche per l’aspetto antropologico.

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